L'arte di Francesco. Capolavori d'arte italiana e terre d'Asia dal XIII al XV secolo

stampa

Sarà sufficiente sfogliare il bel catalogo edito da Giunti, per rendersi conto di come la mostra L'arte di Francesco. Capolavori d'arte italiana e terre d'Asia dal XIII al XV secolo, rientri tra gli eventi espositivi che hanno il carattere dell’eccezionalità. Allestita alla Galleria dell'Accademia,  documenta la produzione artistica di diretta matrice francescana dal Duecento al Quattrocento e, nel contempo, mette in evidenza la straordinaria attività evangelizzatrice dei francescani in Asia, dalla Terra Santa alla Cina, rievocandola anche con oggetti di eccezionale importanza storica. Come  il suggestivo corno con bacchette ritenuto tradizionalmente quello donato a Francesco dal Sultano d’Egitto al-Malik al-Kamil nel 1219 a Damietta (Egitto) col quale il Santo si era incontrato durante la sua missione apostolica al tempo della Quinta Crociata e conservato nella Cappella delle reliquie della basilica di San Francesco ad Assisi. Le opere esposte sono per lo più frutto della diretta committenza francescana o di privati cittadini particolarmente devoti al Poverello di Assisi, da destinare alle fondazioni chiesastiche e conventuali dell’ordine.

Organizzata dalla Galleria dell’Accademia, in collaborazione con l’Ordine dei Frati Minori, e ideata scientificamente con la Commissio Sinica (Scuola Superiore di Studi Medievali e Francescani, Pontificia Università Antonianum di Roma), la mostra, come sottolinea Angelo Tartuferi, Direttore della Galleria dell’Accademia e curatore insieme a Francesco D’Arelli, «può essere definita senza remore spettacolare e c’è da essere certi del fatto che, insieme al David e alle altre sculture michelangiolesche, susciterà una forte emozione e sarà fonte di un ricordo duraturo nel vastissimo pubblico del museo». Del resto la vicenda umana e il potente messaggio spirituale di S. Francesco esercitano oggi più che mai un rinnovato e irresistibile fascino, amplificato certamente dalla figura e dall’opera di papa Francesco, al quale sia l’Ordine dei Frati Minori che la Galleria dell’Accademia hanno voluto dedicare la mostra.

Tra gli artisti presenti in mostra figura di spicco è quella di Giunta di Capitino, il primo pittore ufficiale dell’ordine francescano che, nella prima metà del Duecento, estese la sua influenza artistica su vaste aree dell’Italia centrale. Di lui sono esposte una tavola dal Museo Nazionale di Pisa, con S. Francesco contornato da sei scene di miracoli e il Crocifisso dal Museo della Porziuncola, dove bene interpreta la spiritualità francescana che poi sarà elaborata ai massimi livelli artistici da Cimabue (in mostra con la celebre tavola sempre dalla Porziuncola) e Giotto.

Una sezione è interamente dedicata alle più antiche immagini devozionali del Santo di Assisi, che tramandano gli episodi più famosi della sua agiografia, con le tavole cuspidate del Museo Nazionale di S. Matteo di Pisa, della Cappella Bardi in S. Croce a Firenze, del Museo Civico di Pistoia, nonché con il San Francesco con due storie della sua vita e due miracoli post mortem attribuito a Gilio di Pietro (Orte, Museo Diocesano), restaurata appositamente per l’esposizione. Altri capolavori esposti sono opera del trecentesco Maestro di Figline, che quasi certamente fu membro dell’Ordine francescano, di Carlo Crivelli, Antoniazzo Romano e Bartolomeo della Gatta. Accanto alle opere pittoriche troviamo poi capolavori della scultura realizzati da artisti del calibro di Nicola Pisano, Nino Pisano, Domenico di Niccolò dei Cori e Andrea Della Robbia. Non meno interessanti e strabilianti i manufatti realizzati nel campo delle cosiddette arti minori, con alcuni eccezionali vetri dipinti e graffiti e una selezione di manoscritti miniati di rilevante importanza.

La vicenda del Beato Odorico da Pordenone (1286-1331), esemplificata dall’affresco staccato dalla chiesa di San Francesco a Udine di cultura tardogotica), introduce il visitatore nell’ambito delle missioni evangelizzatrici francescane in Asia Minore, fra i Mongoli della dinastia Yuan e in India. Epistolae et relationes, principalmente provenienti dalla Biblioteca Apostolica Vaticana ed esposte nella mostra, gettano luce sulle complesse missioni guidate da francescani, per rimediare alla separazione delle chiese orientali, per offrire i benefici e frenare le aggressioni ai danni delle comunità cristiane, per contenere l’irruenza mussulmana in Terra Santa. Così come documenti d’archivio e reperti archeologici, provenienti dal Museo della Custodia di Terra Santa (Gerusalemme) e dal Museo della Basilica dell’Annunciazione di Nazareth, illustrano il contesto artistico in cui si trovarono ad operare i Francescani. In mostra anche un eccezionale nucleo di Croci nestoriane in bronzo fuso, risalenti al periodo della dinastia Yuan (1272-1368), appartenenti all’University Museum and Art Gallery di Hong Kong, legate alla coeva presenza francescana in Cina.

Rossella Tarchi

SEDE: Galleria dell'Accademia, via Ricasoli, 58 - Firenze

ORARIO: Martedì – Domenica ore  8.15 - 18.50; la biglietteria chiude alle 18.05. Chiuso il lunedì

INGRESSO: Intero: € 12,50; ridotto: € 6,25 per i cittadini dell’U.E. tra i 18 ed i 25 anni. Gratuito riservato a minori di 18 anni di qualsiasi nazionalità, portatori di handicap ed un accompagnatore, giornalisti, docenti e studenti di Architettura, Conservazione dei Beni Culturali, Scienze della formazione, Diploma di Laurea di lettere e filosofia con indirizzi di laurea archeologico o storico-artistico, Diploma di Laurea o corsi corrispondenti negli Stati membri dell’Unione Europea. Visite guidate per le scolaresche solo su prenotazione. Costo di € 3.00 ad alunno.

INFO: Firenze Musei 055.294883

Media Gallery

Maestro di Figline Maestà