Il portafuoco del Sabato Santo dalla Chiesa dei Santi Apostoli di Firenze. Il restauro

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La mostra presenta il restauro di un’oreficeria sacra unica nel suo genere, il portafuoco del Sabato Santo, che ospita la cosiddetta “colombina” utilizzata nella cerimonia pasquale dello scoppio del carro.

Quest’opera è indissolubilmente legata alla storia civile e religiosa di Firenze. La tradizione vuole che Pazzino de' Pazzi partecipasse, nel 1096, alla prima crociata e che riportasse in città tre schegge delle pietre del Santo Sepolcro. Queste erano custodite nella chiesa di Santa Maria Sopraporta dedicata poi, nel XV secolo, a San Biagio, chiesa sotto la giurisdizione della Parte Guelfa. Con la soppressione della chiesa nel 1785 il titolo e gli arredi passarono alla chiesa dei Santi Apostoli. Le tre pietre venivano esposte alla venerazione pubblica la mattina del Sabato Santo e dal loro sfregamento si sprigionavano scintille che facevano ardere il fuoco sacro che serviva per accendere il cero pasquale. Dalla fine del Trecento i Pazzi prendevano dalla chiesa di Santa Maria il cero acceso e i carboni ardenti per portarli su di un carro da parata in cattedrale accendendo durante il percorso i ceri dei cittadini che aspettavano il corteo sulle porte delle loro case.

Ancora oggi il "sacro fuoco" viene portato in Battistero, non più il Sabato Santo ma la Domenica di Pasqua, accompagnato in processione da alcuni esponenti, “tutori” del fuoco e del portafuoco e dal Vescovo di Firenze. Il fuoco benedetto accenderà prima il Cero Pasquale e poi la colombina in occasione dello scoppio del carro.

SEDE: Opificio delle Pietre Dure - Via degli Alfani, 78 - Firenze

ORARIO: dal lunedì al sabato, 8.15 – 14.00. Domeniche e festivi chiuso.

INGRESSO: intero: 4,00 euro; ridotto: 2,00 euro.

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