Disegnare Lucca

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Memoria è una parola ombrello: sotto di lei ci sono tanti significati e accezioni. Tra le esperienze più comuni che tutti conosciamo però c’è l’associazione della memoria alle immagini. Di qualcuno o qualcosa di assente (perché non c’è) o comunque del passato (non c’è più). Ma l’immagine, comunemente, ci porta anche all’immaginato, al tratteggiare cioè un qualcosa che ora non è ma potrà essere. L’esperienza della mostra Disegnare Lucca nelle sale della Biblioteca di Stato di Lucca, entra a gamba tesa proprio in questa complessità ed ognuno può farne tesoro come vuole.

In esposizione ci sono trentasette «terrilogi» che vanno dal XVI al XVIII secolo, tutti conservati nell’Archivio Storico Diocesano di Lucca. I terrilogi altro non sono che dei registri dove per scritto e disegnati in pianta e in alzato, veniva riportata la descrizione del patrimonio immobiliare, in questo caso di una chiesa o di un monastero. Ecco che, nello scorrere con gli occhi come furono disegnati vie, piazze, chiese e palazzi la mostra dà una preziosa testimonianza del centro storico di Lucca dei secoli passati. Eppure in molti disegni, in queste immagini, si distinguono benissimo, vie, piazze, chiese e palazzi tuttora esistenti.

Si comprende così, anche involontariamente, la lezione di Marc Bloch: il presente non va considerato scisso dal passato recente o lontano e viceversa, perché tutto fa parte di un continuum che è la vita dell’uomo. E allora poi è facile scivolare nell’immaginato, o meglio, nell’immaginario di una città «fantastica» (concetto emerso più volte nelle parole delle autorità civili e religiose all’inaugurazione) cui aggrapparsi non quindi per un esercizio di memoria nostalgica rivolto al passato ma che anzi si rivolge al futuro perché stimola l’immaginazione. Questi terrilogi, ha detto il direttore dell’Archivio Storico Diocesano, don Marcello Brunini, possono essere «“sentieri di memoria” per ritrovare, nella Lucca che viviamo quotidianamente, le tracce che i nostri antenati hanno disegnato, per invitarci a “Disegnare Lucca” con creatività rinnovata senza disperdere la sua anima». L’anima, l’appartenenza, parole spese durante l’inaugurazione che hanno avvicinato, senza mai esplicitarlo, il concetto di memoria collettiva di una città e quindi della sua identità. Concetto pericoloso, rifacendomi alle narrazioni di Joseph Roth, perché tendente all’esclusività, mette confini.

Ma in una mostra come questa non c’è pericolo. Basta lasciarsi stimolare dalle immagini e la memoria diventa un viaggio, un errare alla ricerca dell’appartenenza ma nel flusso delle cose e delle persone che cambiano. All’interno del calendario promosso dal Comune di Lucca per il Cinquecentenario delle Mura questa esposizione è una felice intuizione che ha il merito di lanciare il visitatore nel passato come nel futuro.

Lorenzo Maffei

SEDE: Biblioteca di Stato di Lucca - Via S. Maria Corteorlandini, 12 - Lucca

ORARIO: da Lunedì a venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 17, e il sabato dalle ore 9 alle ore 13.

INGRESSO: libero

INFO: 0583/491271