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Festival famiglia: Bruni (economista), «pensare il lavoro anche al femminile»

(dall'inviato Sir a Riva del Garda) - «Il tema lavoro-famiglia va visto in un quadro più vasto, legandolo non soltanto al numero e al rilievo delle donne che lavorano. Va legato, ad esempio, alla ‘cura' delle persone, bambini, anziani, malati. Cioè bisogna iniziare a pensare che non sia un compito solo delle donne, del mercato o dello Stato, ma di tutta la comunità».

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Lo ha detto al Sir l'economista Luigino Bruni, docente alla Lumsa di Roma, intervenuto al Festival della Famiglia di Riva del Garda. Secondo Bruni, «tutto il mondo del lavoro è pensato al maschile, mentre io vorrei le donne presenti e che discutono su come si fanno le imprese, come si organizzano. Tutta la teoria economica e quella del lavoro l'hanno scritta i maschi, mentre occorre inserire la visione femminile. Il problema - secondo Bruni - oggi è soprattutto quelle delle donne giovani con bambini, perché le donne senza figli possono assumere ritmi e stili ‘maschili' nel mondo del lavoro. Invece le giovani mamme rischiano di esserne escluse».

La famiglia oggi «può servire se stessa e la società facendo anche ‘battaglie civili' fuori dalla famiglia, tipo quella contro il gioco d'azzardo. Lo stato - sottolinea - dovrebbe occuparsi della famiglia come un apicultore che vede che il miele diminuisce. Cosa fa a quel punto? Pianta alberi e fiori per nutrire le api. Così deve essere per il sostegno alla famiglia, creare un terreno fertile attorno ad essa».

Fonte: Sir
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