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«Una sentenza che va rispettata ma che ci lascia perplessi, attendiamo di leggere le motivazioni». Così l’associazione «Libera» commenta in una nota il verdetto emesso al processo di Mafia capitale dai giudici della X Sezione penale del Tribunale di Roma, i quali non hanno riconosciuto l’esistenza dell’associazione mafiosa: su 46 imputati ne hanno assolto cinque, hanno condannato Massimo Carminati a 20 anni di reclusione, mentre il ras delle coop Salvatore Buzzi dovrà trascorrere i prossimi 19 anni in carcere.

Si diceva allegro pensando alle commesse in arrivo ad Amatrice, colpita dal terremoto nell’estate di un anno fa. Esattamente come come avvenne 7 anni prima con Francesco Piscicelli per il sisma dell’Aquila. Questa volta il protagonista, è l’imprenditore Vito Giuseppe Giustino, 65enne di Altamura (Ba), presidente del Cda della società cooperativa l’Internazionale.

«Oggi ricordiamo Paolo Borsellino non perché è stato assassinato ma perché ha vissuto in maniera autentica il suo servizio allo Stato, con coraggio, dedizione e tenacia, facendo della mitezza d’animo uno dei suoi punti di forza». Lo ha affermato questa mattina il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, presiedendo il Plenum del Consiglio Superiore della Magistratura dedicato al ricordo di Paolo Borsellino, a 25 anni dalla strage di via d’Amelio.

Il rinvio dell’approvazione della legge sullo «ius culturae» (o «ius soli temperato») è una «melina» che «non convince, non rassicura e dà da pensare». È quanto scrive il direttore di «Avvenire», Marco Tarquinio, in un editoriale nel quale rileva che «non è affatto una bella notizia, anzi è una notizia che riempie di tristezza, l’incapacità dichiarata del Parlamento della Repubblica di completare prima della cosiddetta ‘pausa estiva’ l’iter della legge».