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Azzardo: Consulta antiusura, un «Decalogo» per contrastarlo

Il netto distanziamento delle istallazioni di gioco dai luoghi sensibili dei quartieri, «per ripristinare una separatezza chiara nella vita quotidiana della comunità tra gli spazi dell'azzardo e quelli della vita civile», e la fissazione di precisi limiti di orario di svolgimento dell'offerta «che valga a porre fine all'intrusione persino nei bioritmi, oltre che nella scansione dei tempi della vita». Sono le prime due «raccomandazioni» del «decalogo» che conclude la ricerca della Consulta nazionale antiusura, «Il gioco d'azzardo e le sue conseguenze sulla società italiana. Il peso del gioco illegale nelle province italiane».

Percorsi: Gioco d'azzardo
Parole chiave: usura (19)

«Lo Stato - affermano gli autori dell'indagine - deve con urgenza ridurre drasticamente l‘offerta di gioco d‘azzardo». Di qui la proposta di introdurre «tempi minimi inderogabili per ciascuna singola operazione di gioco almeno non inferiori a due minuti» e di svolgere «controlli capillari, frequenti e qualificati da parte dei Comuni». Il coordinamento delle inchieste giudiziarie e delle indagini di polizia e dalla procura della Repubblica, la rapidissima predisposizione di un'ampia offerta di servizi di counseling, terapia e accompagnamento per le persone con problemi di gioco d'azzardo patologico (Gap), riconosciuto come patologia dall'Organizzazione mondiale della sanità, sono ulteriori «raccomandazioni» della Consulta.

Secondo la Consulta antiusura, per contrastare il gioco d'azzardo o, almeno, ridurne le conseguenze devastanti occorre inoltre abolire ogni pubblicità nelle strade, nelle emittenze radiotelevisive e sui giornali; sottrarre al Mef e all'Agenzia delle dogane e dei monopoli ogni competenza in materia di prevenzione e comunicazione sul Gap, e attribuire tali materie ai ministeri di Welfare, Salute e Istruzione. Necessari anche l'imposizione di una avvertenza «senza ambiguità e ben in vista su ogni installazione» sui rischi di dipendenza psicologica e sui danni economici del gioco d'azzardo». Infine la fissazione di un rapporto «matematico» inderogabile, tra l'ammontare «lordo» delle somme giocate d'azzardo e l'ammontare percentuale della tassazione applicata, «non inferiore al 22%, con rigida corrispondenza tra Preu (prelievo erariale unico sugli apparecchi da intrattenimento, ndr) e aliquota Iva attuale che grava su tutti i consumi ‘non primari'».

Fonte: Sir
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