Giuseppe Uncini. Dimore

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Personale di Giuseppe Uncini, a cura di Bruno Corà. L'evento, che ha il pregio di porre in risalto un cospicuo ciclo di attività di Uncini dedicato alle sculture da lui denominate progressivamente Dimora delle cose (1979-1981), poi Dimore (1980-1986) e infine Muri d'ombra (1986-1987), focalizza altresì i concetti delle forme architettoniche unitamente con il sentimento e l'atto abitativo.

Il nuovo paradigma morfologico ideato da Uncini dopo alcuni suoi  masterpieces come le Strutture spazio-ambiente (1967) – di cui si ricordano La stanza, 1967, La finestra con ombra, 1968, la Porta con ombra, 1968 e la Sedia con ombra, 1968 – sviluppa quelle premesse e le stesse intuizioni 'abitative' dei Mattoni (1969-1971).

Per il raggiungimento delle nuove forme che si distinguono a partire dalla forte valenza emblematica dell'abitare – sembra quasi di potervisi muovere all'interno – era stato però necessario a Uncini dedicarsi anche allo studio e alla realizzazione delle 'ombre' fino ad arrivare alla completa invenzione dell'inedita concezione di corpi solidi rappresentanti una dimensione impalpabile ma presente come, appunto, l'ombra.

Con le Ombre (1972-77) e gli Interspazi (1978-1988), Uncini è in grado di operare alla definizione di un successivo, ampio capitolo del suo percorso plastico che trova nelle Dimore una forte proiezione di quel principio autonomo costruttivo iniziato con i Cementarmati (1959).

La mostra di Lucca annovera numerosi esempi dell'importante ciclo delle Dimore che, oltre a segnare una fase di felice armonizzazione tra i primi vent'anni dell'attività di Uncini e i successivi, all'insegna degli Spazi di ferro (1987-1996), degli Spazicemento (1993-2000), dei Muri di cemento (2001-2004) e infine delle Architetture (2004-2007), si rivelano anche tra le più autentiche creazioni artistiche del XX secolo che visualizzano il poetico concetto di Hölderlin «Poeticamente abita l'uomo», fonte di un'ampia riflessione filosofica a lui successiva e fino ai nostri giorni.

Tra i maggiori artisti italiani ed europei della seconda metà del Novecento, insieme a Fontana, Burri, Lo Savio e Castellani, Giuseppe Uncini (Fabriano 1929-Trevi 2008) ha recato un contributo essenziale per il rinnovamento radicale delle arti plastiche e una lezione di altissimo rigore formale e coerenza linguistica sostenuta con un percorso limpido e magistrale.

SEDE: Claudio Poleschi Arte Contemporanea, Lucca - Chiesa di San Matteo, Piazza San Matteo 3 e  Via Santa Giustina 21  (ingresso principale) – Lucca

ORARIO: Lunedì-Venerdì 9.00-13.00, 15.30-19.30. Sabato 9.00-12,30 o su appuntamento

INGRESSO: libero

INFO: 0583 469490 – www.claudiopoleschi.com  - info@claudiopoleschi.com