Il Rigore e la Grazia. La Compagnia di San Benedetto Bianco nel Seicento Fiorentino

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Si è aperta negli ambienti annessi alla Cappella Palatina di Palazzo Pitti a Firenze, la mostra Il rigore e la grazia, un’esposizione di “nicchia” che propone al visitatore un nucleo di opere poco conosciute, dipinte da grandi artisti del Seicento fiorentino eseguite per la Compagnia di San Benedetto Bianco, una delle aggregazioni laicali fiorentine più importanti. Fondata nel  1357 presso il monastero camaldolese di San Salvatore, la Compagnia si era trasferita poi nel convento domenicano di S. Maria Novella con sede nell’attuale Chiostro Grande e poi, in via definitiva, in alcuni locali edificati da Giorgio Vasari nel 1570 all’interno del Cimitero Vecchio. Vi rimase fino a Firenze Capitale e nel 1866 ebbe come nuova sede la chiesetta ottocentesca di via Orti Oricellari e successivamente si spostò presso la parrocchia di S. Lucia sul Prato. Negli anni ’40 del Novecento si sciolse non prima di aver donato alla Curia fiorentina tutto il patrimonio artistico accumulato nel corso dei secoli, in parte depositato nel Seminario maggiore di Cestello dove si trova tutt’oggi.

Dei trentasei dipinti esposti, ben ventuno sono stati restaurati per l’occasione. Sono opere di Matteo Rosselli, Jacopo Vignali, Carlo Dolci, Volterraneo, Onorio Marinari, Cristoforo Allori, Vincenzo Dandini, solo per citarne alcuni, che contribuirono a rendere sempre più sontuoso l’oratorio e la sede della confraternita.

I tre giovani curatori, Alessandro Grassi, Michel Scipioni e Giovanni Serafini, hanno cercato di rendere al meglio quella che è stata l’arte e la spiritualità della Compagnia, sottolineandone le linee guida: rigore e grazia, ovvero la tensione verso la disciplina, la serietà, ma anche verso la bellezza. Esposti anche alcuni oggetti di arte minore.

Le tre sale espositive si estendono alla sinistra della Cappella Palatina che, al pari degli ambienti contigui, faceva parte di un appartamento che lungo i secoli aveva ospitato diversi esponenti della casa Medici, compreso Cosimo III e la consorte Marguirite-Luise d’Orléans. Nel 1765 Pietro Leopoldo di Lorena, fece trasformare la sala grande in Cappella. Questi ambienti sono stati per l’occasione interamente restaurati così da essere inseriti nel circuito di visita del Museo degli Argenti.

Rossella Tarchi

SEDE: Cappella Palatina, Museo degli Argenti - Palazzo Pitti – Firenze

ORARIO: ottobre 8,15-18,30; novembre-febbraio 8,15-16,30; 1-24 marzo 8,15-17,30; 25 marzo-maggio 8,15-18,30; chiuso primo e ultimo lunedì del mese.

INGRESSO: Intero 10 euro; ridotto 5 euro (18-25 anni); gratuito (minori 18 anni, portatori di handicap e altre categorie). Il biglietto comprende l'ingresso anche al Museo degli Argenti, Giardino di Boboli, Museo delle Porcellane, Galleria del Costume e Giardino Bardini.

INFO: Firenze Musei 055-290383 - www.rigoreegrazia.it