Da Kandinsky a Pollock. La grande arte dei Guggenheim

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«Siamo arte non-oggettiva, priva di senso e senza prospettiva; siamo dipinti in rombi, cerchi e quadrati (…) alcuni di noi sono palloni cerulei, altri sono punti erculei». Sono le parole d’inizio di un poema scritto sul «Baltimore Sun» nel gennaio del 1939 da Amy Greif nei quei giorni dell’esposizione al museo della città statunitense della collezione di Solomon R. Guggeheim. La poesia, scritta come se fosse declamata dai dipinti esposti, illustra in maniera spiritosa le reazioni contrastanti che la mostra provocò nell’opinione pubblica del tempo. Ma Solomon Guggenheim e poi sua nipote Peggy, sono stati espressione di quel mecenatismo e collezionismo di altissimo livello che, attraverso le loro scelte artistiche, ha indirizzato il gusto estetico di un intero secolo; un po’ come i Medici, gli Strozzi e le grandi famiglie mecenati del Rinascimento fecero nella Firenze del Quattrocento. E proprio Firenze si propone con la mostra Da Kandinsky a Pollock. La grande arte dei Guggenheim, allestita in Palazzo Strozzi, di rendere omaggio a coloro che hanno reso più vicina a noi l’arte moderna aiutandoci a meglio decifrare quella contemporanea.

Sono esposti oltre 100 capolavori dell’arte europea e americana tra gli anni venti e gli anni sessanta del Novecento, che hanno definito il concetto di arte moderna, dal Surrealismo all’Action Painting fino all’informale e alla Pop Art, alcuni dei quali veri «cardini» della nascita delle avanguardie, che raramente sono esposti l’uno accanto all’altro.

La mostra, curata da Luca Massimo Barbero, nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Palazzo Strozzi e la Fondazione Solomon R. Guggenheim di New York e permette di confrontare opere fondamentali di maestri europei dell’arte moderna, nonché di sottolineare la grande importanza delle collezioni Guggenheim. Da un lato la collezione di Solomon che nel 1939 fonda il “Museum non-objective Painting” basato sull’idea purista dell’astrazione come assenza della figura, per poi affidare, quattro anni più tardi, al geniale architetto Franck Lloyd Wright il progetto del museo che aprì a New York nel 1959 e che è diventato connotazione di avanguardia, modernità e curiosità. Dall’altro la collezione di Peggy, il cui gusto artistico si orienta verso le avanguardie europee e che rappresentò per intere generazioni l’ideale di mecenate contemporaneo, una sorta di perfetto connubio fra “arte e vita”, reso reale nel museo di Venezia.

Il legame tra i Guggenheim e Firenze risale ai primi anni del dopo guerra: non dobbiamo dimenticare infatti che questa mostra ha un suo importante precedente in quella del 1949 allestita alla Strozzina e curata da Carlo Ludovico Ragghianti, nella quale Peggy decise di presentare la collezione che poi avrà la sua definitiva collocazione a Venezia. Ben 26 opere che figuravano in quella rassegna sono oggi riesposte a Palazzo Strozzi.  

La mostra si snoda in nove sale: una sorta di viaggio intorno alle opere, alle biografie e alle storie delle due collezioni, ed emblema di questo viaggio è la Bôite en-valise di Marcel Duchamp, dove l’artista decise di “riunire” tutte le opere eseguite fino ad allora (siamo agli inizi della seconda guerra mondiale) per rendere trasportabile la loro storia. Tra le opere esposte Curva dominante di Kandinsky, il Bacio di Max Ernst, lo Studio per scimpanzé di Francis Bacon. E, ancora opere di Man Ray, Alberto Burri, Emilio Vedova, Jean Dubuffet, Lucio Fontana, Picasso, esposte insieme a grandi dipinti e sculture di alcune delle maggiori personalità dell’arte americana degli anni cinquanta e sessanta come Jackson Pollock, al quale è dedicata un’intera sala espositiva, Marc Rothko, Wilhelm de Kooning, Alexander Calder, Cy Twombly, Roy Lichtenstein del quale è esposto la grandiosa opera Preparativi del 1968, che chiude idealmente il cerchio dell’avventura collezionistica dei Guggenheim, e nella quale l’artista pop attraverso il suo tipico stile che rimanda al fumetto, propone in modo murale una denuncia della guerra in Vietnam.

Rossella Tarchi

SEDE: Palazzo Strozzi - Piazza Strozzi - Firenze

ORARIO: Tutti i giorni 10-20 giovedì 10-23.

INGRESSO: intero euro 12, ridotto euro 9,50, scuole euro 4,00

CATALOGO: Marsilio editori 

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