Piero di Cosimo 1462-1522. Pittore eccentrico fra Rinascimento e Maniera

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«Mentre che Giorgione et il Correggio con grande loro loda e gloria onoravano le parti di Lombardia, non mancava la Toscana ancor ella di belli ingegni, fra’ quali non fu de’ minimi Piero». Si apre con queste parole la Vita che Giorgio Vasari dedica a Piero di Cosimo (1462-1522), pittore fiorentino del Rinascimento, noto per la sua grande versatilità. 

A questo artista, originale, fantasioso, narratore di favole è dedicata una grande mostra alla Galleria degli Uffizi. Un artista la cui notorietà, al di fuori del mondo degli storici dell’arte o dei collezionisti, non ha mai raggiunto quella di maestri suoi contemporanei come  Filippino Lippi o Fra’ Bartolomeo.

Preceduta dalla mostra che si è tenuta alla National Gallery of art di Washington dal febbraio a  maggio di quest’anno, l’esposizione della galleria fiorentina si pone non come la seconda tappa dell’evento americano, bensì come una mostra con un suo proprio progetto espositivo: più contenuto e strettamente biografico quello di Washington, più ampio - circa 100 le opere esposte - quello di Firenze che comprende anche disegni di Piero di Cosimo oltre a dipinti e disegni di maestri che hanno «dialogato» con Piero, quali Filippino Lippi, Fra’ Bartolomeo e Lorenzo di Credi. La mostra, curata da Serena Padovani, Elena Capretti, Anna Forlani Tempesti e Daniela Parenti, ricostruisce il percorso artistico dell’artista, a partire dalla sua formazione nella bottega di Cosimo Rosselli, dal quale derivò il nome con cui è noto, e che lo condusse, non ancora ventenne, a Roma per lavorare con lui agli affreschi della Cappella Sistina; per addentrarsi poi ad analizzare i rapporti con l’arte di Leonardo da Vinci e dei pittori fiamminghi, con i quali condivise la capacità di osservare la natura e la realtà.

Piero, come scrive ancora Vasari, era «amico de la solitudine», anticonvenzionale, eccentrico. «Fu capace di evocare – come ha sottolineato il direttore degli Uffizi, Antonio Natali – miti fantastici e allegorie arcane, il cui significato ancora incanta». Basti ricordare il Satiro che piange la morte di una ninfa, dalla National Gallery di Londra, esposto nella mostra assieme ad altre opere a soggetto mitologico, provenienti da musei del Nord America e dell’Europa e qui riunite per la prima volta. Ma la fantasia non era la sola caratteristica di questo bizzarro e geniale artista: con lo stesso fervore compose opere a soggetto religioso, immagini create per la devozione privata, ma anche grandi pale d’altare che erano prezioso corredo di cappelle di patronato di nobili famiglie all’interno delle chiese fiorentine. Nascono così capolavori come la Visitazione con i santi Nicola di Bari e Antonio abate, che Vasari descrive all’altare Capponi in S. Spirito (oggi a Washington), la Madonna col Bambino in trono e Santi che ornava l’altare della famiglia Del Pugliese in S. Maria degli Innocenti o l’Incarnazione di Gesù e i Santi dalla cappella Tedaldi nella SS. Annunziata. Ogni quadro di Piero di Cosimo ha modalità diverse di esecuzione e persino parti da scoprire analizzando ogni tela lentamente, scoprendo particolari incredibili. Intervallati ai dipinti la mostra espone anche un cospicuo nucleo di disegni finalizzati a contestualizzare ulteriormente l’opera di questo artista che varcò i confini del Rinascimento per influenzare con le sue opere i pittori della scuola Preraffaellita fino ad arrivare ad essere, con la sua «bizzarria», fonte inesauribile di ispirazione per l’avanguardia surrealista.

Rossella Tarchi

SEDE: Galleria degli Uffizi - Piazzale degli Uffizi - Firenze

ORARIO: Da martedì a domenica, ore 8,15-18,50 Chiusura: tutti i lunedì, Capodanno, 1° maggio, Natale. La biglietteria chiude alle 18.05. Le operazioni di chiusura iniziano alle 18.35

INGRESSO: intero 8 euro; ridotto 4 euro

INFO: www.polomuseale.firenze.it www.unannoadarte.it/Mostre/piero-di-cosimo/

CATALOGO: ed. Giunti, euro 40