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Azzardo: mons. Galantino, «Basta pubblicità. Bene bar senza slot»

«Non abbiate paura di richiamare con forza le istituzioni a fare la loro parte, partendo dal prendere le distanze dall'irresponsabilità di chi seduce la gente - spesso la povera gente - con il miraggio dei soldi facili, mentre in realtà la spinge soltanto a infilarsi nel triste labirinto di un comportamento compulsivo, di una dipendenza patologica, di un inesorabile indebitamento: a ricaduta, tra le conseguenze, non si fatica a intravedere proprio il cappio dell'usura». È il compito affidato questa mattina dal segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, alle 28 Fondazioni antiusura associate alla Consulta nazionale, riunite a Roma per l'Assemblea annuale.

Parole chiave: usura (19)

Per mons. Galantino, il gioco d'azzardo «è uno dei nodi più perniciosi per i suoi effetti sulle famiglie e sull'intero Paese», ma sembra «che su alcuni temi», su questo ma anche sulla droga, «ci siamo assuefatti, e questo fa sembrare demagogo chi si voglia ancora impegnare non arrendersi di fronte a queste realtà». Di qui un appello: «Bisogna dire basta alla pubblicità di tutti i giochi d'azzardo con vincita in denaro»; «come uomo e come prete non voglio contribuire e tenere in vita questi equivoci», e un plauso «a tutti quei baristi, tabaccai e negozianti che hanno rifiutato le slot machine nei loro ambienti: senza rinunce non nascerà una nuova cultura e noi ci limiteremo a raccogliere feriti, emarginati da quello stesso paradiso che tanto li aveva falsamente accarezzati».

Nel richiamare un articolo denuncia sui pericoli dell'usura di don Luigi Ciotti, pubblicato vent'anni fa, mons. Galantino ha espresso gratitudine per il coraggio, in questi vent'anni, di chi si è ribellato, «pagando spesso un prezzo altissimo» per smascherare il dramma dell'usura. Tra questi molti sacerdoti. Di qui la soddisfazione, espressa ai presidenti, per l'impegno delle 28 Fondazioni associate alla Consulta nazionale che operano in ogni regione italiana. Il presule ha rievocato la propria passata esperienza personale di impegno contro le tossicodipendenze a Cerignola, nella Puglia segnata, ha detto, come la Calabria, anche dall'intreccio di criminalità, azzardo e usura, «non diversamente dalla Calabria».

«Saluto con legittimo orgoglio - ha aggiunto rivolgendosi ai presenti - la risposta sana della società civile» che «vive di alleanze decisive» rappresentate dal commissario straordinario del governo per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura, Elisabetta Belgiorno, dal capo della Direzione V del Dipartimento del Tesoro, Giuseppe Maresca, dal direttore della Caritas italiana don Francesco Soddu, e dai rappresentanti delle associazioni di categoria destinatarie.

Fonte: Sir
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