Splendida Minima. Piccole sculture preziose nelle collezioni medicee dalla Tribuna di Francesco I al Tesoro Granducale

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Il collezionismo e la committenza fiorentini non si sono dedicati solo a far realizzare colossi in marmo che possiamo ammirare ad esempio in piazza della Signoria e nella Loggia dei Lanzi, ma anche a soddisfare interessi di opposto calibro e tuttavia non meno importanti per la storia dell’arte. Già Lorenzo il Magnifico aveva raccolto un’ampia selezione di cammei e gemme antiche, ma sarà con i Granduchi che l’attenzione verso opere di misura ridotta o addirittura minuscola sarà oggetto di una raccolta «sistematica» e che andrà a formare le famose collezioni medicee.

La mostra Splendida Minima, allestita a Palazzo Pitti, rende omaggio a questa particolare classe di manufatti di grande valore artistico e raffinatezza, sebbene di ridotte dimensioni. Sono piccole sculture a tutto tondo realizzate con pietre preziose, di epoca ellenistico romana, che ci introducono in un mondo dove «il grandioso – come ha sottolineato Eike D. Schmidt, direttore della galleria degli Uffizi -  non  debba essere necessariamente grande e come la monumentalità non sia sempre legata all’effettivo formato dell’opera».

Curata da Valentina Conticelli, Riccardo Gennaioli e Fabrizio Paolucci, la mostra si apre illustrando alcuni esempi di queste piccole sculture di epoca classica messi in relazione con la grande plastica del periodo, come per il Ritratto di Augusto. Gli esemplari esposti sono realizzati a tutto tondo in calcedonio, cristallo di rocca, ametista, acquamarina o alabastro, raffiguranti prevalentemente ritratti di sovrani, figure di divinità o mitologiche, soggetti correlati all’idea di vittoria militare (Vittorie, barbari prigionieri, aquile, trofei), o repliche di statue celebri, ai quali si affiancano più rari soggetti di animali, di frutta e di oggetti vari, che la glittica antica ha prodotto in esemplari talora bellissimi. Erano sculture utilizzate, come dimostrano confronti iconografici testimoniati in mostra da un dittico eburneo del VI secolo d.C. e da un rilievo in marmo degli inizi del III secolo d.C., come complementi di attributi connessi con i ritratti legati al culto imperiale.

Francesco I de’ Medici fu uno dei primi estimatori e collezionista di questo genere di manufatti: i documenti attestano la sua grande passione per le piccole sculture e in alcune lettere del 1581 Francesco fa esplicita richiesta di  ricercare a Roma, con urgenza, marmi e pietre necessari «per racconciar le statuine» destinate ad abbellire «il corridore sopra i magistrati» che nei suoi intenti dovrebbe essere trasformato in galleria. Cosa che diventerà realtà dato che questa sua collezione fu destinata all’arredo della Tribuna, scrigno delle meraviglie nel cuore della Galleria degli Uffizi; e in mostra i curatori hanno ricreato scenograficamente l’allestimento tardo settecentesco di uno dei palchetti di questa straordinaria Wunderkammer, a testimoniare come  ancora nel Settecento la disposizione delle statue sulla mensola fosse incentrata su sottili rapporti tra le dimensioni e le cromie degli oggetti. Dopo Francesco I, nel Sei e Settecento illustri esponenti della dinastia medicea continuarono a raccogliere questa tipologia di esemplari, in particolare il Cardinal Leopoldo si distinse per il suo gusto raffinato, acquistando pezzi di eccezionale qualità artistica, come la mano in calcedonio azzurro di appena 7,5 centimetri di lunghezza, icona della rassegna.

Rossella Tarchi

SEDE: Tesoro dei Granduchi, Palazzo Pitti, Firenze

ORARIO: giugno, luglio e agosto 8.15-18.50, settembre e ottobre 8.15-18.30.

INGRESSO: intero Euro 10, ridotto Euro 5

INFO:

CATALOGO: edito da Sillabe, p. 455, euro 38,00