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AMNISTIA, CAPPELLANO REBIBBIA: MEGLIO INDULTO GENERALIZZATO E SISTEMARE LE CARCERI IN MANIERA DIGNITOSA

“I partiti non hanno una reale volontà politica di parlare di amnistia. Allora meglio ricorrere ad un provvedimento di indulto generalizzato di due anni, uno sconto di pena”: è il parere espresso al Sir da don Sandro Spriano, cappellano di Rebibbia, mentre alla Camera dei deputati è in corso oggi, dopo la manifestazione a Roma del 25 dicembre, una seduta straordinaria sull’amnistia, con la presenza di una novantina di deputati.

Don Spriano è un po’ pessimista sulla speranza di arrivare ad un accordo sull’amnistia, perché su questo tema si discute e si fanno distinzioni, per cui “il discorso si arenerà di nuovo”. E ricorda gli appelli di Giovanni Paolo II durante il Giubileo e successivamente in Parlamento per un gesto di clemenza a favore dei detenuti: “Come c’è stato l’applauso allora e il nulla dopo – dice don Spriano – temo che anche stavolta succederà così”. “Se i partiti parlassero di indulto sarebbe molto meglio – precisa -. Se volessero davvero sistemare le carceri in maniera dignitosa, almeno per un po’ di tempo, per evitare un ulteriore affollamento, allora dovrebbero fare un indulto generalizzato di due anni, così uscirebbero 12.000 persone. Sarebbe un regalo, uno sconto di pena”.

“Sicuramente eliminerebbe tutte le discussioni legate all’amnistia che estingue i reati – aggiunge -. Tutti diciamo che in Italia, rispetto agli altri Paesi europei, si danno pene troppo abbondanti in tutti i processi. Allora fare uno sconto di pena non è per niente paradossale”. Ma anche in caso di provvedimento di indulto, ammette, “non sarebbe facile” perché è necessaria almeno la maggioranza dei due terzi del Parlamento, “e questa è una difficoltà grossa”.

Intanto a Rebibbia, dice don Spriano, “per fortuna, per l’ennesima volta, la maturità dei detenuti è alta. Hanno appreso la notizia del dibattito in corso con una calma assoluta, non hanno aspettative nè si fanno illusioni”. Don Spriano racconta anche del recente incontro con il cardinale Camillo Ruini, che ha presieduto la celebrazione della vigilia di Natale nel Nuovo complesso maschile di Rebibbia, che ospita 1.660 detenuti. “Dopo la messa si è fermato con 300 detenuti a mangiare il panettone. Quando i detenuti hanno fatto una preghiera perché i politici aprano gli occhi sulla questione dell’amnistia e dell’indulto, il card.Ruini ha ringraziato dicendo che si univa a questa preghiera”. Sir

Natale in carcere

La giustizia si nutre anche di misericordia