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Giornata contro tratta persone: Caritas, i governi proteggano le vittime

In occasione della prima Giornata mondiale delle Nazioni unite contro il traffico di persone che ricorre oggi, Caritas Internationalis esorta i decisori ad ogni livello ad aumentare gli sforzi per «proteggere i diritti delle persone trafficate, punire i colpevoli e rafforzare la cooperazione transfrontaliera per combattere questo crimine».

Percorsi: Caritas
Parole chiave: tratta (25)

«Ogni giorno - si legge in un comunicato diffuso da Caritas Europa - migliaia di persone in tutto il mondo vengono vendute in schiavitù come lavoratori forzati, prostitute o mendicanti. Circa 2,4 milioni le vittime stimate della tratta nel mondo. E uno su quattro sono bambini». Caritas, afferma Martina Liebsch, capo della politica di Caritas Internationalis, «accoglie con favore la Giornata mondiale» come «un‘opportunità per ricordare alla gente gli strumenti disponibili per proteggere le persone vittime di tratta». Anzitutto il Protocollo di Palermo, strumento chiave nel contrasto al traffico di persone, adottato nel 2000 dall'Assemblea generale Onu e ad oggi ratificato da 159 Paesi, anche se «ratifica non significa attuazione». Di qui la richiesta agli Stati parte di «investire denaro e risorse per implementare in maniera efficace» il Protocollo».

"Nello stesso tempo - aggiunge Karolina Babicka, responsabile politiche e advocacy per le migrazioni di Caritas Europa - il Protocollo di Palermo dice che dobbiamo proteggere le vittime della tratta e garantire loro i diritti umani». Gli Stati membri «devono fare in modo che le vittime non vengano criminalizzate ma tutelate, e che la domanda venga affrontato come una delle cause primarie della tratta». Per far «decollare» l'impegno della comunità cristiana contro la tratta, 37 organizzazioni hanno unito i loro sforzi e creato Christian Organisations Against Trafficking network (Coatnet), fondata su valori cristiani condivisi e principi quali l‘inviolabilità della dignità umana, la solidarietà con i poveri e la non-violenza. La rete opera a livello globale, oltre le frontiere, per sensibilizzare l‘opinione pubblica sul traffico di esseri umani, lottare alla radice contro le cause di vulnerabilità come la povertà e la mancanza di alternative di lavoro, svolgere azione di advocacy in materia di politiche migratorie ed economiche e di miglioramento delle leggi anti-traffico, cooperare con le autorità, le chiese e gli attori della società civile nel contrasto al fenomeno, aiutare i sopravvissuti ad iniziare una nuova vita.

Fonte: Sir
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