Nel segno dei Medici. Tesori sacri della devozione granducale

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Il tema dei doni a carattere sacro della famiglia Medici è il tema che l’annuale appuntamento espositivo delle Cappelle Medicee di Firenze propone ai suoi visitatori dal 21 aprile al 3 novembre 2015. La mostra ripercorre attraverso i suoi protagonisti, da Cosimo I a Ferdinando I fino al pio Cosimo III, la committenza della famiglia granducale non senza dedicare una particolare attenzione a tre figure femminili, Cristina di Lorena, Vittoria Della  Rovere e Maria Maddalena d’Austria, che ebbero un ruolo importante nella committenza di oggetti da destinare a chiese fiorentine e a Santuari mariani.

Quello della devotio è un aspetto non secondario dell’animo umano: ogni epoca e ogni cultura ha esternato l’amore verso il divino attraverso opere che, anche in eccessi di esteriorità, hanno reso visibile la profonda religiosità dei suoi committenti. Dopo le mostre Sacri splendori e L’altra metà del cielo, allestite nel 214 rispettivamente nel Museo degli Argenti e nel Museo di casa Martelli a Firenze, questa delle Cappelle Medicee rende onore alla devozione dei Granduchi con l’esposizione di oggetti di indiscussa bellezza e preziosità, opere uscite dalle botteghe granducali ad opera di artisti di eccellente bravura creativa e tecnica. Ma sono anche oggetti che manifestano il potere politico ed economico di una dinastia che ha saputo creare gusto e cultura.

L’esposizione è allestita nella cripta del mausoleo mediceo, che Ferdinando I fece edificare al centro della basilica di S. Lorenzo in asse con la Sagrestia Vecchia di Brunelleschi e la Sagrestia Nuova di Michelangelo. Si apre con un dipinto raffigurante l’investitura granducale di Cosimo I de’ Medici (5 marzo 1570) da parte di papa Pio V. Un titolo nuovo che necessitava una corona che non avesse nessun precedente iconografico e quella raffigurata nel dipinto (andata perduta) fu così unica nel suo genere da essere presa a modello per  incoronare le sacre immagini mariane dei maggiori santuari della Toscana ed essere adottata dai sovrani della Toscana fino al 1691.

I preziosi donativi dei Medici furono indirizzati a rinsaldare il legame tra il casato e le chiese del territorio, una tendenza che ebbe particolare diffusione nel corso del XVII secolo con il dono da parte di Ferdinando I del paliotto d’argento, opera dell’orafo Egidio Leggi, alla basilica fiorentina della SS. Annunziata, per proseguire con Cristina di Lorena alla quale si devono importanti donativi  ai Santuari della Madonna del Sasso (lampada pensile) e per S. Maria della Fontenuova a Monsummano (coppia di candelieri in argento di grandi dimensioni); la stessa Granduchessa favorì la presenza nelle botteghe granducali di artisti non solo italiani ma anche d’oltralpe come Jonas Falchi.  Anche Cosimo II con la moglie Maria Maddalena d’Austria furono fautori di straordinarie commissioni come l’ex voto con l’immagine in pietre dure del Granduca o il Reliquiario della Santa Croce donato al Santuario di S. Maria all’Impruneta, opera eccelsa dell’orafo bolognese Cosimo Merlini il Vecchio.

Con Cosimo III l’intensificarsi dei rapporti con Roma, aprirono a nuove prospettive e a un rinnovamento dell’ambiente artistico: molti degli artisti fiorentini si recarono nella Città eterna dove potettero aggiornarsi sul gusto barocco. Vi si formarono illustri artefici destinati a dominare la scena cittadina fra la fine XVII e l'inizio del XVIII secolo: Giovan Battista Foggini e Massimiliano Soldani Benzi, importarono le novità del linguaggio romano in quello fiorentino con la creazione di oggetti che videro impiegati materiali vari, dalle pietre preziose, ai marmi, a legni ed un linguaggio dinamico, ben espresso ad esempio dal Reliquiario di San Casimiro del Soldani Benzi, un vero trionfo di fiori, nastri e figure a tutto tondo o in quello di San Sigismondo del Foggini, caratterizzato dall’impiego di pietre dure con effetti cromatici sorprendenti.

La mostra  curata dalla direttrice delle Cappelle Medicee, Monica Bietti, insieme a Riccardo Gennaioli ed Elisabella Nardinocchi, si avvale di un bel catalogo edito da Sillabe, indispensabile sussidio per poter godere appieno di un evento che si pone come un valore aggiunto all’unicità del Museo delle Cappelle medicee.

Rossella Tarchi

SEDE: Museo delle Cappelle Medicee, Piazza Madonna degli Aldobrandini - Firenze

ORARIO: da lunedì alla domenica dalle 8.15 alle 16.50, chiuso la seconda e quarta domenica del mese, il primo, il terzo e il quinto lunedì del mese.

INGRESSO: intero euro 8 comprensivo dell’ingresso al Museo; ridotto euro 4

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