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Giornata vittime della mafia: Don Ciotti, «Mettersi in gioco significa vincere»

In 100mila in marcia contro le mafie. Dopo la veglia di preghiera di ieri a Roma con Papa Francesco, questa mattina l’appuntamento a Latina: la città si è riempita di giovani studenti, anziani, famiglie e bambini per la XIX edizione della Giornata dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie organizzata da Libera e Avviso pubblico.

Percorsi: Mafia
Parole chiave: Luigi Ciotti (11), Libera (74)

Nel capoluogo pontino sono arrivate anche le biciclette della “Transumanza per la legalità”, e poi tanti cittadini che hanno preso parte alla manifestazione per stringersi intorno ai familiari delle vittime innocenti della criminalità organizzata. “Siamo venuti qui per affetto, stima e riconoscenza per questo territorio, qui ci sono belle persone e belle risorse - ha detto don Luigi Ciotti, presidente di Libera, in testa al corteo -. Siamo venuti per cercare verità per don Cesare Boschin e tanti altri e per non dimenticare che le organizzazioni mafiose attraversano tutto il territorio e anche l’Agro Pontino. Ho trovato migliaia di ragazzi, qui c’è un’Italia intera che si è data appuntamento”. “Le nostre antenne di cittadini e associazioni - ha continuato don Ciotti - ci dicono che qui le mafie non sono infiltrate, sono presenti. Fanno i loro affari nel settore dell’economia e della finanza. Se fosse solo un problema di criminalità basterebbero le forze dell’ordine, ma è anche un problema di case, di povertà e di politiche sociali”.

Il corteo ha sfilato fino a piazza del Popolo a Latina per il momento clou della giornata con gli interventi dei relatori che hanno preceduto il saluto finale di don Ciotti. Sul palco allestito nel cuore della città sono stati scanditi le oltre 900 vittime della mafia. “Chiediamo che la politica decreti per legge il 21 marzo come Giornata nazionale per le vittime di tutte le mafie – ha affermato il presidente di Libera -: le sveglie delle nostre coscienze sono loro, che sono caduti per la legalità e per la giustizia. Per vivere ci vuole coraggio, perché così la vita è più vera. Siamo tutti fragili e piccoli, ma metterci in gioco significa vincere e si eviterà l’errore più grande: vivere senza aver davvero vissuto”. “Auguri e grazie a tutti: a Latina e alla Regione Lazio che ci ha accolto. Giovani voi siete me-ra-vi-glio-si”, ha concluso così il suo discorso, intorno alle 13, e la manifestazione è terminata.

Nel pomeriggio e in serata con numerosi seminari, spettacoli e mostre. Al corteo si sono uniti anche il presidente del Senato Pietro Grasso, il ministro della Giustizia Andrea Orlando, il procuratore Giancarlo Caselli, la presidente della commissione antimafia Rosy Bindi, il vescovo di Latina, monsignor Mariano Crociata, numerosi parlamentari pontini e il sindaco della città, Giovanni Di Giorgi.

Fonte: Sir
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