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Elezioni, in Toscana 19 liste

Lorenzo Conti, figlio dell'ex sindaco di Firenze, Lando, ucciso dalle Br nel 1986, candidato nelle liste dell'Udc al Senato; Mariella Magi Dionisi, vedova dell'agente di polizia Fausto ucciso da Prima Linea nel '78, capolista del Ps a Palazzo Madama. E' la candidatura di familiari di vittime del terrorismo una delle curiosità presenti nelle liste per le prossime elezioni in Toscana. 19 in totale i simboli elettorali presentati in Toscana, 18 alla Camera e 17 al Senato. Ecco il quadro delle candidature.

Parole chiave: elezioni (360), sistema elettorale (11), deputati (10), camera deputati (13), senato (17)
Elezioni, in Toscana 19 liste

Lorenzo Conti, figlio dell'ex sindaco di Firenze, Lando, ucciso dalle Br nel 1986, candidato nelle liste dell'Udc al Senato; Mariella Magi Dionisi, vedova dell'agente di polizia Fausto ucciso da Prima Linea nel '78, capolista del Ps a Palazzo Madama. E' la candidatura di familiari di vittime del terrorismo una delle curiosità presenti nelle liste per le prossime elezioni in Toscana. Tra le particolarità anche il girotondino Pancho Pardi in corsa al Senato come capolista di Italia dei Valori, mentre la Sinistra Arcobaleno schiera tra le proprie fila alcuni operai provenienti dalle principali aziende toscane come Electrolux, Lucchini, Manetti&Roberts. Il Pd candida a capolista per la Camera Dario Franceschini e al Senato Vannino Chiti; il Pdl porta, dietro ai big Berlusconi e Fini, Paolo Bonaiuti alla Camera e Altero Matteoli seguito da Sandro Bondi a Palazzo Madama. Tra gli altri big che corrono in Toscana sono Franco Giordano alla Camera per la Sinistra Arcobaleno. L'attrice Ilaria Occhini è invece candidata a Montecitorio per l"Associazione per la difesa della vita' di Giuliano Ferrara. In Toscana sono state 18 le liste presentate per le candidature alla Camera e 17 quelle per il Senato. Su alcune incombe però la verifica della regolarità delle firme. Tra le liste 'più singolarì la 'Lista del grillo', il 'Movimento europeo diversamente abili', 'Per il bene comune', "Le Ali, lealtà e coerenza politica", l' "Unione democratica per i consumatori".

Sono 19 in totale i simboli elettorali presentati in Toscana. Alla Camera l'Associazione per la Vita di Giuliano Ferrara schiera come capolista il cattolico aretino Lorenzo Schoepflin, seguito da Fernando Corona, presidente dell'editoriale Vallecchi. Per l'Italia dei Valori Antonio Di Pietro in prima posizione seguito dal deputato uscente Fabio Evangelisti. Il Partito Liberale Italiano vede come capolista Gherardo Guazzini, componente del comitato nazionale del partito. Per la Sinistra Critica capolista a Montecitorio è Flavia D'Angeli, ex Prc e impegnata in passato nei movimenti studenteschi e anti globalizzazione. Il fiorentino Roberto Viti è invece in corsa con 'Per il bene comune'. Per il Pdl ci sono in corsa anche il direttore del Giornale della Toscana Riccardo Mazzoni, il sindaco di Castiglione della Pescaia Monica Faenzi, l'ex socialista Lucio Barani e l'ex responsabile marketing della Rai Deborah Bergamini e il consigliere regionale di An Maurizio Bianconi.

Nel Pd, dietro a Dario Franceschini, ci sono, tra gli altri, Michele Ventura, Rosy Bindi, il braccio destro di Massimo D'Alema Giovanni Cuperlo, l'ex sindaco di Pisa Paolo Fontanelli, il responsabile della segreteria di Franceschini, Antonello Giacomelli, il senatore Franco Ceccuzzi e Ermete Realacci. Per l'Unione di Centro, con il leader Francesco Casini ci sono Luisa Capitanio, Francesco Bosi, Nedo Lorenzo Poli e Lorenzo Zirri e Luca Paolo Titoni.

Per il Movimento europeo diversamente abili (Meda), capolista proveniente dalla Lombardia, è il monzese Sergio Riboldi. La Lega Nord ha come capolista Umberto Bossi. La Sinistra Arcobaleno schiera dietro a Francesco Giordano, Severino Galante, Marisa Nicchi, Mercedes Lourdes Frias, il consigliere regionale dei Verdi Fabio Roggiolani e il regista Paolo Benvenuti. Con i socialisti, dietro al presidente del Consiglio regionale Riccardo Nencini, ci sono Valdo Spini e Pieraldo Ciucchi. La Destra Fiamma Tricolore schiera Daniela Santaché con Teodoro Buontempo. Tra le altre liste, anche il Partito Comunista dei Lavoratori che ha al numero uno Barbara Barsottelli di Camaiore (Lucca). In corsa per Forza Nuova l'assessore di Altopascio (Lucca) Alessandro Balduini.

Per quanto riguarda il Senato il Pd ha tra i primi posti la senatrice uscente Vittoria Franco, l'ex prefetto di Firenze Achille Serra, l'ex sottosegretario Andrea Marcucci e il magistrato Silvia Della Monica oltre al sindacalista Mirko Lami che ha ospitato recentemente a pranzo Walter Veltroni. Il Popolo delle Libertà vede in lista anche Gaetano Quagliarello, Paolo Amato, Achille Totaro, Massimo Baldini e Franco Mugnai.

La Lista Di Pietro, con Pardi vede anche Marta Gazzarri e Lido Agostinetti. Il capolista per il Pli è Franco Ceccarelli di Massa, quello di Sinistra Critica Franco Turigliatto, che ha come numero due l'operaia e sindacalista della Piaggio Angiolina Recce. La Lega Nord si presenta con Roberto Castelli, la Destra con Francesco Storace e la Sinistra Arcobaleno con Emanuela Palermi. L'Unione di Centro ha come capolista Francesco D'Onofrio seguito da Giuseppe Del Carlo e Lorenzo Conti. Tra le altre liste che hanno presentato il loro simbolo Democrazia cristiana, Partito Comunista dei Lavoratori, Unione Democratica per i consumatori, Lista del Grillo, Meda, Socialisti per le libertà e infine Per il bene comune.

Concluse le operazioni di presentazione delle liste, questo è il quadro regione per regione.

FRIULI - alla Camera Damiano (Pd), Frattini (Pdl) e Spini (Ps), e l'ex comandante della K-For nei Balcani, il generale Silvio Mazzaroli (Idv) al Senato, sono i nomi di maggior spicco. Per La Destra, al Senato, Storace, lascia il posto di capolista,unica regione in Italia, ad Angelo Lippi, consigliere comunale di Trieste che ha lasciato An. Angelo Sandri, della Dc esclusa, è stato invece inserito nelle liste dell'Udc alla Camera.In Friuli Venezia Giulia sono state presentate 17 liste per la Camera e 16 per il Senato.

LOMBARDIA - Sono state consegnare 21 liste per il Senato e 18 per la Camera. Al Senato lo scontro più interessante è quello fra il cattolico Roberto Formigoni, capolista del Pdl, e il laico Umberto Veronesi, capolista per il Pd. Alla Camera, invece, il duello è tutto familiare: Stefania Craxi si presenta a Milano con il Popolo della libertà, mentre suo fratello Bobo é capolista del Partito socialista.

LIGURIA - Il PD si presenta con due donne capolista (Roberta Pinotti e Giovanna Melandri) in Liguria, unica regione italiana, Il Pdl aveva presentato le sue liste con Berlusconi e Fini capilista alla Camera ed Enrico Musso capolista al Senato. Tra le esclusioni eccellenti nel Pdl il vicepresidente della Camera Alfredo Biondi e nel Pd Graziano Mazzarello. Non si ricandida nelle liste della Sinistra Arcobaleno Heidi Giuliani. Sono 16 le liste alla Camera e 14 al Senato.

EMILIA ROMAGNA - Sono 38 le liste presentate, 19 per il Senato ed altrettante per la Camera. L'ultima è stata l'Udc che avrà come capilista Pier Ferdinando Casini alla Camera ed Elvio Ubaldi al Senato. Tra le liste minori, "Pane Pace e Lavoro" o 'Miogoverno.it-50.000 noi''. I rappresentanti di 'Per il Sud', a sostegno della lista hanno presentato solo una firma, per sottolineare la differenza di trattamento con i partiti maggiori, esentati dall'obbligo di accompagnare le liste con le firme.

BASILICATA - Sono 32 le liste, 16 alla Camera e 16 al Senato, per un totale di 18. C'é anche una 'speciale gara' tra due storici rappresentanti della ex Dc di Potenza: l'ex sindaco Gaetano Fierro, capolista al Senato per i "Popolari Uniti",nata dopo la scissione dall'Udeur, e dell'ex deputato della Margherita Giuseppe Molinari, candidato alla Camera nelle liste dell'Unione di Centro.

SARDEGNA - 18 le liste presentate. Per il Pdl alla Camera dopo Berlusconi e Fini, c'é Pili, seguito da Murgia, di An. Al Senato capolista è l'ex ministro dell'Interno Pisanu. L'Udc alla Camera schiera Casini capolista. Per il Senato in cima c'é Francesco D'Onofrio. Mpa-Movimento per l'Autonomia si presenta al Senato con Antioco Giuseppe Manca capolista, mentre alla Camera c'é Raffaele Lombardo, poi il sassarese Sassu. Per il Psd'Az al Senato capolista Paolo Maninchedda, dietro Giuseppe Atzeri. Alla Camera in cima alla lista c'é la consigliera comunale di Cagliari Claudia Zuncheddu seguita da Francesca Monni. Per il PS alla Camera il capolista è Peppino Balia. Al Senato, capolista è il sottosegretario della Difesa Emidio Casula, seguito da Anna Marchesi.

UMBRIA - 17 le liste presentate per la Camera e 17 per il Senato. Alla Camera per il Pdl ci sono Berlusconi, Fini e il gen. Roberto Speciale. La Destra con Daniela Santanché capolista, seguita Buontempo. Bossi è capolista per la Lega e Di Pietro per l'IVD, mentre Casini guida l'Udc. Al Senato il Pd presenta come capolista Rutelli e la Lega Calderoli.
CAMPANIA - Ci sono Berlusconi, Fini, D'Alema, Veltroni, Casini, Boselli, Storace, e tra i capolista, l'ex ministro degli Interni Vincenzo Scotti che guida al Senato la lista del "Movimento per l' autonomia",De Mita,capolista dell'Udc ancora al Senato. Per l'Mpa l'ex capogruppo dell'Udeur al senato Barbato ed i senatori di FI Girfatti e Brusco.

MOLISE - Sono 18 le liste e alla Camera e al Senato. Tra i big candidati c'é anche il ministro Antonio Di Pietro, capolista alla Camera. Alla Camera il Pdl candida come capolista Berlusconi, per La Destra c'é Santanché, mentre per il PS è candidato Angius. Al Senato l'Udc presenta come capolista D'Onofrio, La Destra Storace. Il sen. Luigi Di Bartolomeo (Fi) ha ritirato all'ultimo secondo la candidatura a numero 2 alla lista per il Senato del Pdl.

CALABRIA - 18 liste alla Camera e al Senato. Il viceministro Minniti (Camera) e l'ex vice capo della polizia De Sena (Senato) guidano le liste del Pd; per Idv ci sono: Teresa Cordopatri (Senato) e Antonio Di Pietro (Camera). Il Pdl, dopo i big Berlusconi e Fini, schiera alla Camera il segretario del Pri, Nucara, e lo stilista Santo Versace. Al Senato capolista è Francesco Nitto Palma. C'é il presidente uscente della Commissione antimafia, Francesco Forgione, capolista al Senato della Sinistra Arcobaleno. In corsa, ma solo alla Camera, Giuliano Ferrara con la lista 'Aborto? No, grazie'. Daniela Santaché guida la lista 'La Destra' alla Camera, mentre al Senato c'é l'ex sindaco di Crotone Pasquale Senatore. Per l'Udc scende in campo Pier Ferdinando Casini, capolista alla Camera.

MARCHE - 18 le liste per la Camera e 16 per il Senato. Tra i candidati alla Camera, Berlusconi e Fini capilista per il Pdl, Bossi per la Lega Nord, Casini dell'Udc, Di Pietro per l'Idv. Sempre per Montecitorio corrono anche Santanché (Destra), Merloni (Pd). Per i Pro Life l'attrice Ilaria Occhini e lo stesso Giuliano Ferrara. Per il Senato si presentano nelle Marche per il Pd Giorgio Tonini capolista, Nicola Rossi e Fabrizio Morri. Capolista del Pdl è Mario Baldassarri.

VENETO - Dati per acquisiti i capilista Berlusconi e Fini nel Pdl, spicca la sfida tra imprenditori: per il Pd c'é capolista l'ex leader di Federmeccanica Calearo. Il Pdl gli contrappone Riello nella lista guidata dal governatore Galan. Sono 19 le liste presentate per il Senato; per la Camera 18 quelle in Veneto 2 e 20 in Veneto 1.

ABRUZZO - 19 liste alla Camera e 20 al Senato. Il ministro Turco e il sottosegretario Lolli per il Pd alla Camera contro il Pdl che, dopo Berlusconi e Fini, schiera Scelli. Con l'Udc dopo Casini c'é Adornato. Per l'Idv Di Pietro è seguito dal deputato uscente Carlo Costantini. La Sinistra Arcobaleno ha per capolista la sindacalista Betty Leone. LAZIO - A Roma e nel Lazio tutti i big. A Roma per la Camera Berlusconi e Fini per il Pdl contro Marianna Madia e Veltroni per il Pd. E poi ancora Santanché-Buontempo per La Destra, Casini per l'Udc, Bertinotti per La Sinistra- L'Arcobaleno, Giuliano Ferrara 'Aborto? no grazie', Antonio Di Pietro per l'Idv apparentata con il Pd, Gavino Angius capolista dei socialisti. Per il Senato Storace, per La Destra, Marini per il Pd, l'ex presidente di Palazzo Madama Pera per il Pdl che, tra le polemiche, schiera Ciarrapico.

TRENTINO - Sono 18 le liste alla Camera e 14 per il Senato. Tra i big per la Camera figurano Berlusconi e Fini (Pdl), Bossi (Lega Nord), Di Pietro con Leoluca Orlando (Idv) e Valdo Spini (Ps). La lista Pd è aperta dai parlamentari uscenti Bressa e Laura Froner. Nella lista Pdl al terzo posto vi è l'olimpionica di Lillehammer Manuela di Centa. Per la Svp figurano i parlamentari uscenti Siegfried Brugger e Karl Zeller con le novità Magdalena Amhof e Paola Gasser.

VALLE D'AOSTA - 6 candidati alla Camera e 6 al Senato per l'unico seggio disponibile. Nella circoscrizione uninominale della regione, (dove i voti non entrano nel quorum nazionale), lo scontro è tra il Centro autonomista - al governo della Regione - ed i parlamentari uscenti, che hanno sostenuto il Governo Prodi.Presentata la lista di Azione sociale con Alessandra Mussolini-Circolo Destra valdostana che ha presentato una lista autonoma rispetto al Pdl.

PIEMONTE - Sono state presentate 18 liste per la Camera, e 17 per il Senato.

SICILIA - L'ex presidente della regione Cuffaro capolista per l'Udc al Senato, mentre Lumia, inizialmente escluso, è candidato al Senato per il Pd. Fioroni (Pd) capolista in Sicilia Occidentale, mentre in quella Orientale, prima di Veltroni c'é Giuseppe Barretta. Lombardo, Mpa, capolista, insieme all' ex ministro Scotti.

CIRCOSCRIZIONE ESTERO - Per la circoscrizione estero il Pd e il Pdl hanno presentato presso la Corte di Appello di Roma liste in tutte le ripartizioni. Per l'Europa, il Pd candida al Senato Claudio Micheloni, alla Camera capolista è Franco Narducci. La Sinistra l'Arcobaleno si presenta solo nelle ripartizioni Europa (capolista Arnold Cassola), Sudamerica e Oceania. Sinistra critica è presente nella sola ripartizione Europa, capolista per la Camera è Giovanni Urracci,per il Senato Lucia Mastropietro. All'estero si presenta, tra gli altri, anche il Partito socialista nelle ripartizioni Europa, Sudamerica e Oceania, sia alla Camera che al Senato. La Destra è presente, sia alla Camera che al Senato, in Europa, Sudamerica e Nordamerica. Ieri avevano presentato le liste il Movimento associativo italiani all'estero, L'Italia dei Valori e La lista "L'altra Sicilia-Per il Sud".(ANSA).

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Umago 15/03/2008 00:00
LISTA DI PIETRO: GENERALE MAZZAROLI

Ho letto con molta attenzione l'intervista rilasciata al Piccolo, il 24 agosto u.s., da Fabio Forti, Presidente dell'Associazione Volontari della Libertà, che stimo ed apprezzo per quanto fatto in passato ed in tempi recenti; un apprezzamento dimostrato intervenendo personalmente a diverse importanti manifestazioni organizzate dalla sua Associazione, in nome di una fortemente sentita e condivisa "italianità". Tuttavia il suo dire mi ha procurato qualche perplessità e fatto sì che mi ponessi taluni interrogativi ai quali ho avuto difficoltà a darmi delle convincenti risposte e che, pertanto, ripropongo a Lui ed a quanti mi leggeranno.

Per dirla al modo di Giulio Bedeschi e contrariamente a Fabio Forti, io non posso dire "Confine orientale: c'ero anch'io" o, essendoci, non ero in età d'intendere e volere. Quello che dirò è, pertanto, il mio personale sentire, frutto dell'educazione ricevuta in famiglia, delle diversificate letture fatte, di esperienze professionali vissute anche nell'ex Jugoslavia, di testimonianze raccolte tra i miei conterranei, essendo, tra l'altro, presidente di una associazione di Esuli istriani.

Una prima perplessità mi deriva dal riemergere dell'asserto "istriano=fascista", implicita nella sua affermazione che la persistente frattura insita nel tessuto sociale triestino sarebbe dovuta alla presenza di una "destra istriana". E' una gratuita illazione! E' ben vero che l'unica Italia che gli Istriani hanno vissuta è stata quella dell'era fascista, il che spiega un certo processo di identificazione, suonando, però, più ad attenuante che ad aggravante. Lo è altrettanto, che anche in Istria c'è stato un antifascismo democratico che, similmente a quanto occorso a Trieste ma in maniera ancor più accentuata, ha avuto estrema difficoltà - quando non la pratica impossibilità - di esprimersi, non solo per mano nazi-fascista ma anche, e direi soprattutto, slavo-comunista. Per averlo tentato, nell'estate 1944, il fratello di mio padre è stato fatto sparire dai titini. Se ciò non bastasse, è arcinoto che, nella nostra stessa Città, le Associazioni che rappresentano gli esuli hanno diverse sensibilità politiche di riferimento. Pertanto, a prescindere dal credo politico di ogni singolo istriano, usare l'aggettivo "istriano" con l'intento di rendere più deteriore la "destra", è ingiustificato, fuorviante ed offensivo. E' mai possibile che ci si ostini ancora a non voler capire che l'italianità espressa dalla stragrande maggioranza degli Istriani, allora con la scelta dell'esodo ed oggi con una intensità - talvolta prossima all'intransigenza - che non ha riscontro in altre parti del nostro Paese, è in primo luogo un sentimento di sofferta identità e non ideologico?

Una seconda perplessità me l'ha procurata il ragionamento esplicativo, nonché giustificativo, da Lui fatto nei confronti dei propri comportamenti ed in difesa della Guardia Civica, alla luce del contributo dato dalla stessa nella sollevazione di Trieste del 30 aprile '45. Un ragionamento che, però, dimostra di non essere disposto ad applicare ad altri. Dice, infatti, che nel momento delle scelte critiche, all'arrivo dei titini in Città, tre erano per i Volontari della Libertà le opzioni possibili: allearsi con i tedeschi, consegnare la città (agli slavi, suppongo), sparire. Decisero di sparire e, ciononostante, in parecchi furono fatti sparire dai cosiddetti "liberatori". In precedenza, in parecchi erano stati inquadrati nella Guardia Civica. Vi si erano arruolati perché di sentimenti italiani? Certamente sì, ma anche - ed in molti lo hanno onestamente ammesso - per sfuggire alla deportazione in Germania, per non essere assorbiti nell'organizzazione Todt e per sottrarsi alle chiamate di leva nella RSI, ponendosi, pur sempre, alle dipendenze di un'amministrazione nazi-fascista. Pensa qualcuno che, successivamente al 8 settembre '43, le possibilità di scelta per gli Italiani d'Istria fossero diverse? Erano esattamente le stesse: allearsi con i tedeschi, darsi alla macchia con i partigiani di Tito, stare a guardare, con il rischio elevatissimo di essere reclutati a forza dagli uni o dagli altri, come per molti avvenne. Non pochi, perlopiù giovani intorno ai vent'anni, scelsero invece di arruolarsi nella Milizia Territoriale Volontaria, per sottrarsi agli stessi pericoli e per difendere, in pochi e male in arnese, nell'indifferenza se non aperta ostilità dei tedeschi, la loro stessa gente, pagando per questo un tributo di sangue di gran lunga superiore a quello della Guardia Civica. Di certo non si batterono per l'annessione dell'Istria al III Reich né, probabilmente, per la sopravvivenza di un'ideologia ormai chiusa all'angolo. Nei loro confronti, però, sempre e solo espressioni di condanna. Perché, mi chiedo, due pesi e due misure? Perché si persevera ancora a non comprendere e rispettare scelte individuali diverse, rese peraltro in gran parte obbligate dalle circostanze? Qualcuno pensa seriamente ci possa essere pacificazione nazionale senza rispetto reciproco?

Il terzo ed ultimo motivo di perplessità discende dalla conclusione dell'intervista secondo la quale, la persistente conflittualità politico-ideologica cittadina deriva, oltre che dalle altrove citate incomprensioni tra forze democratiche e destra, dalla ricercata e sinora mancata stretta di mano dei Volontari della Libertà con l'ANPI. Trovo plausibile che una piena riconciliazione nazionale imponga di giungere anche a questo atto simbolico - peraltro, altrove già occorso - ma, il mio forte sentire d'italiano mi rende sinceramente arduo il sorvolare sulla "Porzus" osovana, su quelle triestine a cui il Forti allude e su quelle ancor più numerose verificatesi in Istria, anche nei confronti degli stessi comunisti istriani di sentimenti italiani. Se, come sembra emergere dal contesto generale della intervista, è "l'italianità" il valore supremo alla base dell'impegno di ieri e di oggi del intervistato, mi viene spontaneo il chiedermi quale sia la logica della sua ricerca di stretta di mano con l'ANPI che di certo, dal '43 al Trattato di Osimo ed oltre e sino, comunque, ad un tardivo e nemmeno tanto generalizzato ripensamento, mai si è impegnata per la salvaguardia dell'italianità delle nostre terre. Alla luce di quanto fa intendere, non sarebbe forse più, o quanto meno egualmente, opportuna una ricerca di stretta di mano - mai invece ricercata - con quanti, con una scelta parimenti drammatica e forse anche più pericolosa, questa salvaguardia hanno provato ad esercitarla? Altre colpe si potranno addebitare a costoro, ma non certo quella di aver svenduto l'italianità della Venezia Giulia, dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia.

Caro Forti amare e difendere la propria Terra, è ben più di una qualsivoglia ideologia politica. Qualcuno l'ha fatto; altri no! E, se ciononostante tutto, si vuol comprendere e perdonare, come è opportuno, più che giusto, che sia a distanza di tanti anni per il bene di questa nostra disgraziata Italia, nessuno deve essere escluso a priori.

Gen. Silvio Mazzaroli

Sindaco "Libero Comune di Pola in Esilio"
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Germano 15/03/2008 00:00
LISTA DI PIETRO: GENERALI MAZZAROLI

Mazzaroli Silvio, generale, era incaricato presso l'ambasciata di Belgrado tra il 1988 al 1991, cioè all'epoca dell'inizio dello sfascio della Jugoslavia: si dichiara "sindaco del libero comune di Pola in esilio" e nipote di Onorato Mazzaroli, "infoibato" dai partigiani nel 1944 (Luigi Papo - vedi) scrive che scomparve durante un'incontro con "esponenti slavo-comunisti per discutere della collaborazione italo-jugoslava"). Nel corso di un convengno sulla questione delle "foibe", ha dichiarato di "conoscere personalmente l'indole delle popolazioni balcaniche", sottolineando che è insito nella loro indole l'istinto "infoibatore".

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