No Terra!

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Le scatole di cartone, i legni rilasciati dal mare, le buste di carta e le cassette lignee, abbandonate dopo l’uso, possono assurgere a vere e proprie opere d’arte. E il loro recupero, attraverso l’atto creativo, permette di dare agli oggetti di scarto un nuovo senso e di percepire la loro anima più profonda. Questo il messaggio che l’artista Hector&Hector lancia con la sua mostra dal titolo «No Terra!», a cura di Maurizio Vanni. L’esposizione, prodotta da Artelite con l’organizzazione di Spirale d’idee, è principalmente composta da opere che utilizzano come palinsesto materiali poveri e dà una panoramica su due diversi campi di ricerca e sperimentazione dell’artista.

La mostra parte con i lavori del ciclo «Eldorado», dedicato alla civiltà di Atlantide, interamente realizzati in oro per la mostra all’Archivio di Stato di Firenze nel 2012, che è possibile rivivere attraverso il filmato proposto nella sala video arte. Opere che anticipano quelle del ciclo «No Terra», creato con scatole di cartone sulle quali sono incisi i classici segni primitivi e tribali, molto vicini all’espressionismo astratto. Si vanno ad aggiungere installazioni realizzate con cassette di legno ed altre con monoliti di legno ricoperti da sequenze di numeri binari.

«Il suo mondo artistico – spiega il curatore Maurizio Vanni – è variegato, imprevedibile e inatteso: le scatole di cartone e le cassette di legno diventano corpi aggettanti da trasformare, palinsesti non convenzionali da alterare, superfici nelle quali incidere i messaggi, scolpire le idee, graffiare gli stati d'animo e tramandare pensieri del qui e ora. In certi momenti si ha come la sensazione che Hector voglia lasciare una riflessione post-apocalittica legata alle archeologie di un futuro più o meno fantastico». Nella civiltà contemporanea schiava del cattivo consumo, degli eccessi e della superficialità, è come se Hector&Hector sentisse la necessità spirituale di lasciare il nostro pianeta, di prendere le distanze dall'uomo distruttore, di annullare il coinvolgimento nella dimensione del reale, gridando il suo: «No Terra!».

«Hector – prosegue Vanni – sceglie, recupera e prepara i propri palinsesti non convenzionali, mai occasionali, prima di invaderli con scritte, codici inediti, formule algebriche, segni legati alle culture tribali o tracce provenienti dalla cultura celtica: la sua è una ricerca mai improvvisata che proietta lo spettatore in un linguaggio visivo ai limiti della comprensione razionale, ripetuto quasi ossessivamente, che si trasforma in una danza sfrenata e ancestrale. Anche nella megalomania e nell’eccesso dell’uso dei segni, Hector lascia sempre delle vie di fuga, intese proprio come possibilità di respiro sensoriale e cerebrale attraverso una rete di forme che sembrano galleggiare nell’acqua attraverso un ritmo dettato da un lento moto centripeto». Perché in fondo ciò che si augura Hector&Hector è che la nostra società si mantenga salda a quei sani valori e principi di vita che le permetteranno di non estinguersi e di continuare ad evolvere la propria cultura.

SEDE: Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art Via della Fratta, 36 – 55100 Lucca

ORARIO: da martedì a domenica 10-19

INGRESSO: libero

INFO: 0583 492180   www.luccamuseum.com  info@luccamuseum.com

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