Prato
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La prima comunità sarà Maliseti a gennaio 2014, poi tutte le altre 77 della diocesi. Stilati itinerario e date della presenza di mons. Agostinelli nelle comunità ma anche le linee guida

Visita pastorale, si comincia da Maliseti

Si comincia sabato 11 gennaio 2014, per terminare nel 2017. Sette vicariati e 78 parrocchie in tre anni. Questo il viaggio che porterà il vescovo Agostinelli a conoscere tutte le realtà presenti sul territorio della diocesi di Prato e appartenenti alla comunità ecclesiale che lo vede come Pastore. Dal numero 30 del 1° settembre 2013

Percorsi: Prato - Vita Chiesa
Parole chiave: Maliseti (1), Visita pastorale Prato (1)
Visita pastorale, si comincia da Maliseti

La macchina della organizzazione, coordinata dall’Ufficio pastorale diretto da mons. Carlo Stancari, ha già predisposto il calendario e definito, insieme a mons. Agostinelli, le linee guida contenenti le indicazioni che ogni comunità parrocchiale dovrà seguire per accogliere il Vescovo.
La prima parrocchia sarà San Giovanni Battista a Maliseti e poi a seguire, tutte le altre del vicariato ovest: San Paolo, Galciana (San Pietro e Visitazione), Gesù Divino Lavoratore, Sant’Ippolito in Piazzanese, Santa Maria Assunta a Narnali, Ascensione al Pino, Santissima Trinità a Viaccia.
La presenza in ogni parrocchia sarà di una settimana, da sabato a sabato. In sette giorni mons. Agostinelli sarà chiamato a incontrare il consiglio pastorale parrocchiale e quello degli affari economici, i catechisti con i propri ragazzi e tutti i gruppi presenti, da quello giovanile a quello della terza età, dai fidanzati alle famiglie, dalla Caritas al gruppo missionario, dalle confraternite alle associazioni laicali. Senza dimenticare gli anziani e gli ammalati.
«Ma è tutto il territorio parrocchiale a essere visitato secondo i tempi, ovviamente all’interno della settimana indicata, e i modi stabiliti tra il Vescovo e il parroco - spiega mons. Carlo Stancari -, in questo mons. Agostinelli è stato chiaro: vuole una proposta di itinerario da seguire».
Così sarà possibile incontrare organismi amministrativi periferici, come ad esempio le circoscrizioni, oppure sedi appartenenti al mondo sindacale, imprenditoriale, politico e delle professioni. Oppure, se la parrocchia coincide col Comune, d’intesa col Vescovo si potranno incontrare anche le autorità.
La visita pastorale sarà anticipata da una riunione vicariale con i sacerdoti e gli incaricati pastorali, in modo da avere una visione d’insieme. «Poi ci sono alcuni adempimenti da svolgere prima dell’arrivo del Vescovo - dice mons. Stancari - che saranno a cura di alcuni “con-visitatori” coordinati dal Vicario generale». Divisi in vari settori (pastorale e catechetico, liturgico, amministrativo e giuridico, beni culturali; carità, missionarietà e testimonianza) saranno distribuiti dei questionari per capire lo «stato» della parrocchia, in modo da redigere una piccola relazione sui dati emersi. «Tale documentazione dovrà essere consegnata al Vescovo prima della visita - precisa mons. Stancari - insieme ai questionari compilati». Al termine della visita, il Presule lascerà ai parroci due lettere, una riguarderà tutto il vicariato, l’altra, indirizzata alla singola parrocchia, conterrà suggerimenti e indicazioni di carattere pastorale. Se necessario saranno emanati eventuali «decreti», firmati dal Vescovo, dove verranno confermate le scelte in atto e dove verranno date precise indicazioni sugli aspetti pastorali da migliorare e sul da farsi in ordine all’amministrazione e alla conservazione patrimoniale.
Tra le attenzioni, la richiesta di celebrare le cresime durante la visita pastorale. Naturalmente i segni e celebrazioni saranno ispirati dal tempo liturgico nel corso del quale si svolgerà la visita.

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