Massa e il mecenatismo del cardinale Cybo Malaspina

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Resteranno aperte fino al 31 agosto le due mostre celebrative che ricordano, a quattrocento anni dalla nascita, la figura del Cardinale Alderano Cybo Malaspina, l’illustre prelato che, in pieno Seicento, influenzò assai vivacemente la vita artistica della città di Massa, praticando un attento mecenatismo e patrocinando l’abbellimento e la costruzione di chiese e cappelle.

Inserite in un itinerario che tocca due dei principali monumenti cittadini (la Cattedrale e il Palazzo Ducale) le mostre, allestite al Museo diocesano e all’Archivio di Stato, permettono al visitatore di scoprire alcuni aspetti della poliedrica personalità del monsignore e di ammirare opere pittoriche e scultoree di grandi maestri come Pinturicchio, Bernini, Luigi Garzi, Giovanni Maria Morandi o di abili maestranze locali, come i Lazzoni.

Alderano nacque a Genova nel 1613, figlio cadetto di Carlo I Cybo-Malaspina, principe del ducato di Massa e Carrara, e Brigida Spinola. Ancora giovanissimo, fu avviato alla carriera ecclesiastica, diventando, ben presto, un punto di riferimento essenziale all’interno della Curia romana, nella quale operò per quasi 55 anni. Rivestì la carica di legato in varie città e province dello Stato Pontificio: Urbino (dal 1646 al 1648), Romagna (dal 1648 al 1651), Ferrara (dal 1651). Fu sovrintendente generale degli Stati Pontifici. Dal 1656 al 1671 fu vescovo di Jesi e dal 1676 al 1689 collaborò come Segretario di Stato alla politica di papa Innocenzo XI, partecipando alle vicende che portarono alla condanna del quietismo; fu legato pontificio ad Avignone dal 1677 al 1690, segretario della Suprema Congregazione dell’Inquisizione Romana ed Universale, prefetto della Congregazione dei Riti, prefetto della Congregazione per i Vescovi e i Regolari. Nel 1679 venne nominato vescovo suburbicario di Frascati: nel 1680 fu traslato alla sede suburbicaria di Porto-Santa Rufina e, divenuto decano del Sacro Collegio (15 febbraio 1683), alla sede suburbcaria di Velletri e di Ostia. Ebbe due figli naturali da madre sconosciuta: Orazio, chierico regolare della Compagnia di Gesù (1650 circa - Roma, 1713) e Ottavio, cavaliere professo dell’Ordine di Malta († Roma nel 1701). Morì a Roma nel 1700. Il suo corpo è sepolto nella «Cappella Cybo», in Santa Maria del Popolo.

Pur occupatissimo in gravose incombenze ecclesiastiche, mantenne sempre vivi i rapporti con Massa, dove, tra l’altro, fece giungere preziose reliquie, ricavate dalle catacombe romane o dai santi tumulati nella città eterna. Nel maggio del 1644, ad esempio, è intento a spedire alcuni resti, con i relativi reliquiari, dell’amato San Filippo Neri e di San Francesco Saverio, al quale la famiglia Cybo portava una particolare devozione.

Uomo di cultura e amante delle arti, egli radunò una ragguardevole collezione di dipinti; oltre che a Massa, testimonianze del suo mecenatismo si trovano a Roma e a Jesi.
Dall’epistolario familiare sappiamo che monsignor Alderano non era un committente che si lasciava facilmente convincere dalle proposte degli artisti al suo servizio, anzi in più occasioni, volle modificarle, talvolta limitandosi a criticare, altre volte proponendo soluzioni alternative che ovviamente venivano accolte. Amava i colori e l’effetto coloristico dell’opera. In una lettera suggerisce che, nel caso si fosse utilizzato il «rosso di Francia, si cercasse di ottenerlo della stessa qualità che risplendeva nel grandioso ciborio dell’altare maggiore del duomo di San Pietro», fatto costruire una trentina di anni prima da Ferdinando Cybo, nel cuore di Massa. Gli storici sono concordi nel ritenere che tramite l’azione del cardinale il classicismo barocco predominante a Roma negli ultimi decenni del Seicento penetrò nel ducato apuano, caratterizzando fortemente gli interni delle chiese massesi e il gusto della corte.

Di questo ed altro si racconta nelle due mostre che costituiscono il fulcro delle iniziative celebrative. Al Museo Diocesano, l’allestimento Dono di Sua Eminenza. Meraviglie del Barocco romano a Massa, permette di ammirare preziosi paramenti, argenterie sacre, un capolavoro come il «Crocifisso bronzeo» su modello di Gian Lorenzo Bernini e un inedito ritratto del cardinale di collezione privata, riferito da Tomaso Montanari a Giovanni Maria Morandi. All’Archivio di Stato, l’esposizione documentaria Le carte del cardinale presenta una scelta di lettere, pergamene, incisioni e volumi legati alla figura di Alderano. I pannelli illustrati posti in Cattedrale e al Palazzo Ducale chiariscono il determinante contributo del prelato all’edificazione e all’abbellimento di questi importanti monumenti. L’iniziativa, ideata da Claudio Casini e Fabrizio Federici, è stata realizzata grazie alla collaborazione tra la Soprintendenza Bapsae per le province di Lucca e Massa Carrara, il «Museo Diocesano» e «L’Archivio di Stato» di Massa ed ha ottenuto il sostegno della Provincia, del Comune di Massa e della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara.

Renato Bruschi

Dono di sua eminenza

SEDE: Museo diocesano di Massa, via Alberica 26, 54100 Massa (MS)

ORARIO: da giovedì a domenica, dalle 21 alle 24. Per visite straordinarie prenotare allo 0585-499241

Le carte del cardinale

SEDE: Archivio di Stato di Massa, via G. Sforza 3, 54100, Massa (MS)

ORARIO: Lunedì, mercoledì, venerdì dalle 8 alle 14; martedì e giovedì dalle 8 alle 17.30.

INFO: Telefono: 0585-41684. Fax: 0585-45190 e-mail: as-ms@beniculturali.it