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Aborto: Relazione al Parlamento. Cresce l’uso della cosiddetta «contraccezione d’emergenza»

È stata depositata ieri in Parlamento la Relazione annuale del Ministero della Salute sulla legge 194 relativa all’anno 2016. Ne analizza i dati oggi Avvenire che rileva anzitutto due elementi fondamentali che emergono: la diminuzione del numero di interruzioni volontarie di gravidanza e il dato stabile sull’obiezione di coscienza.

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Parole chiave: Legge 194 (18)
Intervento di interruzione della gravidanza (Foto Sir)

Nel 2016 il numero di aborti riferito dalle Regioni, infatti, è stato pari a 84.926, con una diminuzione del 3,1% rispetto al 2015, quando la riduzione era stata sensibilmente maggiore (-9,3%). In ogni caso per il terzo anno di seguito il numero totale delle interruzioni volontarie di gravidanza è stato inferiore a 100mila, più che dimezzato rispetto ai 234.801 del 1982, anno in cui si era riscontrato il valore più alto in Italia.

Inoltre, spiega Avvenire, considerando solamente gli aborti effettuati da cittadine italiane, per la prima volta il valore scende al di sotto di 60mila (con un decremento percentuale del 74.7%). Restano invece stabili e molto alte le percentuali relative alle interruzioni di gravidanza delle donne straniere che restano un terzo del totale: il tasso di abortività (15,7 per mille) resta quasi 3 volte più alto di quello delle donne italiane.

Resta stabile anche la percentuale della scelta dell’obiezione di coscienza da parte dei medici: dal 70,9 nel 2015 al 71% del 2016.

Il numero di aborti è pari al 18% delle nascite (era il 20% nel 2014), il numero di punti dove è possibile abortire è pari all’82% del numero di punti nascita (era il 74% nel 2014). Di molto superiore – rileva Avvenire – rispetto a quello che sarebbe se si rispettassero le proporzioni fra aborti e nascite.

Avvenire, rileva come l’andamento degli aborti in questi ultimi anni «potrebbe essere almeno in parte collegato alla determina Aifa del 21 aprile 2015» che ha eliminato per le maggiorenni l’obbligo di prescrizione medica dell’Ulipristal acetato, meglio noto come «pillola dei 5 giorni dopo» (EllaOne). I dati continuano a mostrare, infatti, un incremento significativo nel numero di scatole vendute: dalle 145.101 del 2015 si passa alle 189.589 del 2016 (+44.488). Stesso discorso per la «pillola del giorno dopo»: tolto l’obbligo di prescrizione medica del Levonorgestrel (Norlevo), nel 2016 quest’ultimo ha registrato un dato di vendita pari a 214.532 confezioni, in aumento di quasi 53mila rispetto al dato del 2015 (161.888). Un dato destinato a incidere sulla rilevazione del tasso di abortività.

Fonte: Sir
Aborto: Relazione al Parlamento. Cresce l’uso della cosiddetta «contraccezione d’emergenza»
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