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Genitore «A» e «B»? Famiglie numerose: proposta assurda, pronti a ricorrere al Tar

Non piacciono alle Famiglie numerose le dichiarazioni del ministro Cécile Kyenge, favorevole alla proposta della neodelegata ai diritti civili del comune di Venezia, Camilla Seibezzi, di utilizzare la terminologia «genitore a» e «genitore b» nei moduli di iscrizione scolastica, in luogo di «padre» e «madre». «Mi sono sempre battuta per le pari opportunità» avrebbe detto Kyenge. «Se questa è una proposta che le rafforza, mi trova d’accordo».

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«Le dichiarazioni del Ministro ci sorprendono» commenta Giuseppe Butturini, presidente dell’Associazione nazionale famiglie numerose, che bolla come «assurda» la proposta dell’assessore comunale di Venezia. «Mi auguro che il primo cittadino Giorgio Orsoni intervenga a riportare un po’ di ragionevolezza» continua Butturini. «Se così non fosse già diverse famiglie sono pronte a recarsi agli uffici comunali per chiedere il diritto di qualificarsi come padre e mamma nel modulo di iscrizione. Impugnando al Tar l’eventuale diniego chiedendone la sospensiva e sollevando anche l’eccezione di illegittimità costituzionale per contrasto con gli articoli 3, 29, 30, 31 e 37 della Costituzione».

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