Zeffirelli Filistrucchi, memorie di un sodalizio artistico

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Dopo essere stata esposta al Teatro della Pergola, dove ha riscosso un grande consenso di pubblico, la mostra si trasferisce nella 'Sala delle Colonne' dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze grazie all'impegno dell'Associazione Osservatorio dei Mestieri d'Arte che ha progettato e realizzato l'esposizione..
La rassegna è promossa e organizzata dall'Associazione Osservatorio dei Mestieri d'Arte con la collaborazione dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze e della Fondazione Teatro della Pergola, il patrocinio di Regione Toscana, Provincia di Firenze, Comune di Firenze e Toscana verso Expo. Sono esposti oltre 100 reperti tratti dall'archivio Filistrucchi, la storica bottega fiorentina di parrucche e trucco nata nel 1720.
La mostra racconta una storia professionale e di amicizia che affonda le radici nello scorso secolo, quando Pietro Filistrucchi lavorando nel vivo contesto teatrale fiorentino degli anni Quaranta - dove accanto al festival del Maggio Musicale fi orivano realtà come il Teatro della Fiaba e quello Universitario “L. Cherubini”- realizzava parrucche e trucco per talenti della scena tra cui figurava il giovane Zeffirelli, allievo di Luchino Visconti.

Un incontro raccontato nella seconda sezione della mostra anche grazie ad alcune lettere del carteggio privato tra Pietro Filistrucchi e Franco Zeffirelli - dove un formale ‘Lei’ cede presto il passo ad un confidenziale ‘tu’ - che riporta alla luce aspetti inediti delle produzioni realizzate con passione e dedizione dalla bottega fiorentina. Tanto da rifiutare una commissione se la qualità richiesta dall’esigente committente non poteva essere garantita (nel 1956 la “Carmen” di Bizet che andò in scena al teatro Stabile di Genova) o decidere di chiudere il laboratorio al pubblico per 20 giorni pur di lavorare con la giusta concentrazione all’esecuzione di un’importante commessa. Accadde così nel 1960 quando Zeffi relli incaricò Pietro Filistrucchi di realizzare ben 93 parrucche per “Alcina” in scena alla Fenice di Venezia. Una fornitura eccezionale per cui Zeffirelli fu riconoscente a Pietro tanto da scrivere: “il lavoro è superiore ad ogni commento. Una fornitura come quella mi concilia con Firenze, con i fi orentini e con le nostre saltuarie ma superiori qualità. Grazie, veramente di cuore”. Insieme alle missive sono figurini e fotografi e a testimoniare come il Maestro si affidasse alla bottega fiorentina ed alle abili mani di Pietro per la creazione di parrucche e trucco di scena. E’ proprio da quei figurini - disegnati dallo stesso Zeffi relli ed anche da celebri costumisti amici e collaboratori, da Anna Anni a Piero Tosi a Maria de Matteis - che poi prenderanno forma quelle parrucche che hanno aiutato artisti come Maria Callas ad impersonare celebri personaggi sulla scena.

Al famoso soprano greco la mostra dedica, non a caso, la sua terza sezione. Fu grazie anche a Zeffirelli che la Callas apprezzò l’arte di Filistrucchi per portare parrucche - come la moda del tempo dettava - anche nei momenti della vita privata. Tra le chicche scovate e proposte al visitatore anche una parrucca originale indossata dalla Callasper un’ “Armida” di Rossini e quella di Medea oltre ad alcune ciocche-campione dei suoi capelli che il soprano inviò, con tanto di corrispondenza autografa, per commissionare le sue parrucche da giorno. Non mancano infine fotografi e inedite del soprano al Teatro Comunale di Firenze. Tra queste una del 1952 che la ritrae in camerino dopo la rappresentazione “I Puritani” assieme a Gino Bartali
e alla moglie Adriana Bani, recentemente scomparsa. Un altro scatto sorprende infine la Callas per i corridoi del Comunale, forse a fine spettacolo, con in mano un mazzo di fiorì e il libro “Firenze fiore del Mondo” scritto da Papini, Soffici, Bargellini e Spadolini nel 1950. Arricchita da una scenografi a di abiti originali della Fondazione Cerratelli e da una bacheca che racconta momenti della bottega e delle persone che collaborarono con Pietro, la mostra si conclude con la sezione ‘Grandi Opere’. Dal “Don Giovanni” a “La Lupa” (con Anna Magnani) fi no alla magnifica “Traviata” del 1984 al Teatro Comunale di Firenze.

SEDE: Sala delle Colonne dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze - Via Bufalini

ORARIO: Dal lunedì al venerdì ore 9-19; Sabato, Domenica e festivi ore 10-13 e 15-19. Aperta a Pasqua e a Pasquetta

INGRESSO: libero

INFO: 055 5384964/965