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Fiat di Melfi: lettera aperta del vescovo per il riposo domenicale

Una lettera aperta ai dirigenti della Fca (Fiat Chrysler Automobiles) di San Nicola di Melfi. L’ha scritta il vescovo di Melfi, monsignor Gianfranco Todisco, che ricorda come «da alcuni mesi a questa parte i dati statistici che monitorano l’andamento della nostra economia registrano un continuo aumento delle vendite degli ultimi due modelli di auto prodotti nello stabilimento Sata di San Nicola di Melfi: la Jeep Renegade e la 500X». 

Percorsi: Lavoro
Parole chiave: Domenica (37)
La Fiat di Melzi

Per il presule, «non c’è dubbio che la ripresa dell’attività lavorativa, dopo il forzato riposo dovuto alla crisi economica e al riammodernamento degli impianti, è stata una vera boccata d’ossigeno sia per l’Azienda che per migliaia di dipendenti che, riprendendo a lavorare, possono guardare al futuro delle loro famiglie con maggiore serenità». Ora il vescovo chiede che «dopo la breve pausa estiva, quando a pieno ritmo riprenderà il lavoro, dalle ore 22 del sabato alle ore 22 di domenica tutti i lavoratori impegnati nella catena di montaggio possano trascorrere l’intera giornata di riposo festivo assieme ai loro familiari». «L’esperienza ci insegna - evidenzia monsignor Todisco - che il riposo domenicale è indispensabile, non solo per ritemprare le forze fisiche - lavorare in catena di montaggio è duro, nonostante gli sforzi profusi per renderlo leggero - ma anche per rafforzare i legami familiari, indispensabili per una sana crescita delle relazioni umane».

Permettendo che genitori e figli trascorrano insieme il riposo domenicale, sottolinea il vescovo, «non solo si favorisce il benessere della famiglia, ma diventa anche il migliore investimento che un’Azienda possa fare. In fin dei conti, consegnare un’automobile con un giorno di ritardo non sconvolge il piano di produzione, che in questo momento va a gonfie vele». Oltretutto «si tratta di prodotto non deperibile come i prodotti alimentari». Monsignor Todisco è del parere che «sospendendo la produzione domenicale per 24 ore, il prodotto Fca acquista un valore aggiunto, perché mette al primo posto la dignità della persona umana, con le sue legittime esigenze ed aspirazioni che non possono essere mortificate dalla legge del profitto». La richiesta del vescovo non fa alcun riferimento alle «motivazioni di fede che, per un buon cattolico, riguardano il precetto festivo di andare a Messa la domenica e nei giorni di festa stabiliti dalla Chiesa». Certamente, «tutte le motivazioni del riposo domenicale sopra elencate acquistano un sapore speciale alla luce della fede», ma «anche chi non crede o non pratica la fede può sperimentare gli effetti benefici del riposo domenicale, che non sono venuti dal Cielo. Essi appartengono alla nostra umanità, che Gesù ha sposato totalmente, perché fanno bene al corpo e allo spirito».

Fonte: Sir
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