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Nuova presidenza associativa

Alberto Gambino alla guida di Scienza & Vita: «Partire dai dati di realtà e dalle periferie»

Le nuove sfide della bioetica, l'impegno alla presenza nel dibattito pubblico, un sempre maggiore coinvolgimento delle associazioni locali e la volontà di non farsi dettare i temi da un'agenda già scritta. Questo il programma di lavoro per il prossimo triennio del giurista Alberto Gambino, il nuovo presidente nazionale dell'associazione Scienza & Vita.

Percorsi: Bioetica - Scienza & Vita
Gambino, nuovo presidente nazionale di Scienza & Vita (Foto Sir)

L’Associazione Scienza & Vita ha un nuovo presidente nazionale: è Alberto Maria Gambino, ordinario di Diritto privato e prorettore dell’Università Europea di Roma. Succede alla filosofa morale Paola Ricci Sindoni, e sarà in carica per il prossimo triennio associativo.

Di fronte al Consiglio esecutivo, nel suo discorso di accettazione della nomina accolta «con gioia e responsabilità», Gambino ha ringraziato «la past president per l’impegno profuso in questi anni» e ha dichiarato che nell’associazione non vi è «né da rilanciare, né da ripartire», una presa di posizione chiara che mette in luce quale sarà la cifra della nuova presidenza, come spiega lui stesso al Sir.

«Anzitutto rafforzare il raccordo tra le aree. In questo, lo scenario di Scienza & Vita è perfetto: abbiamo fortissime e autorevoli competenze scientifiche che sono alla nostra base e che si compongono di medici, bioeticisti, esperti, che rappresentano l’asse portante dell’associazione. Il pensiero e le proposte da loro formulate sono integrate e valorizzate dai giuristi, le cui competenze consentono di verificare la compatibilità di quanto proposto con l’ordinamento italiano e internazionale. Scienza & Vita si pone sempre più come punto di riferimento e di elaborazione di proposte su temi che toccano la tecnologia e la vita umana, in un’ottica intelligente e creativa che non subisce l’agenda altrui, ma la anticipa».

Quali saranno i primi e prossimi obiettivi dell’associazione?

«Per essere efficace Scienza & Vita non può che partire dai dati di realtà e dalle periferie. Il primo obiettivo è coltivare con continuità il legame che abbiamo con una realtà associativa molto vivace e feconda su tutto il territorio nazionale che sono le nostre associazioni locali. Davanti a scenari inediti è importante fare in modo che le nostre proposte partano anche da esperienze territoriali di prossimità, che riguardano la vita concreta, valorizzando chi è sul campo. Per questo, ove possibile, cercheremo di organizzare incontri con i presidenti delle associazioni locali, coinvolgendoli per disegnare un programma che già è stato delineato nel triennio che si è appena concluso. Del resto, la forza storica di Scienza & Vita è stato il principio di sussidiarietà, basato su cittadini esperti che con gratuità e impegno hanno dato un grandissimo contributo nella formazione delle coscienze sul territorio».

E’ di pochi giorni fa la presentazione del documento «Con dignità, fino alla fine. Paziente e medico alleati per la vita», che si inserisce nel dibattito sul fine vita.

«In questo momento in Italia è possibile affrontare il dibattito sul fine vita con maggiore serenità e Scienza & Vita ha prodotto un documento che segna un importante punto di equilibrio tra il non accanimento e il non prestare il fianco all’abbandono. Questo testo è un punto di partenza, non di arrivo. Pertanto nei prossimi mesi ci impegneremo a un confronto aperto con parlamentari, giuristi, medici, operatori sanitari, per discuterne insieme e trarre ulteriori proposte e valutazioni aggiornate. Sono convinto che grazie al lavoro, alle competenze diverse e all’esperienza di tutti coloro che partecipano alla vita dell’associazione sarà possibile affrontare dialogicamente e costruttivamente interrogativi ed opportunità che ci attendono».

Quali sono le sfide della bioetica e della vita che l’associazione si prepara ad affrontare?

«Sicuramente il rapporto tra tecnologia e qualità della vita, dove trova posto sia la vita nascente sia quella nella sua fase terminale. Oggi uno scenario che sembra avveniristico ma non lo è, è quello legato alla genetica e alla circolazione di parti del corpo umano, alle biobanche, ai trapianti. Sono temi che toccano aspetti filosofici dell’essere umano, della persona, che ci dicono che non si può ridurre tutto a semplice ‘merce’. Per questo, anche dietro la gratuità della circolazione dei campioni biologici serve l’assoluto rispetto della dignità e della persona umana. Nel nostro Paese il dibattito pubblico non è ancora maturo, ma all’estero sono già numerosi gli studi internazionali. In tale ottica, come Scienza & Vita, vogliamo portare su questi argomenti un contributo significativo di studio e di approfondimento».

Fonte: Sir
Alberto Gambino alla guida di Scienza & Vita: «Partire dai dati di realtà e dalle periferie»
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