Storia e Utopia. Dürer è il mio profeta

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Parole chiave: mostre (171)

Dal 20 luglio al 20 agosto il terzo piano di Palazzo dei Priori di Volterra ospita le opere di Raffaele De Rosa, il pittore del Mito. Nato a un passo dall'antico porto romano di Luni e naturalizzato livornese, prende lo spunto per questo suo viaggio che parte dalla terra degli Etruschi, da Albrecht Dürer, massimo esponente della pittura rinascimentale tedesca, anch'egli celebratore della simbologia cavalleresca, pregna di allegorie. De Rosa ha anche un ricco repertorio di letture, partendo dalla trilogia degli antenati di Calvino per finire all'epica ariostesca. Egli stesso confessa “Veramente amo questi libri che avrei potuto scrivere io, se fossi stato scrittore”.

Apparentemente un piacevole illustratore, dai colori e dallo stile inconfondibili, in realtà egli mette in scena la “festa” degli eroi animati dall'ideale di Utopia, ultimo dei “cantori” di donne,cavallier,arme, amori, cortesie e audaci imprese, mentre registra, con il filosofo romeno Cioran, che “i tempi avanzano solo calpestando e schiacciando le folle”, giusto per menzionare una tela dell'artista.

Raffaele De Rosa nasce nel 1940 a Podenzana (Ms) e fino a sei anni resta in Lunigiana. Si trasferisce prima a Pomarino, poi a Pallerone e a Napoli vicino al cimitero di Poggioreale. Trascorre la sua infanzia e la sua vita con i nonni, anche se in effetti cresce isolato ed impara a giocare da solo nel tentativo costante di trasferire il suo spirito in animali, oggetti, piante. A La Spezia è proprio la nonna ad obbligarlo a studiare il violino, strumento che odia. Di riflesso si mette di nascosto a dipingere. Frequenta un corso di decorazione e intorno ai sedici anni va a Livorno dove incontra un gruppo di giovani pittori con i quali inizia a dipingere dal vero. Con il collega e amico Pieri De Rosa frequenta la Scuola Trossi dove tra i vari maestri incontra Gastone Benvenuti, Cocchia e lo scultore Guiggi, ma lo stile del neorealismo non gli appartiene. Sempre a Livorno si mette in contatto con artisti già affermati e con mediatori e mercanti d'arte. A soli diciannove anni firma il suo primo contratto e va a Neuchàtel in Svizzera. Tornato di nuovo a Livorno, riesce a vendere tutte le sue opere al signor Stefanini, avendo così l'opportunità di compiere serenamente le sue ricerche e scelte pittoriche. Apre uno studio a Firenze e nel 1963 stipula un contratto con Ruggero, noto mercante d'arte fiorentino. Nello stesso periodo collabora con il livornese Mario Mariotti, che nel 1969 organizza la prima mostra personale di De Rosa.Dopo la morte del mercante d'arte Ruggero, si uniscono in società Mario Mariotti, Scarselli e il dottor Romano per gestire la produzione di Raffaele De Rosa. Le opere dell'artista sono un esempio unico ed originale di pittura fantastica. Nel 1975 inizia a lavorare con la Graphis Arte di Milano, occasione importante per farsi conoscere anche all'estero. Si allestiscono presto mostre in tutta Europa per poi arrivare anche negli Stati Uniti e in Israele. Negli anni '80 espone a Copenaghen presso l‘Istituto Italiano di Cultura, all'Art Expo di New York e nel 1984 tiene una mostra a Gerusalemme e nel 1985 a Parigi presso la Maison de l‘Unesco. De rosa firma in questi anni esclusive con la galleria Maggiore di Bologna e con la Leonardo Arte di Roma. Nel 1989 la società Parnaso gli allestisce numerose mostre in spazi pubblici ed il suo nome comincia a circolare negli ambienti universitari suscitando interesse fra specialisti di Antropologia e di tradizioni popolari. Espone al XXIV Festival "La Versiliana", dal 2002 è in permanenza alla galleria Havens a Columbia in South Carolina.Oggi De Rosa, reduce dal successo siciliano della “Rassegna Internazionale di Scultura e Pittura” sta tenendo la mostra “L'onirco Fantastico”, a Bolgheri, all'interno della programmazione Bolgheri Melody, visibile fino all'11 agosto.

SEDE: Palazzo dei Priori, III piano - Piazza dei Priori, 1 56048 Volterra.

ORARIO: tutti i giorni dalle 10,30 alle 17,30

INGRESSO:

CATALOGO: edito dal Centro Toscano Edizioni con un testo critico di Nicola Micieli

INFO: tel 0571360592-fax 0571245651 (Toscana Eventi)