Italia

CILE: CARITAS ITALIANA, A UN ANNO DAL SISMA AIUTATE OLTRE 2000 FAMIGLIE

665 mila euro raccolti finora, 2063 le famiglie aiutate. A un anno dal tragico terremoto a largo della costa del Maule (Cile), è tempo, per Caritas italiana, di iniziare a tirare le somme. Caritas italiana ha sostenuto, in collaborazione con la rete internazionale e in accordo con Caritas Cile, progetti integrali di riabilitazione fisica, economia e sociale, in 11 località colpite. L’intervento di Caritas italiana si inserisce nel quadro di un piano di emergenza sviluppato dalla Caritas nazionale cilena, che prevede un impegno economico complessivo di 9,5 milioni di euro, con una durata di nove mesi a sostegno di 108.416 famiglie in 10 diocesi. Dei fondi raccolti in Italia, 430 mila euro sono stati impegnati – riferisce Caritas in un report – in “progetti e attività di sostegno nell’ambito dell’economia familiare, dello sviluppo comunitario e dell’assistenza psicosociale, attraverso progetti integrali di riabilitazione a favore di piccole comunità particolarmente vulnerabili, specialmente della zona rurale e costiera”. Alle famiglie delle zone rurali sono stati distribuiti kit per l’agricoltura e ai pescatori sono state fornite piccole imbarcazioni per poter riprendere il proprio lavoro. “Siamo profondamente grati a tutti coloro che si sono fidati delle nostre istituzioni Caritas per convogliare i contributi”. Queste le parole di padre Rodrigo Tupper, vicario della Pastorale sociale dei lavoratori e direttore della Caritas di Santiago, soddisfatto dei risultati raggiunti. “Abbiamo costruito una rete importante per rifornire di acqua e cibo le persone gravemente coinvolte: 250 parrocchie e quasi 1500 chiese locali hanno favorito la distribuzione di 4000 tonnellate tra cibo e kit di prima emergenza”. Sostegno alimentare, igiene e indumenti, miglioramento delle economie, attività di ascolto e sostegno psico-sociale, coordinamento con altri enti di cooperazione, rafforzamento istituzionale delle reti diocesane: molteplici gli ambiti di intervento, particolarmente volti, sottolinea padre Tupper, “a contrastare l’enorme imminente bisogno e a porre le basi per una ripresa economica di medio e lungo termine mediante il recupero della produttività e la creazione di nuove attività produttive come stimolo alle famiglie”. Il sisma del 27 febbraio scorso, di potenza 30.000 volte maggiore rispetto al terremoto dell’Aquila. Il governo cileno ha stimato circa 500.000 edifici danneggiati, 451 vittime e 52 dispersi. Due milioni di persone sono state direttamente coinvolte, di cui 800mila in modo permanente.Sir