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Pietrasanta: Una «Versiliana» epica nel ricordo di Romano Battaglia

Il trentacinquesimo Festival della Versiliana annuncia un agosto col…botto, per completare il programma di una stagione «epica», all’insegna di un originale e suggestivo viaggio nell’Odissea; calendario riassumibile con 29 serate di spettacolo e danza, ben 50 «Incontri» con personaggi autorevoli, i più glamour del mondo del teatro, della cultura, dell’attualità, dello sport, del cinema, della Tv e non solo, e tanti momenti ricreativi appositamente allestiti per i bambini e le famiglie.

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È la sfida che Pietrasanta, con la sua Marina, rinnovano per fronteggiare la crisi del turismo. Così dopo Pippo Baudo e Margherita Buy; la serata dedicata al centenario della nascita di Piero Bigongiari (con la presentazione del libro di poesie inedite curato da Paolo Fabrizio Iacuzzi «Agosto al Forte» e la lettura di alcuni versi del poeta da parte dell’attore Ugo Pagliai), vedremo sfilare ed esibirsi nel Parco dannunziano artisti del calibro di Renzo Arbore e la sua Orchestra Italiana, Monica Guerritore, Paolo Hendel, Enrico Brignano, Tullio Solenghi, Amanda Sandrelli, Angelo Branduardi, celebri ballerini russi di Classica e spagnoli di Tango. Invece intratterranno l’affezionato pubblico del «Caffè» pomeridiano-preserale il regista Dario Argento, il Prefetto della Protezione civile Franco Gabrielli (reduce dall’operazione-Concordia), il direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci, Cristina Acidini, il magistrato Giancarlo Caselli, Luciana Castellina, Caterina Fiorello, il governatore della Toscana Enrico Rossi ed il coordinatore di Forza Italia Giovanni Toti, Oscar Farinetti. In attesa di qualche ulteriore irruzione a sorpresa della Politica, si discuterà naturalmente anche di sport: del difficile momento della Ferrari in Formula 1, con l’ingegner Mauro Forgheri che tanti successi ha ottenuto con il Cavallino Rosso; di calcio – dal flop della Nazionale al cambio di Ct e dei vertici della Figc, all’imminente campionato – con la «bandiera viola» e mundial ’82 Giancarlo Antognoni, Moreno Roggi e Furio Valcareggi.

Tanta attualità, senza dimenticare la storia. E la storia della «Versiliana» ci porta al suo ideatore e unico «patron» per oltre trent’anni, Romano Battaglia. A due anni dalla morte, la Fondazione presieduta da Dianora Poletti gli rende omaggio con una mostra (aperta fino al 17 agosto, ogni giorno dalle 17 alle 22) curata dal gallerista Adriano Corsi, che raccoglie oltre 40 pitture. Opere selezionate con l’appassionata collaborazione della moglie Wilma, infaticabile e devota compagna di un uomo eclettico che ha fatto dell’arte, in ogni sua espressione, il filo portante della sua vita. Per chi farà un salto in Villa sarà una piacevole emozione. Soprattutto per chi conosceva Battaglia solo come scrittore e poeta (ha pubblicato 33 libri), o come inviato speciale e conduttore in Rai (la sua era la generazione di Sergio Zavoli, Piero Angela, Bruno Vespa, Paolo Frajese, Emilio Fede) oppure come autore, insieme al grande Antonio Cifariello, di un indimenticabile documentario sul lavoro italiano «Dalle Ande all’Imalaya».

Proprio negli ultimi trent’anni, ritiratosi nella sua ridente casa di Marina di Pietrasanta per creare e guidare i «talk show» della Versiliana, Romano ha praticato con intensità l’antica passione, coltivata fin da ragazzo, quando, con curiosità e costanza, seguiva il maestro Pietro Annigoni nelle sue scampagnate per disegnare gli angoli più suggestivi della costa tirrenica. Così ha imparato a dipingere la natura, soprattutto i luoghi a cui era così profondamente legato: la Versilia, le Apuane e quei bovi che per secoli ne hanno trasportato i marmi, un rito antico che affonda le sue radici nella storia della gente che ha vissuto in queste terre. Una storia che si intreccia con la magia dell’arte, con Michelangelo che, proprio lì, sceglieva con cura la materia prima dei suoi capolavori. I bovi rappresentati da Romano Battaglia con tratti arcaici, sono quindi il simbolo di qualcosa che è scomparso, ma che è sempre vivo nei ricordi dei più anziani. Ricordi che danno alla «Versiliana» energie ed idee per continuare, rinnovandosi.

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