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Banca Etica: in 15 anni risorse concrete per l'economia sociale e le famiglie

La Banca popolare Etica festeggia il compimento dei suoi primi 15 anni di vita, con risultati davvero importanti.

Percorsi: Banche - Economia
Parole chiave: Banca Etica (13), non profit (5)

Un miliardo e 800 milioni di euro messi in circolazione per finanziare migliaia di famiglie e imprese sociali italiane che hanno potuto far crescere in quantità e qualità i servizi di assistenza per le persone più fragili; promuovere l‘arte, la cultura e lo sport come strumenti per migliorare la qualità di vita di tutti; difendere la legalità; ridurre le emissioni di CO2 a salvaguardia dell‘ambiente e della salute; diffondere il biologico; rilanciare progetti di cooperazione internazionale e commercio equo e solidale. È questo il risultato con cui Banca popolare Etica festeggia il compimento dei suoi primi 15 anni di vita. Nata nel 1999 a Padova su impulso delle principali reti del Terzo Settore italiano, è cresciuta costantemente grazie alla fiducia accordatale da cittadini e organizzazioni che sono diventati soci e clienti del primo istituto di credito italiano interamente dedito alla finanza etica. Tutti i numeri di questa storia di successo sono stati illustrati oggi a Roma, presso la Sala delle Colonne della Camera dei Deputati, durante la presentazione della ricerca sull‘impatto sociale di Banca Etica condotta dal centro studi Altis dell‘Università Cattolica di Milano. In 15 anni Banca Etica ha erogato complessivamente 23.804 finanziamenti a famiglie e imprese sociali; il 70% dei finanziamenti deliberati da Banca Etica sono andati ad enti non profit.

«La finanza etica funziona ed è capace di veicolare una risorsa strategica come il risparmio di cittadini e organizzazioni verso la promozione del bene comune. Oggi non solo siamo una banca solida, ma anche in continuo sviluppo e pronta ad aprirsi a una dimensione europea: nel 2014 apriremo la prima Filiale in Spagna, a Bilbao», ha detto Ugo Biggeri, presidente di Banca Etica, in collegamento da Melbourne. «Dal 2008 a oggi le banche hanno vissuto un periodo di particolare turbolenza: allo stesso tempo co-responsabili e vittime di una crisi finanziaria ed economica strutturale e duratura, hanno fatto fatica a fronteggiare il calo di fiducia da parte dei risparmiatori e le crescenti difficoltà dell'economia reale. Banca Etica negli stessi anni ha invece sperimentato un costante aumento della fiducia accordatale dai risparmiatori e dai soci: la raccolta di risparmio e il capitale sociale sono cresciuti in modo significativo dal 2008 a oggi, permettendoci di essere una delle poche banche che ha continuato a concedere credito alle famiglie e alle imprese sociali», ha aggiunto Mario Crosta, direttore generale di Banca Etica.

«Le normative internazionali sulla finanza, Basilea 2 e Basilea 3, omologano tutte le banche, noi invece vogliamo tutelare la specificità delle banche cooperative ed etiche che durante la crisi hanno dimostrato di essere anticicliche continuando a dare credito a imprese e famiglie mantenendo un basso tasso di sofferenze, come dimostrano i dati presentati oggi da Banca Etica». Lo ha detto stamattina il sottosegretario al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Luigi Bobba, alla presentazione di una ricerca sull'impatto sociale di Banca Etica, assicurando l‘impegno del Governo per sostenere la finanza etica con normative più equilibrate, a partire dai decreti attuativi sul microcredito che sono in stand-by da almeno 4 anni. L‘ex ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, ha ricordato che il G8 ha istituito una task force per studiare e valorizzare la finanza ad alto impatto sociale: «La sfida, anche per l‘Europa, è quella di individuare indicatori che misurino gli impatti sociali da affiancare ai bilancio sociali e al Pil degli Stati». Linda Laura Sabbadini, responsabile delle statistiche sociali dell'Istat, ha sostenuto che «è tempo di andare oltre la divisione tra profit e non profit: l‘obiettivo è definire e misurare il mondo delle imprese sociali e dell'economia sociale che durante la crisi si sono affermate come protagoniste di questa fase economica».

Fonte: Sir
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