Nel segno di Saetti. Sentieri d’arte e memorie sull’orme del Maestro

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Nel segno di Saetti. Sentieri d’arte e memorie sull’orme del Maestro è la mostra-evento con la quale il Comune di Vernio ha reso omaggio al maestro bolognese che aveva eletto Montepiano come ultima residenza di vita e di lavoro. Bruno Saetti (Bologna 1902-1984), aveva instaurato con la piccola frazione montana un legame inscindibile segnato dalla reciproca “contaminazione”. I curatori della mostra, Alessia Cecconi e Attilio Maltinti, hanno cercato di ripercorrere l’esperienza artistica e umana di Saetti attraverso l’esposizione di opere provenienti dal nucleo storico della collezione degli eredi e da altri prestatori.

L’esposizione è divisa in due sezioni. La prima, allestita nell’oratorio di S. Niccolò, è un’antologica con le opere prestate dal figlio di Saetti, Riccardo. Si apre con il bellissimo Autoritratto per Luisella del 1954, per passare poi ad un’opera degli anni Trenta, I miei genitori, dai toni terrosi e morbidi, e proseguire con tele dove la gamma cromatica si schiarisce e le forme assumono caratteri arcaici e bozzettistici (I miei figli, Il Vincitore). Nei quadri successivi ritroviamo i temi cari al Maestro: da quello ancestrale della maternità, alle nature morte, ai colloqui con l’angelo fino ai suoi celebri “soli” nati – come lui stesso raccontava – da una folgorazione avuta a Venezia, dove ha soggiornato a lungo, durante un tramonto sulla Giudecca. Così come ritroviamo esempi delle varie tecniche adottate per realizzare i suoi capolavori dalla pittura, all’affresco, al mosaico, che Saetti amava stratificare sulla tela. Con l’arrivo, negli anni Sessanta, a Montepiano la poetica di Saetti vira verso un’aderenza più profonda alla natura con una tavolozza dominata da tonalità di verde e azzurro, il motivo del sole si combina con oggetti della vita quotidiana, rose, trombe, scacchiere periodo ben illustrato da Il grande fiore del 1966 o Natura morta del 1974. Una nuova poetica che però tiene sempre ben presente quell’umana metafisica – secondo la definizione di Franco Solmi, profondo conoscitore dell’opera di Saetti – quella tensione alla poesia e alla sospensione e al contempo al reale e alla materia, che rendono fuori dal tempo le opere di Saetti.

La seconda sezione, allestita nella Galleria del Palazzo Bardi, comprende una trentina di ritratti ad amici, collaboratori e conoscenti di Montepiano. Opere non celebrative, ma ritratti nati da un moto dell’animo legato a un colloquio o a un incontro. Uno spazio affettivo specchio dei rapporti umani che Bruno Saetti intesseva con gli abitanti del luogo. Infine, il percorso espositivo è arricchito da ricordi del Maestro, foto inediti e filmati d’epoca e prosegue a Montepiano col percorso pedonale nel Giardino del Sole, donato dalla famiglia all’amministrazione comunale, perché diventasse una sosta contemplativa e dove ancora oggi campeggia un grande Sole vermiglio, una volta invito a coloro che frequentavano la sua Casa del Mulino.

Rossella Tarchi

SEDE: Oratorio di S. Niccolò e Galleria di Palazzo Bardi - S. Quirico di Vernio (Po);
percorso pedonale “Passeggiata del Sole” e scuola primaria proiezione video a Montepiano

ORARIO: giovedì e venerdì 16-19 – sabato e domenica 10-12 e 16-19.

INGRESSO: libero

INFOwww.comune.vernio.po.it

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Bruno Saetti I miei genitori,1930