La luna, il sole e l’anima delle cose

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Due artisti per «vedere» l’anima delle cose. Gli artisti fiorentini Danilo Fusi e Paolo Staccioli esplorano il mondo e l’umana natura attraverso il linguaggio della pittura e della scultura svelando i due volti che si nascondono dietro all’apparenza. Nella mostra i due corpi celesti sono presi a pretesto per indagare l’universo e la teoria degli opposti.

Le opere di Danilo Fusi, dove prevalgono i colori freddi, sono collegate alla luna e al suo essere distante e mutevole. «Gli sguardi dei personaggi ritratti – scrive Maurizio Vanni, direttore del Lu.C.C.A. –, le posture dei corpi e la loro relazione simbiotica con lo spazio sono sempre in equilibrio. Essi vengono coinvolti in un processo creativo che non permette di intuire l’inizio e che non invita, otticamente, a decretarne la sua conclusione. Elementi strutturanti che, insieme a un segno controllato e a una doppia luminescenza – una che favorisce l’illusione prospettica e l’altra che ricorda un artificio teatrale – non hanno né un principio né una fine, ma vivono per mezzo di una continua e lenta trasformazione che tende a ridurli nella loro incorporea concretezza».

Paolo Staccioli, con i suoi costanti riferimenti alla sfera, si ricollega al sole che irradia i pianeti ed è simbolo di calore e di vita. «Le sue sculture e i suoi bassorilievi – sottolinea ancora Vanni – raccontano storie dalla duplice polarità e sono sempre in relazione a un lento moto perpetuo centripeto quando assorbono energia dall’universo e centrifugo quando lo irradiano. Le sue figure perdono identità anagrafiche a vantaggio di un essere spirituale, privo di connotati peculiari. Le sue sono forme che irrompono nello spazio appropriandosi della luce: tutto sembra così congiunto nel suo essere frantumato e, insieme alla sfera più grande, tutti i globi più piccoli si trasformano in uno stargate dimensionale che mostra il mondo e ogni suo elemento da ottiche non convenzionali».

Danilo Fusinasce a Scandicci (Firenze). È stato nella cerchia dei pittori che formarono il gruppo Come Pittura, attivo presso la storicamente nota Galleria Inquadrature di Marcello Innocenti. Fin da subito la sua è una figurazione sontuosa, elegante e pensata. La pagina di Fusi s’innesta sulla percezione dell’anacronismo, lo straniamento del quotidiano, attraverso l’introduzione dell’elemento incongruo, “anticlassico” e “antigrazioso”. Gli anni Ottanta divengono ancora più fertili per il lavoro di Fusi, che partecipa a personali e collettive a Damasco (Siria), Mantova, Palermo, Barcellona, Madrid, Torino, Lucca. Negli anni Novanta è a Tokyo,    Barcellona, Nizza, Wolfsburg (Germania), Mantova, Rouen, Chalon (Francia), Lägenfeld (Austria). Dagli inizi degli anni Duemila partecipa a numerose mostre, personali e collettive, sparse per l’Italia e per il mondo.

Nato a Scandicci (Firenze) nel 1943, Paolo Staccioli inizia la sua esperienza di artista negli anni Settanta del Novecento, esordendo come pittore. Al principio degli anni Novanta la necessità di sperimentare nuovi linguaggi espressivi lo spinge a Faenza, dove affina le tecniche dell’arte della ceramica. Nei primi anni del Duemila Staccioli – senza comunque mai abbandonare l’amore per la lavorazione delle terre – inizia a trasferire le sue forme anche nel bronzo. Tra le più importanti personali degli ultimi anni, si segnalano: Museo delle Porcellane di Palazzo Pitti a Firenze (2005), Museo Archeologico di Fiesole (2007), FuLe International Ceramic Art Museum di Fuping, Cina (2008), Istituto Italiano di Cultura di New York (2008) e di Washington (2009), Galleria Selective Art a Parigi (2009), Museo Horne di Firenze (2011), Palazzo Medici Riccardi a Firenze (2014) e Galerie Lacke & Farben di Berlino (2014).

SEDE: Lu.C.C.A. Lounge&Underground - Via della Fratta, 36 – 55100 Lucca

ORARIO: da martedì a domenica 10-19

INGRESSO: libero

INFO: +39 0583 492180  - www.luccamuseum.com  info@luccamuseum.com