Il corpo e l’anima

stampa

Ci sono opere d’arte, ma anche antichi oggetti e strumenti di utilizzo in ambito sanitario, preziosi documenti d’archivio, perfino la ricostruzione della spezieria antica dell’ospedale, anzi dello «Spedale» come veniva detto anticamente il Misericordia e Dolce di Prato. In mostra la storia di sette ospedali toscani raccontata attraverso una serie di testimonianze che, nel corso dei secoli, hanno scandito il vivere quotidiano dell’ammalato all’interno dei luoghi di cura e devozione. La mostra, già ospitata a Siena, si arricchisce di un nucleo inedito di opere provenienti dal Misericordia e Dolce. Tra queste, di particolare risalto è la raffinata Spezieria officinale - la farmacia storica dell’Ospedale - della manifattura Ginori di Doccia, con tutto il suo prezioso corredo in ceramica.

Curata da Esther Diana e Francesca Vannozzi e visitabile negli spazi al piano terra del Museo pratese, l’esposizione è suddivisa in sette sezioni, una per ciascuno degli ospedali coinvolti: oltre al Misericordia e Dolce di Prato, gli ospedali fiorentini di Santa Maria Nuova, San Giovanni di Dio e degli Innocenti, il Santa Maria della Scala di Siena, il Santa Chiara di Pisa e il Ceppo di Pistoia.

«Il corpo e l’anima» vuole riannodare i fili storici di sette istituzioni ospedaliere toscane e delle loro funzioni, che spaziavano dall’accoglienza del povero e del pellegrino fino all’assistenza del malato e dell’infanzia abbandonata. Gli ospedali dunque visti non solo come luoghi di cura, ma come preziosi scrigni che racchiudono patrimoni artistici di pregio accumulatisi nel corso dei secoli, selezionati dalla curatrice non in base a un ordine cronologico ma tenendo conto del loro significato.

Tra i capolavori da non perdere (una cinquantina le opere esposte), la bella Madonna con Figlio tra i Santi Barnaba e Silvestro di Lodovico Buti, opera cinquecentesca di grande fascino, e il Buon Samaritano di Nicola Malinconico provenienti dalla collezione permanente del Pretorio, una trecentesca Madonna in trono con Bambino attribuita a Giotto di Maestro Stefano, detto Giottino (ospedale Santa Maria Nuova), un Crocifisso ligneo di Francesco da Sangallo risalente al ’500 (ospedale Santa Maria Nuova).

SEDE: Museo di Palazzo Pretorio – Prato

ORARIO: Tutti i giorni, escluso i martedì non festivi, dalle 10,30 alle 18,30.

INGRESSO: intero 8 euro; ridotto 6 euro (+65; soci Coop, Fai, Tci; insegnanti, forze dell'ordine); ridotto 4 euro (7-18 anni, studenti <26 anni); gratuito: 0-6 anni, guide, disabili e invalidi più accompagnatore

INFO: tel. 0574 19349961 - museo.palazzopretorio@comune.prato.it