Prato
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Un premio per la città che vuole ripartire

Per la festa del patrono l’annuncio degli «Stefanini». Il 26 dicembre, al termine del pontificale, mons. Agostinelli renderà noti i nomi dei vincitori della quarta edizione del premio Santo Stefano, dedicato alle aziende virtuose del territorio. I riconoscimenti sono opera di Gabriella Furlani.

Filo e ago

Una base di pietra sopra la quale si srotola una pergamena. È il simbolo della quarta edizione del premio Santo Stefano, conosciuto anche come «Stefanino d’oro». Anche quest’anno, in occasione della solennità del patrono della città e della diocesi, toccherà al Vescovo annunciare i nomi delle aziende vincitrici, che si sono contraddistinte per la tenuta e il rilancio del lavoro a Prato. Come avvenuto nelle edizioni precedenti la comunicazione avverrà prima della benedizione al termine del solenne pontificale della festa, celebrato in cattedrale, alla presenza del clero diocesano e delle autorità cittadine e provinciali. Il premio, nato su ispirazione del noto cenciaiolo pratese Giovanni Masi, è promosso dalla Diocesi, dal Comune, dalla Provincia, dalla Camera di Commercio e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Prato e nelle intenzioni vuole essere considerato alla stregua del noto «Ambrogino» milanese. L’iniziativa nacque per sottolineare l’esistenza di non poche aziende del distretto, non solo tessile, capaci di fare impresa in modo etico e rispettoso dei valori del lavoro e della concorrenza.
Ricordiamo i nomi dei vincitori delle passate edizioni: GT 2000 srl, Lanificio Luigi Ricceri, Rifinizione Santo Stefano, Gastronomia Toscana, L’Accessorio Faliero Sarti, Lenzi Egisto, Pontetorto, la Casa di cura Villa Fiorita, G. I. Metal, Piacenti restauri, Guarducci geom. Mario, Gruppo LDS Lineaesse Calafuria, Rifinizione Nuove Fibre, Pointex spa, Sirio Sistemi Elettronici, Tessilform Patrizia Pepe, Vaporizzo Lia.
I premi saranno consegnati in una cerimonia pubblica, sabato primo febbraio, nell’auditorium della Camera di Commercio, ambiente che ospitò la manifestazione anche la scorsa edizione. L’ospite d’onore sarà il ministro della Coesione territoriale, Carlo Trigilia, al quale i promotori hanno chiesto di tenere una relazione su Prato a partire dai temi dell’innovazione e dello sviluppo tecnologico. Trigilia, sociologo di origini siciliane, è docente universitario a Firenze e al polo pratese, è un esperto di progettazione dello sviluppo locale e di pianificazione strategica delle città. Gli anni passati sono stati ospiti Renato Brunetta, allora ministro della Funzione Pubblica, e gli economisti Riccardo Varaldo e Gianfranco Viesti.
La realizzazione dei premi è stata affidata all’artista pratese Gabriella Furlani, già autrice delle statuette della seconda edizione, e come detto sono stati ispirati dalla coniugazione tra innovazione e tradizione. Sopra la pietra c’è una pergamena in bronzo rivestito di rame e plexiglas con la scritta: «coscienza, conoscenza e innovazione», le tre parole che rappresentano il motto dello «Stefanino».
«Ho voluto far dialogare tra loro un materiale antico e uno di uso contemporaneo, - spiega la Furlani - proprio per significare il passaggio tra passato e presente, e poi - aggiunge - non mancherà l’immagine di Santo Stefano, e una parte dorata, appunto perché il premio si chiama anche Stefanino d’oro». Le opere della prima edizione furono di Vincenzo Gennaro e lo scorso anno dello scultore Enrico Savelli.

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