Prato
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Sale slot e vlt: Prato è il paese dei balocchi

A Prato sono 249 i locali con macchinette. Undici associazioni lavorano alla modifica del regolamento comunale sul gioco. Numerose le persone in trattamento per la ludopatia.

Parole chiave: slot machine (2), slot (4), ludopatia (5), dipendenze (8)
Slot machines

Prato come il Paese dei balocchi: 249 gli esercizi commerciali tra bar, tabaccherie e circoli dotati di slot machine; 28 le sale slot e vlt (video lottery terminal) presenti nella nostra città. Mettiamo insieme questi numeri con quelli forniti dal SerD (servizio dipendenze) dell’Usl 4, che ha visto passare le domande di trattamento per ludopatia dalle 4 del 2007 alle 172 del 2015, con 13 nuovi ingressi solo nel primo semestre del 2016, e otterremo le basi da cui è partita l’azione di denuncia di alcune associazioni cittadine.
Opera Santa Rita, Centro di Solidarietà Prato, Centro regionale di Bioetica Gianna Beretta Molla, Oratorio Sant’Anna, Cieli Aperti, Libera, Arci, Polis e Lld con l’obiettivo di introdurre norme che scoraggino la diffusione incontrollata delle sale da gioco legale, insieme hanno aperto lo scorso novembre un tavolo partecipativo con l’Amministrazione comunale per una modifica del regolamento sul gioco d’azzardo: i punti chiave della proposta da un mese al vaglio delle commissioni consiliari competenti sono rappresentati dai cosiddetti «luoghi sensibili», ossia luoghi di aggregazione per eccellenza o di sosta prolungata che, se vicini alle sale slot, potrebbero aumentarne la frequentazione, e da nuove regole per le sale vlt già esistenti e gli esercizi commerciali dotati di macchinette.
Per quanto riguarda il primo punto, i cittadini hanno proposto, in linea con il regolamento regionale, un aumento della distanza delle sale gioco dai «luoghi sensibili» portandola dai 200 attuali ai 500 metri e un aumento del numero degli stessi «luoghi sensibili»: si è proposto, infatti, di mantenere questa distanza oltre che da scuole, ospedali e centri di recupero, sedi di associazioni di volontariato e luoghi di culto, anche da biblioteche e musei, stazioni e fermate dell’autobus, centri giovanili, giardini e parchi pubblici. Per evitare il facile approvvigionamento di denaro da parte dei giocatori che sotto la spinta della dipendenza hanno esaurito il contante, le associazioni hanno previsto, inoltre, una distanza minima di cento metri da sportelli bancomat e agenzie di prestiti e di pegno. Per quanto riguarda il secondo punto, il tavolo partecipativo ha indicato alcune nuove regole per i punti gioco attivi sul territorio comunale: tra queste, è stata prevista un’ordinanza sindacale per limitare gli orari di apertura ed è stato aggiunto un divieto di pubblicità che comprende l’esposizione di cartelli con le vincite avvenute nel locale. La pubblicità è, tra l’altro, un argomento che sta molto a cuore alle associazioni, visti i manifesti spuntati di recente in varie parti di Prato che mettono l’accento sugli sbocchi occupazionali del settore del gioco: «È vero che in Italia l’azzardo dà lavoro ad oltre duecentomila addetti – commenta Carmine Felitti dell’associazione Polis - ma è anche vero che ha prodotto circa ottocentomila persone ammalate di gioco d’azzardo patologico. Siamo fiduciosi che il Comune accetti le nostre modifiche e collabori attivamente all’arginamento del fenomeno della ludopatia, di cui il SerD ci ha fornito numeri importanti, per esempio bloccando concessioni e patrocini ai locali che ospitano le slot machine e rimuovendo le slot dai locali di proprietà della civica amministrazioni e delle società partecipate».

Lucrezia Sandri

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