I bagnanti - opere fresche (wet paint)

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Questa esposizione, fatta in collaborazione con FuoriLuogo – servizi per l’Arte e con l’associazione culturale “La Ruga”, e curata da Filippo Lotti, riunisce una ventina di opere frutto del lavoro artistico che il pittore fiorentino ha prodotto negli ultimi anni rappresentando “i bagnanti”, cioè i villeggianti di Castiglioncello.

“L’idea – dice l’artista - mi apparve il giorno di ferragosto di qualche anno fa, nella baia infossata tra la Punta Righini e gli scogli del Quercetano. Le onde alte e ribelli di una libecciata frangevano schiumando l’aria, il fragore assordante dei cavalloni, le grida dei bimbi. Vedevo sullo sfondo le sagome indistinte della folla accalcarsi per il bagno dell’ora di punta, annebbiate dal salmastro che impregnava l’aria. Questo gioco di piani creava uno dei più belli scenari di vita contemporanea che avessi mai visto e che ricordavo sin dall’infanzia, da quando quel luogo iniziai a frequentarlo, dall’età di nove anni.

Ben presto, sin dalle prime pennellate dei “bagnanti”, mi accorsi che stavo in realtà cercando di ritrarre “la luce” di quella esperienza visiva, folgorante, su quelle spiagge in quella precisa ora del giorno nei mesi estivi e pensai che niente capita a caso. Che anche i pittori della “macchia” di oltre cento anni prima, i Borrani, Sernesi, Abbati, il Cabianca, sostenevano che l’immagine del vero è un contrasto di macchie di colore e di chiaroscuro, iniziando di fatto quel rinnovamento artistico - proprio in quei luoghi - che dette vita alla pittura moderna italiana.

Vidi così un segno in quella ispirazione, un richiamo ad unire passato e presente, a dare il mio personale contributo d’artista ad una rilettura storica in chiave contemporanea di quel luogo, che oltre ad essere luogo geografico e della memoria è per me un luogo dell’anima.”

Andrea Mancini, classe 1958, è un artista completo: fotografo, graphic designer, illustratore, fumettista, creativo, scenografo e pittore.

Dagli anni ‘90 espone opere in mostre collettive e personali in Italia, Giappone e Germania. Nel 1999 partecipa Nel 2000 consegue il Premio Fiorino per le arti visive. Nel 2002 alcune sue opere vengono acquisite dal Museo Marino Marini e dal Museo Diocesano di Firenze. Tiene workshop di illustrazione e pittura in scuole e accademie. Vive e lavora a Firenze.

"Vorrei - dice lo scrittore fiorentino Francesco Recami (finalista Premio Strega 2010) - poter fare con la narrazione quello che riesce ad Andrea Mancini con la pittura. Dettagli di masse di bagnanti accalcati ed estraniati su spiagge che non si vedono, perché la visione è radente come quella dei bagnanti stessi, il loro sguardo va lontano, nonostante siano costretti ad una vicinanza inconsueta ed etologicamente inaccettabile con altre persone: quello dei Bagnanti è un iper-realismo quasi seriale, veloce e sintetico, dove il dettaglio è ancora più estraniante del totale.

Non si tratta di scene perché non succede niente, sono fissati istanti di niente: persone che non si sa chi siano, cosa facciano, perché lo facciano, e a che cosa pensino. Sono al mare per divertirsi, distrarsi, rilassarsi, ma nulla di tutto ciò sembra accadere. Nessuno ha una storia dietro di sé né una storia davanti a sé, che sta per cominciare. Una pittura antinarrativa: può invece una narrazione essere antinarrativa? Qui alcuni telefonano, altri guardano davanti a sé, altri si mettono la crema, in realtà tutte queste persone aspettano soltanto che il tempo passi, ma il tempo non passa perché si è fermato. Le pennellate di luce danno e tolgono senso a questi individui, ammassati come copertoni in una discarica.

Il pennello è apparentemente distratto e sicuramente veloce, le magistrali sgranature creano un effetto di ulteriore straniamento, oltre a quello ottenuto con l’estrapolazione del dettaglio. Le sagome vanno a creare delle composizioni plastiche quasi astratte, eppure la pittura mi pare dichiaratamente esistenzialista: come può un bagnante non provare un senso di nausea sartriana per i contorni della realtà senza definizione che ha intorno? Eppure il bagnante è contento di sé, almeno questo è quello che dice al telefonino.

Sarebbe bello nella narrazione riuscire a dilatare il tempo fermandolo come fa Andrea Mancini e comporre narrazioni antinarrativiste di questo tipo, negli anni sessanta ne hanno fatte tante, ma poi sono naufragate perché il pubblico, i bagnanti stessi, non vogliono sapere dove sono e che cosa fanno, cioè niente."

SEDE: La Macchia”, via di Portovecchio, 12a (scalinata a mare) Castiglioncello | Li – spazio dei Bagni Salvadori.

ORARIO: giovedì dalle 18 alle 20, venerdì, sabato e domenica dalle 18 alle 20 e dalle 21.30 alle 23.30

INGRESSO: libero

INFO: bagnisalvadori@hotmail.it, 0586 754194

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