Tino Stefanoni - Alt

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Arezzo ospita l'opera di Tino Stefanoni, a cura di Fabio Migliorati.  Luogo storico - ex chiesa dove il barocco aretino testimonia meglio quella sua certa "risoluta sobrietà", tra gli stucchi del Passardi e del Raoni - diffonde da anni l'arte contemporanea prima per mano di Crispolti e poi, adesso, di Migliorati. Sue le personali dell'opera di Rognoni, Scanavino, Corpora, Crippa, Marchegiani, Mariani, fino alla proposta di Tino Stefanoni, nel proseguire il ciclo di mostre che sottolineano la figura di artisti affermati e storicizzati, ma ancora in qualche modo da riscoprire. L'opera di Stefanoni è quella di un artista che, da tempo, fa del suo lavoro l'espressione costante, tacita, riservata di sé e di "un mondo in bilico tra ciò che è e che dovrebbe essere".

Tino Stefanoni - Alt presenta pochi grandi lavori, tutti recenti, scarno emblema di una dimensione pregna del sentire, capace di farsi lucido ammonimento, arcaico e attuale insieme. Come dichiara il curatore, Fabio Migliorati, il suo dipingere, sempre e soltanto indubbiamente pittorico, è la dichiarazione estesa di un rapporto inevitabile; tra visione e auspicio si realizza il presente di un artista sensorialmente cerebrale, che non si sottrae alla dialettica personalità / società anche in virtù del suo trascorso. Dagli anni Settanta, infatti, Stefanoni ripercorre la definizione dell'oggetto d'uso comune fino a doverne-poterne-saperne trasporre la funzione nell'esercizio del paesaggio. La natura, come la cosa in sé, diventa assoluta, basica, unica. Il mondo (dell'artista e quindi di Stefanoni) è inesorabilmente esso stesso. Il ruolo si trasforma per trasposizione fatale: dal battesimo alla transustanziazione. Ecco la via; ecco l'arte…

Descrivere il mondo significa redigere una lista dei composti che lo compongono: le parti per il tutto, il particolare per l'universale. E occorre quella realtà che non si crea né si distrugge, ma si ferma: compare perché appare, dal nero del buio, per la luce del vero cha vale in quanto è - senza domande, poiché un albero è un albero solamente se sembra un albero. E tutto somiglia all'idea di ciò che è…

Tino Stefanoni (1937, Lecco) ha studiato presso la facoltà di architettura del Politecnico di Milano. La sua attività artistica inizia nel 1967 a Milano, con il Premio S.Fedele, storica rassegna allora presieduta dal conte Panza di Biumo e da Palma Bucarelli; del 1968 è la prima personale alla Galleria Apollinaire di Milano, con un saggio di Pierre Restany. Seguono esposizioni personali e collettive in Italia e all’estero, con prestigiose presenze alla Quadriennale di Roma (1999 e 2005) e alla Biennale di Venezia (1970 e 2011).

SEDE: Sala S.Ignazio - via Carducci, 7 - Arezzo

ORARIO:  martedì-venerdì: 16.00-19-00; sabato, domenica e festivi: 14.30-19.30

INGRESSO: libero

INFO: 0575-377504-5-8 / ufficiocultura@comune.arezzo

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