Picasso e la modernità spagnola

stampa

Nell’alternarsi di mostre dedicate all’arte legata alla grande tradizione italiana – e toscana in particolare – e di altre che illustrano periodi più vicini a noi, il 20 settembre si apre a Palazzo Strozzi un’esposizione dedicata a Picasso e la modernità spagnola. Un’occasione unica per riconsiderare la figura di Picasso come mito e come artista, e per indagare il suo influsso e i suoi rapporti con gli altri maestri della modernità spagnola. Ed è sufficiente fare il nome di Miró e di Dalí per comprendere il calibro dei personaggi cui si fa riferimento.

Le opere sono state selezionate nell’ambito dell’inesauribile Collezione del Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid, inaugurato nel 1992 dai reali di Spagna, che ha sede in quello che era il settecentesco ospedale della città, oggetto poi di un nuovo ampliamento nel 2005 su progetto dell’archistar Jean Nouvel. Innovativo, anche per la Spagna, il concetto espositivo della mostra di Palazzo Strozzi, dovuto al curatore Eugenio Carmona, professore all’Università di Malaga, che al tema ha dedicato studi ventennali.

Picasso (Malaga 1881-Mougins 1973) dunque, di cui sono esposti quarantaquattro lavori, tra cui un nucleo di acqueforti, disegni, disegni colorati, studi completi e dipinti a olio che fanno parte della «costellazione» di Guernica, il grande murale dipinto di getto dall’artista per il padiglione della Repubblica spagnola all’Expo tenutosi in quell’anno a Parigi e dedicato a «Arti e tecniche applicate alla vita moderna». Un gruppo davvero cospicuo di lavori, mai esposti in numero così elevato fuori dalla Spagna, che si impongono in una sala dalle pareti scure, con le opere drammaticamente illuminate per sottolineare la tragicità del contesto. Picasso realizza infatti il dipinto a seguito del genocidio commesso dalla Legione Condor (unità militare dell’aviazione della Germania nazista) in appoggio alle forze di Francisco Franco, con il bombardamento che aveva raso al suolo Guernica, città rappresentativa dell’identità basca. Il bombardamento – il primo in assoluto su una popolazione civile – ebbe luogo il pomeriggio del 26 aprile del 1937. L’artista aveva visto le drammatiche foto pubblicate su vari giornali ma, ciò nonostante, né gli studi né il quadro finito contengono allusioni a un evento specifico. Il 1° maggio 1937 Picasso realizza il primo schizzo; lavora intensamente all’opera per due mesi, fino al 4 giugno, e il processo creativo viene fotografato dalla compagna Dora Maar.

Ma l’oscurità caratterizza solo un ambiente; il resto della mostra – in un allestimento chiaro e luminoso che si deve a Luigi Cupellini – vede alternarsi sale interamente dedicate a Picasso ad altre in cui l’artista dialoga con i principali rappresentanti dell’arte moderna spagnola quali Joan Miró, Salvador Dalí, Antoni Tàpies – artefici la cui fama è universale – ad altri famosi in Spagna ma meno in Italia, quali María Blanchard (una sorta di Frida Kahlo spagnola), Julio González o José Gutiérrez Solana.

L’arco cronologico percorso dalla mostra si estende dal 1910 al 1963: si va da un capolavoro del primo periodo cubista come Testa di donna, alle tre diverse versioni del Pittore e la modella. Il mezzo secolo, cioè, che va dal Cubismo alle conseguenze ultime dell’Espressionismo astratto e dell’Informale, sempre riflettendo sullo spazio dell’artista nel processo dell’arte moderna. Il 1910 e il 1963 sono date che si riferiscono a elementi interni alla mostra, non esterni, ma la storia è presente, poiché è possibile leggerla in filigrana, con il suo influire sulle esistenze degli artisti, sulla loro produzione, sulla loro fine talora drammatica. Si traguarda la storia della Spagna, non coinvolta nelle due Guerre mondiali, ma devastata dalla Guerra civile fra il 1936 e il 1939; la vittoria di Francisco Franco e la dittatura franchista protrattasi fino alla morte del caudillo, avvenuta nel 1975.

Ma se il contesto storico è presente, quello che la mostra racconta è lo sviluppo dell’arte spagnola nei cinquanta anni più drammatici del «secolo breve» in riferimento a Picasso. La scrittrice Gertrude Stein, acuta amica dell’artista di Malaga, scrive che la pittura nel Novecento è stata fatta in Francia, ma da spagnoli. E infatti la mostra, attraverso ottantotto opere (quarantacinque delle quali di Picasso) di trentasette artisti diversi, presenta alcune esperienze spagnole che hanno lasciato un segno importante nel panorama artistico internazionale.

La generazione di Picasso a Parigi ha definito i linguaggi attraverso i quali l’arte moderna si sarebbe sviluppata. Picasso, che aveva inventato il Cubismo, e anche un nuovo significato dell’arte col collage, propone poi – alla fine della Prima guerra mondiale – tutto il contrario di quanto aveva fatto prima: la riconciliazione con il classicismo, aderendo in qualche modo al cosiddetto «Ritorno all’ordine». Ma Picasso abbandona poi la dialettica tra Cubismo e classicismo e, intorno alla metà degli anni venti, inizia una nuova fase, passando al contesto surrealista. Ed è allora che si converte nel grande mito dell’arte moderna: Picasso rimane, gli artisti della sua generazione scompaiono dalla scena. In questi anni l’influenza di Picasso si estende potentemente su tutta l’arte spagnola. Prima aveva influenzato Juan Gris e Gargallo. Ora lo fa con González, Domínguez, Dalí e i creatori dell’«Arte Nuevo», e negli anni trenta Picasso viene consacrato come grande riferimento mondiale. Poi, con il trasferimento del centro dell’arte moderna a New York e con lo sviluppo dell’arte astratta, Picasso, anche se Guernica e Les Demoiselles d’Avignon esposte all’epoca a New York  avevano influenzato gli espressionisti astratti, cessa di essere il riferimento e le proposte di Miró si ergono come modello di tutta l’astrazione lirica. Gli artisti spagnoli che emergono negli anni quaranta e nei primi anni cinquanta ammirano Picasso, ma è Miró l’artista che li ispira. Dagli anni cinquanta cambiano i ruoli di Miró e Picasso, e Miró diventa l’artista più influente tra gli innovatori spagnoli, creatore di riferimento per le nuove generazioni, mentre Picasso si converte in un mito vivente, anche se la sua opera inizia a essere vista come il riverbero di tutta la sua grandiosa traiettoria precedente.

Tutte questo è narrato nella mostra, con importantissimi prestiti inediti in Italia, a cominciare dall’immagine dell’esposizione, quel potente Ritratto di Dora Maar, del 27 marzo 1939, che domina anche la copertina del catalogo, sapientemente orchestrato dalla casa editrice Mandragora.

Ludovica Sebregondi
Direzione scientifica Fondazione Palazzo Strozzi

SEDE: Palazzo Strozzi, piazza Strozzi - Firenze

ORARIO: tutti i giorni inclusi i festivi 10-20; giovedì ore 10-23; ore 9-10 su prenotazione.

INGRESSO: € 10,00 Intero;
€ 8,50 Maggiori di 65 anni, giovani fino ai 26 anni, gruppi organizzati min. 10 persone con prenotazione, dipendenti Enel con un accompagnatore, Generali Italia (agenzie, clienti e dipendenti), categorie convenzionate (Soci ACI, FAI, Touring Club), possessori biglietti Firenze Parcheggi, biglietti o abbonamenti ATAF, BUSITALIA, Autolinee Chianti Valdarno e Mugello Valdisieve, possessori biglietti o abbonamenti Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, ORT-Orchestra della Toscana, Teatro della Pergola, possessori CartaFreccia e biglietti Trenitalia con destinazione Firenze, insegnanti con Card Edumusei.
€ 7,50 Clienti di Banca CR Firenze e Gruppo Intesa Sanpaolo.
€ 4,00 Ragazzi dai 7 ai 18 anni, gruppi scuole, studenti fino a 26 anni, diversamente abili, possessori Carta Superflash di Banca CR Firenze e Gruppo Intesa Sanpaolo, Maggio Card e Pergola26 card.
Gratuito Bambini fino a 6 anni, accompagnatori di diversamente abili e di gruppi, insegnanti con classe, giornalisti con tessera professionale, guide turistiche, possessori Firenzecard, Amici di Palazzo Strozzi.
Speciale biglietto 2x1: Due biglietti al prezzo di € 10,00 Il sabato a tutti i possessori CartaFreccia e biglietti Trenitalia con destinazione Firenze (con data di emissione antecedente al massimo 5 giorni da quella della visita).
Biglietto Famiglia: € 20,00 Questo biglietto consente l’ingresso illimitato alla mostra Picasso e la modernità spagnola per tutta la famiglia (fino a 2 adulti + bambini e ragazzi fino a 18 anni), valido fino al 25 gennaio 2015

INFO: 055 2645155 - http://www.palazzostrozzi.org