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Firenze: musiche per il Duomo, dal Seicento ad oggi

Dopo la Messa Solenne per la Festività di San Giovanni Battista, il cartellone di O flos colende torna a far rivivere le musiche conservate nell’Archivio Musicale dell’Opera di Santa Maria del Fiore (trascritte per l’esecuzione da Gabriele Giacomelli), nel concerto di mercoledì 3 luglio, sempre in Duomo, alle 21,15 a ingresso libero.

Percorsi: Firenze - Musica

Il programma offre una significativa panoramica, attraverso i secoli, sui musicisti attivi in Duomo: Gerolamo Frescobaldi, musico del granduca Ferdinando II de’ Medici e organista nel Battistero di San Giovanni; Marco da Gagliano, maestro di cappella di Santa Maria del Fiore; Giovanni Maria Casini, Francesco Feroci, Filippo Vitali, fino ai nomi recenti di Domenico Bartolucci (una delle glorie fiorentine, che è stato creato cardinale nel 2010 da Benedetto XVI) e Michele Manganelli. Un percorso affidato alla Cappella Musicale della Cattedrale di Firenze, per la prima volta ospite di O flos colende. Il gruppo corale è stato recentemente ricostituito per poter principalmente soddisfare lo storico ruolo di «tutela, promozione e valorizzazione, nelle funzioni religiosa, civile, culturale e storica della Cattedrale di Santa Maria del Fiore» che compete all’Opera di Santa Maria del Fiore.

La musica vocale polifonica e quella organistica sono sempre state coltivate nel Duomo e nel Battistero di Firenze, come dimostra la copiosa presenza di opere dal Quattrocento ai nostri giorni presenti nell’Archivio, delle quali verranno fatti ascoltare alcuni felici esempi, che comprendono anche una prassi esecutiva suggestiva, come Jubilate Deo a otto voci in doppio coro di Marco Da Gagliano: i musicisti si dividono in due gruppi, che dialogano fra loro con sapienti giochi di eco, secondo una tecnica nata e ben nota a Venezia in San Marco, ma molto usata anche a Firenze. Musiche del Seicento e del Settecento saranno affiancate da quelle di Bartalucci e Manganelli, quindi un salto di oltre due secoli nel repertorio, motivato dal fatto che nell’Ottocento la musica sacra prevedeva organici differenti dal solo organo e la sola polifonia vocale, era una prassi più vicina alla musica profana e teatrale.

Direttore del concerto è il maestro di cappella della Cattedrale di Santa Maria del Fiore, Michele Manganelli, che deve l’impronta della sua formazione soprattutto al Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma, dove è stato  allievo di Domenico Bartolucci. Manganelli è stato organista titolare della Cattedrale di Fiesole e oggi è docente all’Istituto Musicale Franci di Siena, è direttore del Segretariato Compositori dell’Associazione Italiana Santa Cecilia, è attivo anche come compositore, direttore d’orchestra e organista. Oltre a tutto ciò si dedica anche allo studio della musica sacra antica.

Il concerto del 3 luglio, da lui diretto con il supporto dell’organista Daniele Dori, sarà  un’occasione per apprezzare le qualità delle voci della Cappella Musicale del Duomo, dell’Ottetto vocale Michelangelo e del Quartetto vocale Brunelleschi, compagini il cui compito primario è la partecipazione alle celebrazioni liturgiche più importanti, presiedute dal Cardinale Betori, e che in questa serata ci restituiranno opere concepite dichiaratamente per la liturgia ma dotate di valore estetico, che fa sì che la bellezza della musica (come anche Benedetto XVI ha più volte ricordato) contribuisca a trasmettere con efficacia il senso del trascendente.

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