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Comunità Papa Giovanni XXIII: 251 case in Italia, accolti 882 minori

Una realtà tanto importante quanto nascosta «nonostante i risultati di questo modello educativo siano sotto gli occhi di tutti». Per questo, ha spiegato il segretario generale della Comunità Papa Giovanni XXIII, Giovanni Paolo Ramonda, al convegno sulle case famiglia in corso a Rimini, si è voluto presentare il Rapporto «Un tesoro in vasi di Creta».

In Italia le case famiglia sono 251. Ad esse si aggiungono 51 case di pronta accoglienza, 14 di accoglienza e fraternità, 7 di accoglienza e preghiera, per un totale di 323 strutture. All'estero le strutture della Comunità sono invece 90, in 21 Paesi nei 5 continenti. Più di 600 i bambini e i ragazzi di strada che ricevono ogni giorno un rifugio. I minori in generale sono 882 e l'80% resta anche dopo i 18 anni. Gli adulti accolti sono 1.470, circa il 23% dei quali sono nati in un Paese extraeuropeo. L'età media è di 25 anni. Per il 45% circa, la Comunità Papa Giovanni XXIII non percepisce nessuna retta.

Per Ramonda oltre al riconoscimento legislativo della Casa Famiglia occorre un maggiore sostegno economico: «Chiediamo che venga riconosciuto il mantenimento di queste persone che in strutture diverse dalle nostre famiglie, hanno un costo per lo Stato fino a 5 o 6 volte superiore». «Dobbiamo sostenere anche i giovani che vogliono fare del volontariato - ha aggiunto Ramonda in riferimento ai fondi per il Servizio civile volontario -. L'Italia deve cambiare mentalità».

Comunità Papa Giovanni XXIII: 251 case in Italia, accolti 882 minori
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