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Donazioni di sangue: le associazioni preoccupate per i tagli alla sanità

I Presidenti Nazionali di AVIS, FIDAS, FRATRES ed il Coordinatore CRI sezione donatori, riuniti nel CIVIS (Coordinamento Interassociativo Volontari Italiani del Sangue), in rappresentanza degli oltre 1.700.000 donatori di sangue italiani, esprimono profonda preoccupazione  per le notizie diffuse dalla stampa specializzata e riprese dal coordinatore  degli  Assessori  regionali alla salute della Conferenza Stato Regioni, Luca Coletto, rispetto a possibili tagli contenuti nella manovra sanità 2015 che colpirebbero il settore trasfusionale.

Emerge in particolare l’intenzione di tagliare i costi relativi alla mobilità extraregionale di sangue ed emocomponenti e il contributo previsto dalla legge 219/2005 alle Associazioni e Federazioni di volontariato del sangue a rimborso degli importanti compiti di promozione  della  donazione, chiamata del donatore e raccolta di sangue ed emocomponenti, orientando inoltre i cittadini verso stili di vita sani e positivi.
Già nel settembre 2012, in seguito al decreto legge del 5 luglio dello stesso anno che imponeva misure di riduzione  della  spesa  pubblica,  CIVIS  era  intervenuto  presso  le   Istituzioni  per ricordare che non era corretto considerare le Associazioni e Federazioni dei  Donatori di Sangue come “fornitrici di beni e/o servizi” alla stregua di qualsiasi altra società, come invece  stavano attuando alcune aziende sanitarie locali.
Tali convenzioni infatti non sono un “contratto” basato sulla determinazione di un prezzo tra le parti o dall’esito di gare di appalto per la fornitura di beni e servizi, bensì un atto formale che discende dall’Accordo tra lo Stato e le Regioni del 20 marzo 2008 in attuazione della Legge trasfusionale 219/2005.
I possibili nuovi tagli, come già espresso 3 anni  fa, mettono a  rischio  gli  sforzi  posti  in essere  per assicurare adeguate quantità di sangue e dei  suoi  derivati di  qualità a tutti i pazienti che ne presentano necessità, a costi sostenibili e  grazie  all’enorme patrimonio sociale rappresentato  dai donatori  periodici, volontari,  non  remunerati  ed  associati.
Questo patrimonio - che rappresenta secondo  diversi studi un risparmio per la sanità pubblica  e pone l’Italia all’avanguardia rispetto a molti Paesi del mondo - non può essere vanificato, impedendo il funzionamento delle sedi associative e mettendo in crisi il sistema trasfusionale.
In questo senso, CIVIS apprezza la mobilitazione delle Regioni e appoggia la proposta di ieri della Commissione salute della Conferenza Stato Regioni  di  escludere  dai  tagli  —  e  considerarli emendamenti  irrinunciabili  —  il  contributo  per  convenzione corrisposto  alle  Associazioni   e Federazioni  di  donatori  e la mobilità  extraregionale  di sangue ed  emocomponenti.

Fonte: Comunicato stampa
Donazioni di sangue: le associazioni preoccupate per i tagli alla sanità
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