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Non dimentichiamo il “nostro” Ecuador

Domenica 9 febbraio èla Giornataa favore della missione diocesana in Ecuador. È una missione articolata in molte presenze e oggi, più che mai, è da accompagnare e sostenere. Sono passati ormai più di 25 anni da quando la nostra Chiesa di Prato ha preso l’impegno di una presenza missionaria in Ecuador. Lì si trovano tre nostri sacerdoti, don Bruno Strazieri, don Luca e don Giovanni Finocchi con due missionarie laiche e le Suore Domenicane di Iolo.

Parole chiave: Ecuador (7), Nedo Mannucci (1), missioni (83)
Uno scorcio fluviale in Ecuador

di Nedo Mannucci *

Domenica 9 febbraio èla Giornataa favore della missione diocesana in Ecuador. È una missione articolata in molte presenze e oggi, più che mai, è da accompagnare e sostenere. Sono passati ormai più di 25 anni da quando la nostra Chiesa di Prato ha preso l’impegno di una presenza missionaria in Ecuador. Lì si trovano tre nostri sacerdoti, don Bruno Strazieri, don Luca e don Giovanni Finocchi con due missionarie laiche e le Suore Domenicane di Iolo. La Diocesi, negli anni scorsi ha sempre contribuito cercando di sostenere le spese e i costi della missione attingendo a delle risorse che ora sono venute meno. Le offerte che si raccolgono nella «Giornata per l’Ecuador» vanno tutte per le spese ordinarie della missione; ma non bastavano prima e non bastano ora in un periodo di crisi che vede diminuire le offerte in una misura tale da domandarsi come facciamo ad andare avanti. Eppure forse proprio ora che sperimentiamo sul serio che cosa vuol dire la mancanza di benessere e a volte la povertà, possiamo cominciare a comprendere meglio che cosa voglia dire la solidarietà. Perché il pane non basterà mai se non c’è qualcuno che fa compagnia alla nostra vita con una parola e con una presenza che sostenga la speranza del cammino. Non facciamo mancare la speranza a coloro che continuano ad aver meno di noi e che hanno bisogno di non sentirsi abbandonati. Non possiamo far mancare il nostro aiuto alla nostra missione, perché la presenza dei nostri missionari in Equador è un grande segno di speranza; un segno molto più grande di tutti i beni materiali che ancora possiamo donare attraverso loro a tutte le persone che sono nella necessità e nel bisogno. Chiedo, a nome del Vescovo, che, nonostante i gravi impegni quotidiani delle parrocchie e la situazione di maggiore povertà delle famiglie, si continui a sostenere l’opera benefica di evangelizzazione e di promozione umana della nostra missione in Ecuador. E ringrazio anche a nome dei nostri missionari per quanto sarà fatto.

* Vicario generale della Diocesi di Prato

Non dimentichiamo il “nostro” Ecuador
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