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Un pellegrinaggio particolare da Bobbio a Pontremoli

I Pellegrini della Francigena che hanno la loro sede ad Altopascio, hanno collezionato dal 2000 ad oggi migliaia di chilometri sugli antichi tracciati della fede, ma mai hanno incontrato un percorso così bello, completamente immerso nella natura come quello di quest’anno da Bobbio a Lucca.

Percorsi: Francigena
I pellegrini a Pontremoli

Aver percorso in questi anni, in gruppi di 50 persone l’intera Via Francigena di Sigerico, da Canterbury fino in Terrasanta e l’intero Cammino di San Francesco, sono state esperienze particolari che resteranno per sempre nei loro cuori, ma il tracciato scelto per il pellegrinaggio triennale dal 2012 al 2014, da Novalesa-Bobbio-Lucca-Roma, ha la caratteristica di rifarsi ai primi spostamenti di monaci del 600 e del 700.

Essi partivano dall’Abbazia benedettina di Novalesa prossima al Moncenisio, passavano per il centro monastico di San Colombano a Bobbio e proseguivano verso Lucca attraverso la Via degli Abati e la Via del Volto Santo, arrivando infine a Roma, alla tomba degli apostoli Pietro e Paolo, quando ancora non era percorribile il Passo di Monte Bardone (la Cisa) perché ancora in mano ai Bizantini.

Il tracciato di quest’anno infatti è stato effettivamente più arduo di sempre perché, nelle prime sei tappe da Bobbio a Pontremoli hanno incontrato dislivelli notevoli a cui molti pellegrini non erano abituati: hanno dovuto superare quattro passi sopra i 1000 metri di quota con continui saliscendi in un ambiente naturale incontaminato, lontano dalle strade asfaltate. Sembrava di essere tornati al Medioevo, con paesi minuscoli, dai pochi abitanti, per lo più anziani che ci salutavano con tanto calore.

Siamo stati accolti con entusiasmo anche da autorità civili e religiose che hanno visto nel nostro passaggio la valorizzazione di luoghi incantevoli e la speranza di futuri incrementi pellegrinari.

Si è poi incontrato la Lunigiana con tanti segni di antichi tracciati e centri interessanti come Fivizzano, l’antico Hospitale di Tea e per finire la Garfagnana e la Media Valle del Serchio.

E’ questa la cosiddetta Via del Volto Santo, il crocefisso venerato da tutti i pellegrini fin dall’alto medioevo e custodito nel Duomo di San Martino a Lucca.

I nostri pellegrini, per la maggior parte toscani, sono particolarmente legati alla immagine del Volto Santo ed infatti ogni anno sfilano nella processione di S. Croce a Lucca: l’arcivescovo Italo Castellani ha voluto premiare questo loro attaccamento permettendo loro di prostrarsi, entro la cappelletta del Cividali, eccezionalmente aperta per l’occasione.

L’arrivo a Piazza San Martino è stato particolarmente emozionante con l’arcivescovo che guidava il gruppo stringendo il bordone donatogli dai pellegrini proprio nel giorno della ricorrenza del suo sacerdozio e di incarico vescovile, seguito dai sindaci dei quattro Comuni di Castelnuovo di Garfagnana, Borgo a Mozzano, Lucca e Altopascio e da una moltitudine di pellegrini commossi.

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