Il tempo di Signorini e de Nittis.L'Ottocento aperto al mondo nelle collezioni Borgiotti e Piceni

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Il nuovo appuntamento viareggino della Fondazione Centro Matteucci per l’Arte Moderna è molto di più di una pur emozionante carrellata di capolavori di De Nittis, Zandomeneghi e Boldini affiancati a opere non meno superbe di Signorini, Lega e degli altri protagonisti del momento macchiaiolo.  E'’ il racconto per immagini –- e che immagini -– di una “singolar tenzone”, mai ufficialmente dichiarata eppure vissuta con passione, tra due fini intellettuali e grandi esperti d’arte nella Milano di via Manzoni, all'’indomani del secondo conflitto mondiale.

I due, Enrico Piceni (1901-1986) e Mario Borgiotti (1906-1977), avevano abitazioni e collezioni a pochi passi di distanza. Entrambi frequentavano il bel mondo della cultura del tempo. 

Il primo, Piceni, si occupava della Medusa e dei Gialli per Arnoldo Mondadori, era traduttore di Dickens e della Brönte, amico di Montale e di Vergani. E soprattutto appassionato estimatore degli “Italiani di Parigi”, ovvero Giuseppe De Nittis, Federico Zandomeneghi e Giovanni Boldini. Di loro cercava, e sapeva conquistarsi, opere di qualità sublime.

Il secondo, livornese di nascita e di spirito, giunse a Milano dopo essersi “formato” alle Giubbe Rosse di Firenze, amico di Papini, Cecchi e Soffici. Musicista e violinista. Ma sopratutto innamorato dei “suoi” macchiaioli. Che naturalmente cercava, anche lui dopo una selezione quasi maniacale, di condurre nella sua collezione.

Giuliano Matteucci, grazie alla collaborazione con la Fondazione Enrico Piceni e del Comune di Viareggio e grazie soprattutto al suo personale prestigio internazionale, è riuscito a proporre al pubblico, insieme, le collezioni personali dei due protagonisti, la prima confluita nel patrimonio della Fondazione Piceni, la seconda tutt'’ora nella disponibilità della famiglia Borgiotti. L'’occasione è di quelle da non perdere. Per la suggestione del confronto culturale, innanzitutto. E poi perché molte delle opere che saranno in mostra al Centro Matteucci sono rimaste “private” da decenni, invisibili e non concesse a nessuna mostra e museo. Giuliano Matteucci inoltre affianca ai capolavori delle due collezioni milanesi un ristretto, essenziale, nucleo di altre opere di confronto, anch'’essa scelte tra i vertici sia dell’'Ecole Italienne che dei Macchiaioli.

Il titolo di questa affascinante esposizione è una citazione ed un omaggio a Diego Martelli che sognava già nell’'Ottocento una raccolta di arte italiana di respiro internazionale. Quel sogno, fatto proprio da Giuliano Matteucci, si è tradotto, qui, in palpitante realtà.

SEDE: Centro Matteucci per l'Arte Moderna - via D'Annunzio, 28 - Viareggio (Lu)

ORARIO: 2 luglio-11 settembre: dal martedì al venerdì 17-23 e sabato e domenica 10-13 e 17-23. 13 settembre-1 novembre: da martedì al venerdì 15.30-19.30, sabato e domenica 10-13 e 15.30-19.30. Chiuso lunedì. 2 novembre -26 febbraio 2017: venerdì: 15.30-19.30, sabato e domenica: 10-13 e 15.30-19.30.

INGRESSO: intero: 8 euro; ridotto under 26: 5 euro

INFO: 0584 430614 - www.centromatteucciartemoderna.it