Giorgio de Chirico. Il ritratto - Figura e forma

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Allestita all’interno della Fortezza poliziana, recentemente restaurata e adattata per l’occasione, la mostra Il ritratto: figura e forma rimarrà aperta sino al prossimo 30 settembre e ha attirato, in questi primissimi giorni, centinaia di turisti attratti dalla metafisica di questo personaggio autorevole e particolare che ha percorso, con la sua arte, tutto il «secolo breve». L’anteprima ha svelato il percorso espositivo curato da Katherine Robinson che mette in luce 67 opere del geniale artista, inventore della metafisica che – tra tante città – nei primi anni del ’900 ha soggiornato anche a Firenze, visitando musei e gallerie d’arte.

Un evento artistico – quello poliziano – che offre al pubblico nazionale e internazionale l’occasione per approfondire i temi classici del ritratto e dell’autoritratto svolti da colui che viene definito dagli addetti ai lavori il «Pictor optimus». Il progetto ardimentoso – messo in campo dalla Fondazione Cantiere internazionale d’arte di Montepulciano, col suo presidente Sonia Mazzini, e dalla Fondazione Isa e Giorgio De Chirico – propone al visitatore ben 43 dipinti, 7 sculture e 17 lavori su carta che ripercorrono cinquant’anni (1925-1976) della produzione firmata De Chirico.

A completare la mostra una sala dedicata esclusivamente alla proiezione del documentario «Il mistero dell’Infinito» curato da Franco Simongini. La dottoressa Robinson – curatrice di quello che è stato definito per la città «evento dell’anno» – ha delineato con maestria le due direttrici sulle quali si è incentrato, nella sua carriera, l’appassionato lavoro di Giorgio De Chirico sul tema del ritratto: «Abbiamo coniugato – ha affermato venerdì 7 giugno all’interno del chiostro della Fortezza, in una giornata stranamente solare – i due diversi linguaggi con i quali il maestro ha sviluppato la sua idea del ritratto: da una parte c’è la pittura classica, con opere sontuose come l’Autoritratto nel parco con costume del Seicento (1959) e il Ritratto di Isa, vestito rosa e nero (1934), dall’altra troviamo i più innovativi personaggi del periodo Neometafisico, quali il Manichino e l’Archeologo che ritroviamo con Ettore e Andromaca (1970) e con il sorprendente Meditatore (1971)».

Una mostra dunque da visitare, che lascia senza fiato soprattutto coloro che sono appassionati di arte e vogliono avere un approccio più da vicino con De Chirico e la sua geniale opera, che segnerà l’arte del Novecento. Tra le opere più apprezzate nel corso del vernissage, il celebre Autoritratto nudo del 1945, il grande Bagnanti (con drappo rosso nel paesaggio) anch’esso del 1945, Piazza d’Italia con statua di Cavour (1974), Il Pensatore (1973) e Interno metafisico con testa di Mercurio (1969), opera selezionata per l’immagine ufficiale della mostra che ormai circola (anche su internet) da qualche mese.
L’allestimento di Federico Lardera – noto architetto romano – riesce a delineare ambienti diversi con un dinamismo che valorizza le differenti declinazioni stilistiche che de Chirico ha utilizzato nelle opere. Il ritratto – con la sua figura e la sua forma – da ammirare nello splendido scenario della Fortezza medicea poliziana che, sino al prossimo 30 settembre (dalle ore 10 alle ore 22 senza interruzioni) ospiterà colui che forse, con qualche altro, è stato maggiore interprete del vissuto italiano in un secolo «breve» ma appassionante.

Domenico Zafarana

SEDE: Fortezza di Montepuciano (Si)

ORARIO: tutti i giorni dalle 10.00 alle 22.00.

INGRESSO: intero 7,00 euro; ridotto 5 euro (under 25); gratuito fino a 12 anni

INFO: 0578 - 757089

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