Nella lingua dell’altro. Lang Shining New Media Art Exhibition. Giuseppe Castiglione, gesuita e pittore in Cina

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L’iniziativa del National Palace Museum di Taipei e dell’Opera di Santa Croce è dedicata al missionario gesuita Giuseppe Castiglione (1688-1766), riconosciuto come uno dei più grandi pittori della Cina del XVIII secolo, tanto da influenzare, con la sua opera a servizio di ben tre imperatori, la pittura cinese moderna.

Il fratello gesuita Giuseppe Castiglione (Milano 1688-Pechino 1766) è famoso in Estremo Oriente come grande artista; anzi, per quasi due secoli il suo nome cinese Lang Shining è stato più significativo di quello di Michelangelo e di Leonardo E questo vale per la Cina, Taiwan, Macao, Hong Kong e Singapore. Ovviamente, questo accadeva prima della cultura di internet, che sembra annullare le distanze geografiche e culturali. Ed era dovuto al fatto che la creatività del missionario pittore fiorì ai massimi livelli proprio nella Pechino del Settecento, ancor oggi abbellita dalla residenza dello Yuan Ming Yuan, progettata proprio dal gesuita milanese. Grazie alla capacità innovativa di sposare elementi dell’arte europea a quella cinese, Castiglione servì come pittore di corte tre imperatori della dinastia Qing (Kangxi, Yongzheng e Qianlong), divenendo quasi un ambasciatore dell’estetica occidentale.

Fratel Castiglione era un coauditore temporale, non aveva, cioè, ricevuto l’ordinazione presbiterale. E, tuttavia, come era consuetudine presso la Compagnia di Gesù, il suo ruolo, come quelli delle migliaia di fratelli coadiutori che affiancavano i padri gesuiti con le loro capacità professionali, fu altrettanto cruciale nell’avventura dell’evangelizzazione rivolta al mondo cinese. In particolare, i responsabili della missione avevano affidato a fratello Giuseppe il compito di eccellere nella pittura di corte, al fine di avvicinarsi agli imperatori e renderli consapevoli della vastità della cultura cristiana. Questo sistema intelligente aveva avuto grande fortuna, per esempio, in Europa con il caso di Andrea Pozzo e nelle Americhe. Di fratel Pozzo, Castiglione si sentiva un discepolo e un continuatore proprio in Cina, dove Giuseppe arrivò nel 1715, come ci dice nelle sue lettere al padre generale a Roma.

Attraverso le lettere dei gesuiti – quasi un genere letterario di per sé – ricaviamo informazioni eccezionali non solo sul senso della missione ma anche sulle frustrazioni di personaggi come Castiglione o il suo confratello Ferdinando Bonaventura Moggi, architetto e scultore fiorentino dell’ordine. Erano tempi duri per i cristiani e i loro missionari; a corte agivano solo in quanto utili ai sovrani come matematici, geografi, astronomi e appunto artisti. Le doti particolari di rettitudine morale e di apertura intelligente alla cultura cinese favorirono Castiglione, ed egli divenne molto vicino all’imperatore Qianlong, il quale si proclamava discepolo di fratello Giuseppe nelle cose dell’arte.

Le opere religiose realizzate da Castiglione e Moggi in Cina sono andate distrutte. Ci rimangono solo le pitture di corte di fratello Giuseppe alias Lang Shining: splendidi destrieri, uccelli e piante dal forte significato simbolico, veri e propri capolavori nel genere del ritratto di stato, scene di guerra e pitture dedicate agli eroi delle campagne militari di Qianlong. Alcune di queste opere – dipinte nelle più difficili tecniche asiatiche (per esempio inchiostro su seta o carta) – funzionano come istantanee sulla Cina del XVIII sec.: un mondo ancora potentissimo, spesso ostile agli stranieri, e che invece si aprì all’occhio e al pennello cinese di questo gesuita italiano.
Immaginiamo il suo stress nel mettersi sotto lo stendardo di un sovrano non cristiano (di cui per altro apprezzava le virtù morali), e quello di discernere se, con il proprio lavoro d’artista, egli riuscisse a migliorare l’immagine dei cristiani e dei missionari presso i cinesi.

Se dovessimo paragonare la vicenda di Giuseppe Castiglione con quella di qualche eroe antico – perché si avverte un vero e proprio spirito epico in questa storia – lo si potrebbe avvicinare a Ulisse. Non l’Ulisse omerico del ritorno a casa, ma l’Ulisse dantesco che parte per raggiungere i confini del mondo. Infatti Castiglione – per l’amore in Cristo – si è portato ai confini del mondo quale era nel Settecento, trovando là il proprio confine umano a confronto con un altra estetica, un’altra lingua, un altro senso della trascendenza, ma rimanendo tutta la vita un artista missionario.

Le straordinarie pitture di Castiglione non possono lasciare il National Palace Museum di Taipei (Taiwan). Così, per raccontare la sua storia di gesuita italiano in Cina, non si poteva che ricorrere alla più nuova tecnologia taiwanese, configurando un evento unico in Italia e di cui Santa Croce si è fatta cornice. La spettacolarità della tecnologia di oggi (che permette di vedere tutti i dettagli con la più alta definizione) aiuta a veicolare in maniera inaspettata la creatività senza tempo dei concetti espressi da Castiglione tre secoli fa con la maestria del suo pennello. Pennello definito dall’imperatore Qianlong «capace non di dipingere ma di ricreare le cose della natura».

Francesco Vossilla
Curatore italiano della mostra e Presidente della Società di studi Giuseppe Castiglione-Lang Shi Ning

LA MOSTRA

Quattro le sezioni del percorso espositivo:

1- Quando la Cina incontra l’Europa

Per immergersi nell’epoca in cui Giuseppe Castiglione è vissuto, la mostra si apre con un percorso al buio dove il visitatore viene accolto da una galleria di personaggi dell’epoca, come se entrasse in una macchina del tempo. Sono i diplomatici dei popoli che entrarono in contatto tra loro e con l’imperatore cinese nell’epoca di Castiglione (Russia, Giappone, Vietnam, Polonia, Paesi Bassi, Gran Bretagna, Portogallo, Corea, Taiwan), nonché i tre imperatori della dinastia Qing, per i quali Castiglione ha lavorato durante la sua lunga permanenza in Cina. Ognuno di loro è raffigurato a grandezza naturale su un pannello in plexiglass retroilluminato e che, se toccato dal visitatore, inizia a raccontare se stesso.  

Completano la sezione dei pannelli in cui sono illustrate le rotte marittime percorse dai missionari nel XV secolo, all’inizio dell’attività di evangelizzazione in Cina. A questo scopo, vengono presentati i documenti del tribunale della dinastia Qing, custoditi nel National Palace Museum di Taiwan, che mostrano il contributo dato agli interscambi culturali tra Occidente e Oriente da missionari come il matematico e cartografo Matteo Ricci (1552-1610), l’astronomo Ferdinand Verbies (1623-1688), oltre naturalmente a Giuseppe Castiglione.

2- Tutte le glorie degli originali

Dodici dei principali dipinti di Castiglione, in replica nelle dimensioni originali. Sono:

·Assembled Auspiciousness (183 x 86,1 cm)

·Long-haired Dog Beneath Blossoms  (123,2X 61,9 cm)    

·Eight Steeds  (183X 80,2 cm), inchiostro e colori su seta 

·Snow-Flake Eagle:One of Ten Steed  (238,2X 270,6 cm)   

·White Falcon  (123,8X 65,3 cm)    

·Auspicious Roe Deer  (216,2 x 144,6 cm)   

·Tawny-Yellow Leopard: One of Ten Fine Hounds  (247,5 x 163,7 cm)

·A-yu-hsi with Lance and Helmet  (27,1 X 104,4 cm)

·Storming of the Camp at Gädän-Ola  (58 x 95 cm)

·Lifting of the Siege at the Black Water River (58 x 95 cm)

·Golden Pheasant in Spring   (169,2 x 95,2 cm)  

·Fish and Aquatic Plants (68,8 x 122,1 cm)  

3- I dipinti prendono vita

È la sezione in cui la tecnologia Led e gli schermi ad alta definizione diventano protagonisti unici, dando al visitatore la possibilità di immergersi completamente nell’arte di Giuseppe Castiglione. Tre sono le grandi installazioni digitali ispirate alle opere più importanti dell’artista.

· La prima è dedicata al pavone, A peacock. Trattandosi di arte e nuovi media, l’idea originaria del dipinto viene qui trasformata in qualcosa di nuovo attraverso un’installazione interattiva con una struttura multi-strato dove spazio e tempo sono in costante movimento. Il pavone, soggetto del dipinto,apre e chiude il suo ventaglio incantando il visitatore grazie all’utilizzo di molteplici materiali a effetto elettro-ottico che modulano l’opacità e l’esposizione della luce. Le scene diurne e notturne, ispirate alle originali di Castiglione, sono simulate e presentate in successione.  L’intenzione è quella di far esplorare al visitatore l’invisibilità e la trasparenza della narrativa e di spingerlo a guardare e rimodellare l’arte tradizionale attraverso i nuovi media.

· A The immortal blossoms in an everlasting spring (Fiori immortali in una primavera eterna) è dedicata la seconda installazione, costituita da una serie di colonne illuminate con luci Led box e schermi a Led. Mentre si passeggia in questa foresta di colonne illuminate, sembra quasi di attraversare un giardino fiorito. Le piante mostrate nelle colonne video sono generate in uno spazio con prospettiva forzata, che si adatta al punto di vista del visitatore. Le immagini si toccano l’un l’altra e si muovono gradualmente verso l’osservatore, così da creare l’illusione che stia camminando all’interno dell’immagine.
Il lato frontale delle colonne, guardato a distanza, mostra la scena di un giardino in fiore che ricorda quello invernale della Città proibita. Un’installazione che avvolge completamente il visitatore proiettandolo in una nuova dimensione e dandogli la sensazione reale di passeggiare nel giardino dell’imperatore. 

· La terza installazione riguarda il dipinto più celebre di Giuseppe Castiglione, considerato dagli esperti il suo capolavoro: One hundred horses, i cento cavalli dell’Imperatore, realizzato durante il regno di Yongzheng. È un video della durata di 3 minuti e 49 secondi proiettato su un grande schermo a parete con protagonisti i destrieri del quadro originale, qui estremamente realistici grazie all’effetto ombra e ai raffinati dettagli che innalzano la soglia del realismo del dipinto. Al fine di essere fedeli all’originale, si sono utilizzate le ultimissime tecnologie high-end di animazione, così da mostrare i cavalli in movimento, che combattono o giocano, si riposano, galoppano, guadano il fiume. Un video che dà al visitatore la sensazione di essere parte integrante della scena.
Per apprezzare al meglio i dettagli di questo imponente e ricco dipinto che venne realizzato a inchiostro su un lungo rotolo di seta (cm 94,5x776,2), la mostra ne presenta anche una replica su un tavolo retroilluminato.

· A disposizione del visitatore c'è poi il navigatore lineare. Due schermi, installati su binari lungo la parete, danno la possibilità di esplorare due panorami virtuali creati nello stile di Castiglione. Nell’esplorazione di questi scenari, immaginati sapientemente da due artisti di Hong Kong e popolati da una folta vegetazione, uccelli e animali, come nello stile di Castiglione, si possono scoprire la bellezza dei dipinti originali. La tecnologia Linear Navigator è stata concepita dal professor Jeffrey Shaw della Scuola di Media Creativi nella City University di Hong Kong.

 

4- Tesori nazionali sotto i riflettori

L'ultima tappa del percorso della mostra è interamente dedicata ai video. Qui il visitatore ha la possibilità di creare una sua personale installazione attraverso il touch screen che, grazie ai dispositivi portatili, offre la possibilità di seguire le descrizioni video relative alle opere di Castiglione, dando all'ospite la sensazione di vivere in prima persona le scene di vita di 300 anni fa, all’epoca dell’artista, così da poter comprendere al meglio sia la sua pittura sia la sua vita.

I videoclip a disposizione si possono anche scaricare e guardare direttamente sui dispositivi portatili. I contenuti video comprendono le descrizioni del luogo natio di Castiglione, Milano, il soggiorno a Genova e a Coimbra, il percorso da Lisbona fino in Cina, le tracce della sua permanenza a Pechino, le rovine dell'edificio in stile occidentale disegnato da Castiglione nel giardino del Palazzo d'Estate ecc.

Sempre nella quarta sezione viene proposto il documentario Victory in etching (La vittoria incisa), della durata di 35 minuti, dove il National Palace Museum presenta La conquista della Zungaria, una serie di stampe su rame disegnate da diversi artisti di corte in Cina, tra cui Castiglione, e poi stampate a Parigi. Per la realizzazione di questo filmato esclusivo a risoluzione 4k sono state fatte ricerche su documenti di archivio in diversi paesi, allo scopo di risalire alla storia di queste opere dedicate alle gesta militari compiute dall’imperatore Qianlong. Una parte del documentario è dedicata anche alla storia del sofisticato e lento processo di realizzazione delle stampe su rame; un tour in Europa tra le stampe conservate nella Bibliotèque National de France, quelle conservate nell’Ethnologisches Museum di Berlino e gli studi di stampa tuttora operativi della Réunion des musées nationaux - Grand Palais. Attraverso le testimonianze dei reperti conservati nel National Palace Museum di Taipei e presso altre istituzioni culturali, verrà svelata la storia del più grande progetto artistico del 18° secolo realizzato tra la Cina e il Vecchio continente.

Ai visitatori più piccoli è dedicato, invece, un video di animazione di 22 minuti, il primo prodotto dal National Palace Museum di Taipei, che per l’occasione ha riunito un eccezionale team d’animazione taiwanese e utilizzato la tecnologia 4K per far rivivere nel loro splendore integrale le opere di Giuseppe Castiglione. Protagonisti gli animali dei suoi dipinti: il leone mitico (Dieci pregiati segugi), la leopardessa fulva (Dieci pregiati segugi – leopardo fulvo), il cane a pelo lungo (raffigurato sotto i boccioli), il lemure (rappresentato nel Lemure di Kochi) e il capriolo (nel Capriolo Propizio). Tutti pronti a intraprendere una nuova ed eccitante avventura. Un modo simpatico per avvicinare le giovani generazioni al mondo dell’arte.

SEDE: Santa Croce, Sale del Memoriale, ingresso Largo Bargellini - Firenze

ORARIO: 9.30-17.00

INGRESSO: libero

INFO: 055 2466105 www.santacroceopera.it-

http://theme.npm.edu.tw/exh104/langshining/italy/it/page-5.html

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