Gloria Campriani. HABITAT, la ricomposizione

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Parole chiave: mostre (170)

La mostra ospitata nelle storiche sale di Palazzo Pretorio a Certaldo, partendo dai concetti di ambiente sociale e ricomposizione, attraverso un percorso che racchiude alcune fra le opere più importanti dell'artista, concentra la riflessione sulla necessità primaria di trovare nuove vie attraverso l'unione e il confronto, per ricostituire un nuovo habitat comune, contro l'irrigidimento, la chiusura mentale e l'individualismo. L'habitat da ricomporre è dunque l'immagine che veicola il concetto di un ambiente in senso lato, un ambiente i cui frammenti vanno ricongiunti  per ritrovarne l'integrità attraverso la memoria, la cultura, ma anche la sperimentazione, la collaborazione e la ricerca.

Nella tecnica giapponese del kintsugi, in cui frammenti di vasellami ceramici vengono ricongiunti utilizzando l'oro o l'argento per sottolineare come dall'imperfezione possa nascere qualcosa di una bellezza estetica ed interiore maggiore, la ricomposizione deve essere attuata per non dimenticare che anche la frattura ricomposta mettendo insieme strumenti e ricerche nuove può essere un arricchimento oltre che una necessità. Cercare la giusta coesione e unione per ricomporre il migliore incastro dei pezzi è infatti un gesto che comporta l'esplorazione di tutti i tentativi possibili e il coraggio della sperimentazione, per trovare nuove strade da percorrere verso una cosciente contemporaneità, per creare un nuovo «habitat«comune.

Il concetto di ricomposizione rappresenta uno dei punti focali del lavoro della Campriani, portato avanti negli anni attraverso l'incessante sperimentazione e ricerca nel campo della fiber art e nella continua trasformazione dei suoi lavori, che partono dal riciclo dei materiali per creare una nuova realtà attraverso la capacità di osare e sperimentare, tra effimero e materialità.

L'artista utilizza il filo come simbolo della propria identità e come mezzo di unione, con un'attenzione al gesto e allo sviluppo del progetto per ottenere il risultato cercato, senza interesse per lo strumento in sé, che ne fanno una vera e propria artista concettuale. Il suo lavoro è perciò eclettico e utilizza mezzi diversi, dai quadri, alle installazioni, ai video e alle performance, per focalizzare il concetto, sperimentando e ricercando incessantemente nuove possibilità del contemporaneo. In particolare la sua attenzione si concentra su tematiche legate alla sociologia e alla psicologia sociale, come la riflessione sul concetto di bene comune e sulle nuove tendenze dell'interazione sociale.

A corredo della mostra è stato realizzato un catalogo che racchiude, oltre alla riproduzione delle opere più significative dell'intero percorso artistico di Gloria Campriani, e al testo del curatore,  brani dalle recensioni più importanti sul lavoro dell'artista.

Gloria Campriani nasce a Certaldo e cresce nel laboratorio artigianale tessile di famiglia in cui gioca fin da piccola con i rocchetti e gomitoli di filo. Dopo una formazione a indirizzo linguistico con successivi soggiorni all’estero di lunga durata lavora per anni in aziende che collaborano con i migliori marchi di alta moda internazionali. Queste esperienze si riveleranno, più tardi, determinanti nella scelta dell’utilizzo del filo come uno degli strumenti principali del suo percorso artistico.

La sua formazione multidisciplinare passa attraverso lo studio delle lingue, la  pedagogia, il teatro e l’arte frequentando corsi presso varie accademie. Le sue origini le impongono una particolare attenzione alla corrente artistica della Fiber Art, da cui prende ispirazione, nel concetto più contemporaneo del termine. L’artista non prevede l’utilizzo di alcun strumento tecnico eccetto l’uso delle mani al fine di realizzare trame. Il linguaggio simbolico legato al filo che affonda le sue radici nella storia è continua fonte di ricerca per l’artista che fila per dar forma al suo pensiero La sua ricerca si basa spesso sull’interazione fra individuo e gruppi indagando nell’ambito della psicologia sociale. L’artista lavora da sempre insieme ad artisti e ricercatori confrontandosi con la sperimentazione. Le sue collaborazioni con curatori, direttori artistici, critici e galleristi hanno creato mostre personali e collettive presso palazzi istituzionali, università, gallerie d’arte e musei (Magazzini del Sale Siena, Museo Marino Marini di Pistoia, Museo Nazionale di Palazzo Reale a Pisa, Museo Archeologico Nazionale di Firenze, Museo Piaggio a Pontedera - Museo degli Innocenti di Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Fortezza da Basso Firenze - PITTI, Institut Culturel Italien de Marseille, Francia, Consiglio della Regione Toscana, Galleria Foyer Firenze, Galleria 3D Mestre, Chiesa di Santa Maria Novella a Firenze, Palazzo Medici Riccardi di Firenze, Basilica di San Francesco a Siena, Palagio di Parte Guelfa di Firenze, Palazzo Vecchio, Salone de’ Dugento, Firenze e Sala d' Esposizione Nazionale Salarrué, San Salvador, Palazzo Ca’ Zanardi, Venezia, Museo Benozzo Gozzoli di Castelfiorentino (FI), Istituto Italiano di Cultura, Praga, Repubblica Ceca e Palazzo Ducale, Genova (SP).

SEDE: Palazzo Pretorio – Certaldo

ORARIO:  tutti i giorni, ore 9.30 – 13.30 / 14.30 – 16.30 (martedì chiuso)

INGRESSO:  euro 4.00

INFO: Comune di Certaldo, www.comune.certaldo.fi.it, Filippo Belli, f.belli@comune.certaldo.fi.it