Antonio Ciccone: la natura

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Quarantacinque giorni dedicati alla natura ed alla caccia,  con lo scopo di evidenziare il punto in comune tra cacciatori e animalisti: l'amore per la bellezza della natura. Dal 28 luglio al 15 settembre nel territorio del comune di San Godenzo si svolge l'iniziativa “L'arte della caccia, la caccia nell'arte”, interessanti eventi intorno al nucleo di due importanti mostre di pittura.

La prima mostra, “Eugenio Cecconi (1842-1903): cani, caccia e paesaggi”, presenta trentaquattro opere di uno dei più famosi pittori dell'800, esponente del movimento macchiaiolo. E' allestita a Villa Gentili, a San Godenzo.

Fanno da contorno alla mostra la ricostruzione di ambienti venatori e una esposizione di tassidermia.

L'Oratorio della Madonna, nella frazione Il Castagno d'Andrea, ospita invece “Antonio Ciccone: la natura”, ventidue opere di grandi dimensioni di uno dei maggiori artisti figurativi contemporanei, famoso a livello mondiale. Sono stupendi paesaggi, per lo più del Gargano, terra di origine dell'artista, e animali disegnati a carboncino con raffinato realismo.

La visione di entrambe le mostre consente un interessante raffronto tra due secoli di pittura e due sensibilità artistiche diverse, l'uno cacciatore appassionato, l'altro mistico del creato, unite dall'amore per la bellezza della natura  e da una abilità tecnica eccezionale.

Nei giorni 9, 10,11 agosto avrà luogo anche la Festa dell'Appennino, tradizionale appuntamento annuale per dare rilievo ai temi della caccia, della pesca e del mondo rurale ed al cui interno si potranno gustare menù specializzati di caccia.

Il 9 e 10 agosto, con la partecipazione di importanti ditte del settore, avrà luogo la mostra mercato “Caccia, pesca e ambiente della montagna fiorentina”.

Per i quarantacinque giorni della manifestazione presso i ristoranti di San Godenzo, Il Castagno d'Andrea e Castagneto, gli amanti della buona cucina potranno trovare menù a base di selvaggina e prodotti tipici del territorio.

Antonio Ciccone
Nato a San Giovanni Rotondo, il primo vero contatto con la natura lo ebbe pascolando un gregge di agnelli. Lunghe ore di solitudine in una terra arida, aspra e solitaria, tra rocce e pietraie solcate e frantumate dallavoria, il vento del nordche piegava e disseccava le rare piante fecero sorgere in lui bambino la necessità di esprimere queste prime, intense, violente emozioni e cominciò a disegnare con qualunque mezzo, ovunque gli capitasse, anche con un pezzo di carbone od un sasso appuntito, anche sulle rocce  levigate, se non trovava altro disponibile.

Nel Convento di San Giovanni Rotondo vi era un frate che aveva in sé qualcosa di prodigioso: padre Pio. A quattordici anni Ciccone, intenzionato a fare il pittore, andò a cercarlo  e gli mostrò un rotolo dei suoi disegni. Il santo frate pur senza essere un esperto di arte, capì subito quale era la via che la Provvidenza aveva tracciato per quel suo figlio spirituale  e si impegnò ad aiutarlo. Poco tempo dopo una famiglia, devota dal santo, accolse e fece studiare, a Firenze , il ragazzo.

Fu così  che  a quindici anni Ciccone divenne allievo di Pietro Annigoni.

Le particolari qualità lo fecero immediatamente emergere tanto che, a soli 17 anni, partecipò alla prima collettiva con  cinque opere, tutte vendute. A venti anni era già conosciuto in America, e in Inghilterra si parlava, fin dal '59 del prodigio di questo giovane artista italiano.

Il successo ottenuto con  la copia del ritratto annigoniano della regina Elisabetta II  gli aprì definitivamente le porte del mercato anglosassone: paesaggi, scorci di città, chiese, marine, tutti i soggetti, sia a olio che a tempera, a carboncino o a guazzo, ma soprattutto i ritratti erano richiestissimi. Le sue opere sono entrate nelle collezioni di personaggi come Forbes e Rockfeller e dello stesso Presidente J.F. Kennedy,

Con Ciccone si entra in una nuova era, l'età della autenticità. Nel suo percorso artistico non ha mai accettato le facili trovate della modernità, non ricorre agli choc immediati, alle provocazioni effimere. Lavora con  rigore, austerità, serietà e consapevolezza tecnica nella ricerca della vera essenza del visibile, quella che generalmente, per fretta o trascuratezza, noi non vediamo.

Senza mai rinnegare gli insegnamenti e la tecnica del Maestro Annigoni, ha acquisito una sua cifra particolare e distinta che  ha fatto dire che  è il più e il meno annigoniano . Il meno per il segno, il più per la serietà della ricerca artistica.  La qualifica “allievo di Annigoni” è solo un dato storico perchè si è sempre rinnovato, seguendo la naturale evoluzione del suo ingegno liberamente sviluppato. Ha raggiunto la fama dei grandi Maestri ed è considerato il miglior ritrattista vivente, ricercato da un collezionismo internazionale ricco e qualificato.

SEDE: Oratorio della Madonna - Castagno d'Andrea (comune di San Godenzo - Fi)

ORARIO: venerdì, sabato, domenica e festivi dalle 10,30 alle 18,30

INGRESSO: 3 euro

INFO: 055837381 o consultare info@comune.san-godenzo.fi.it, oppure www.comune.san-godenzo.fi.it

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