Spirito Creatore

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Il titolo Spirito Creatore si riferisce all’amore di Dio che, intelligente e strutturante, nel mondo e nell’essere umano suscita vita: lo Spirito che alleggiò sulle acque primordiali e che coprì con la sua ombra la Vergine Maria; lo Spirito effuso dal Salvatore risorto  sull’umanità redenta dalla sua croce. Lo stesso Spirito opera negli artisti, dando loro di comunicare mediante la bellezza.

La mostra, o meglio installazione, è ecumenica, opera di un artista cattolico, Filippo Rossi, italiano, e di un artista protestante, Susan Kanaga, americana.  Lavorando insieme da qualche anno, hanno compreso che, per comunicare il Divino, l’arte deve nutrirsi di preghiera, come nella tradizione Ortodossa,  traducendo in forme visibili il senso delle Scritture e diventando segno materiale di realtà spirituali.  Rossi e Kanaga hanno cercato cioè di lasciar parlare in loro lo Spirito che viene in nostro aiuto, pregando in noi con gemiti inesprimibili.  Infatti la mostra ha per tema la Pentecoste, l’effusione dello Spirito su Maria e gli apostoli dopo l’ascensione del Salvatore: lo stesso Spirito che tutti i cristiani, cattolici e protestanti, ricevono in dono al momento del Battesimo.

L’installazione consiste in dodici pilastri simboleggianti gli apostoli, chiamati da Cristo per diventare chiesa, e con loro un tredicesimo pilastro, allusivo a Maria, presente anche lei nel Cenacolo.  Questi elementi strutturali, accesi dei colori della gioia (e nel caso di Maria del bianco della purezza), sono illuminati dall’oro che emana da Cristo, che contempliamo nella forma di una grande croce a Tau composta di rami dorati. Intorno ai pilastri e alla croce sono si muovano parole della Scrittura relative alla Pentecoste, tra cui la frase di Gioele citata da Pietro, Dio che promette: «Io effonderò il mio Spirito su ogni carne».

Lo stile astratto dell’installazione ricorda l’affermazione di San Paolo, secondo cui «se speriamo quello che non vediamo, lo attendiamo con perseveranza» (Rm8,24-25). Cioè Kanaga e Rossi vogliono comunicare un Sacro che va oltre il ricordo di fatti passati - oltre la mera illustrazione della Pentecoste originale, con Maria e i dodici nel cenacolo e le fiammelle sopra le loro teste  -; vogliono suscitare nello spettatore la speranza di qualcosa non ancora vista eppure intensamente attesa:  vogliono  infondere il coraggio di perseverare nell’attesa  di Dio.

Ma non è solo questione di coraggio individuale o collettiva, perché dopo la frase «se speriamo quello che non vediamo, lo attendiamo con perseveranza» san Paolo aggiunge: «Allo stesso modo, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perché egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio». I gemiti sono ’inesprimibili’  perché nessuna formulazione verbale sarebbe adeguata a esprimerne la profondità, nessun’elevatezza di parole potrebbe trasmetterne il senso. E allora neanche l’immagine figurativa, che riduce a formule iconografiche quelle «cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo»---le cose che «Dio ha preparato per coloro che lo amano» (1Cor2,9; cf. Is 64,3).  Per le chiese, Dio ha preparato la gioia dell’unità.

SEDE: Museo dell’Opera del Duomo - Piazza del Duomo - Firenze

ORARIO: Ogni giorno ore 14-19

INGRESSO: gratuito (locali contigui al Museo)

INFO: https://operaduomo.firenze.it/blog/posts/spirito-creatore-la-mostra-di-susan-kanaga-e-filippo-rossi-al-museo-dell-opera

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