Autoritratto in assenza. Questa è una storia che voglio raccontare e io ne sono protagonista incidentale

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La mostra si offre al visitatore come una riflessione iniziata alcuni anni fa con una precedente esposizione fotografica organizzata dal CIFA (Centro Italiano della Fotografia d’autore di Bibbiena, nato per volontà della FIAF, la storica Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) dal titolo «Io mi vedo così» che si focalizzava sull’uso del proprio corpo come base dell’elemento narrativo e dove venivano presentati gli autoritratti come mezzo per proporre la propria visione di sé. Oggi, con questa mostra, la visione dell’autoritratto cambia, si amplia e permette una precisa riflessione, secondo cui la fisicità e la presenza scenica non sono elementi indispensabili alla sua esistenza.

Giovanna Calvenzi, curatrice della mostra con Lucia Miodini e Cristina Paglionico, ha così spiegato come è nata l’idea della mostra: «In anni recenti la pratica dell’autoritratto ha coinvolto intere generazioni di artiste ma l’attenzione si è spostata in prevalenza sul mondo al di fuori dell’io, nel quale il corpo delle autrici viene prestato per raccontare altro da sé. Non è più lo studio diretto di se stesse, della propria fisicità, dei propri sentimenti, che interessa alcune autrici, ma prospettive di riflessione più ampie nelle quali si potrebbe quasi parlare di autoritratti in assenza. Non è più «Io mi vedo così»  bensì «Questa è una storia che voglio raccontare e io ne sono protagonista occasionale». 

Le tre curatrici della mostra hanno invitato a esporre i propri lavori sul tema grandi fotografe di fama internazionale come Martina Bacigalupo, Elina Brotherus, Giulia Caira, Silvia Camporesi, Alessandra Capodacqua, Alida Cartagine, Gea Casolaro, Marina Cavazza, Daniela Comani, Vincenza De Nigris, Francesca Donatelli, Gabriele Galimberti, Bruna Ginammi, Sandra Lazzarini, Ottonella Mocellin, Dita Pepe, Marta Primavera e Moira Ricci

«La decisione dei produttori di applicare un obiettivo sullo schermo frontale degli smartphone ha contribuito in modo sostanziale allo sviluppo del selfie fino a renderlo il modo più diffuso per realizzare autoritratti fotografici -  ha affermato Claudio Pastrone, Direttore del Centro Italiano della Fotografia d'Autore - Spesso i selfie sono foto ricordo e, se postati su un social network, diventano l’affermazione della propria presenza in un determinato luogo e in un determinato momento. Dietro a ogni autoritratto ci sono scopi e motivazioni molto diversi che riflettono le differenti personalità del soggetto, in questa mostra non solo vengono esposti bellissimi autoritratti ma ci sarà anche l’occasione di scoprire le motivazioni che li hanno fatti nascere.» 

L' inaugurazione il 9 aprile, alle17.30 è preceduta, alle 15.00, da un incontro-dibattito tra curatrici e autrici per parlare delle opere esposte e delle motivazioni che le hanno fatte nascere.

SEDE: Centro Italiano della Fotografia d’Autore - Via delle Monache, 2, Bibbiena (Arezzo)

INGRESSO: libero

ORARIO: da martedì a sabato 9,30-12,30 e 15,30-18,30 - domenica 10,00-12,30

INFO: www.centrofotografia.org/ Tel. 0575 1653924 - Cell. 349 2335011

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