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Quando il prete suona alla porta

Suona un campanello, due, poi tre. Un coro di voci si alza dal citofono: «Chi è?». «Sono don Serafino, sono qui per le benedizioni». Il portone d’ingresso viene aperto. Mentre il parroco di Chiesanuova fa per entrare, qualche ritardatario chiede nuovamente «Chi è?», e pronta giunge la risposta «Sono don Serafino, per le benedizioni».

Quando il prete suona alla porta

Un piccolo «siparietto» che si ripete all’ingresso di molti condomini di via Isarco, dove don Serafino Romeo, parroco di Chiesanuova, sta facendo il giro delle benedizioni casa per casa, tipiche del periodo della Quaresima. Amichevoli scambi di parole, qualche battuta e un rapporto che si rinnova e riceve nuova linfa dalle tradizionali benedizioni delle case in vista della Pasqua. È così che le famiglie di Chiesanuova accolgono il parroco, don Serafino Romeo, che da più di dieci anni va a far visita a tutti i parrocchiani nelle settimane che precedono la Pasqua, come vuole la tradizione in tutte le parrocchie. Dei 6mila abitanti del quartiere, circa un migliaio sono extracomunitari, in maggioranza non cristiani.

«Io penso – afferma don Serafino Romeo - che quella delle benedizioni, casa per casa, nel periodo della Quaresima sia una bella tradizione. La maggior parte delle persone vuole che la propria abitazione venga benedetta. Quando finiamo il giro delle case stabilito dal calendario, capita di frequente che le famiglie, che per qualche motivo non abbiamo trovato in casa per la benedizione, ci chiamino e insistano perché andiamo a benedire la loro abitazione in un altro momento. Ogni anno sono circa una trentina».

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Nonostante i cambiamenti sociali e culturali, la benedizione resta un’occasione privilegiata per incontrare le persone, soprattutto quelle - e sono la maggior parte - che non frequentano la parrocchia. Certo, c’è l’aspetto rituale della tradizione: «Molti vogliono che tutte le stanze della casa siano asperse con l’acqua santa. Credo che non si possa parlare di superstizione, come a volte sento dire, ma di una fede popolare. Ritengo che la si debba mantenere, magari evangelizzandola, continuando ad andare casa per casa. Faccio una battuta – sorride don Serafino – a volte mi dicono “Padre, ma deve andare anche al piano di sopra?”, e io rispondo “ Guardi, passa sette muri, passa anche sette solai!”». Qui tutti conoscono don Serafino, giunto a Chiesanuova quando aveva appena un anno e tornato lì da sacerdote. «Io sono cresciuto proprio in questa strada. Per tanti anziani, il bambino che un tempo giocava a pallone in strada oggi è il loro parroco; – racconta don Serafino – credo che il fatto di conoscermi sia uno dei motivi per cui nelle case ricevo sempre una buona accoglienza, anche da parte di chi non frequenta la parrocchia». Prosegue il giro delle benedizioni e, siamo sicuri, ad accoglierlo in qualche appartamento troverà anche un buon caffé.

Fonte: Tog
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